Riforma del Cinema, pieno accoglimento alla Camera: 218 Sí al nuovo testo unico.
Ecco cosa cambia.
La riforma del cinema e dell’audiovisivo ha superato il primo esame alla Camera ieri, 10 settembre, con un voto quasi unanime.
Il testo unico sul Cinema, che passa ora al Senato, introduce nuove regole su Agenzia del cinema, tax credit, controlli e tutele per i lavoratori.
La riforma del Cinema ha compiuto un passo decisivo verso l’approvazione definitiva. Ieri, 10 settembre, l’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il testo unico sul Cinema, con 218 voti favorevoli e 6 contrari.
Un risultato che certifica un’ampia convergenza parlamentare sul futuro del cinema e dell’audiovisivo italiano: il provvedimento ha infatti ottenuto un via libera bipartisan e passa ora all’esame del Senato.
A votare contro sono stati i deputati di Futuro Nazionale e Luigi Marattin (Pld).
Ma cosa cambia concretamente con la nuova riforma?
Dal riordino del tax credit cinematografico alla nascita dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, passando per programmazione, controlli e tutela dei lavoratori: sono diversi i capitoli destinati a ridisegnare il funzionamento della filiera.
Riforma del Cinema approvata alla Camera: il commento di Giuli
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha accolto il voto sottolineando il carattere trasversale dell’approvazione.
«Il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo è un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni»,
ha commentato il ministro, definendo il voto
«un modello di coesione che pone al centro l’interesse del settore».
Per Giuli, il provvedimento inaugura inoltre un nuovo rapporto tra istituzioni e mondo del cinema, basato su
«dialogo, fiducia e responsabilità reciproca».
Un cambio di approccio che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe accompagnare anche una maggiore efficienza nella gestione delle risorse e delle procedure.
Agenzia per il cinema e l’audiovisivo: cosa prevede la riforma
Una delle principali novità del testo unico sul Cinema riguarda la creazione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo.
Alla nuova Agenzia saranno trasferite le funzioni di gestione, operative e di attuazione in materia di cinema e audiovisivo attualmente attribuite al Ministero della Cultura.
Il Ministero manterrà invece le competenze relative a:
- indirizzo politico;
- vigilanza strategica;
- funzioni ispettive.
L’obiettivo è separare più chiaramente le funzioni di indirizzo e controllo da quelle operative, creando una struttura dedicata alla gestione del comparto.
Tax credit cinema: previsto un nuovo riordino
Particolare attenzione viene riservata anche al tax credit per il cinema e l’audiovisivo, uno degli strumenti più importanti utilizzati negli ultimi anni per sostenere produzioni e investimenti.
Il testo prevede un riordino del sistema sulla base di criteri che tengano conto delle dimensioni delle imprese, della qualità delle opere e della congruità dei costi.
La direzione indicata dal ministro è quindi quella di rendere il meccanismo più mirato, collegando maggiormente il sostegno pubblico alle caratteristiche delle imprese e delle produzioni.
Programmazione triennale e tempi certi: cosa cambia per il settore
Tra gli elementi evidenziati da Giuli ci sono anche la programmazione triennale, l’introduzione di finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli.
Secondo il ministro, queste misure dovrebbero porre «le basi per procedure più trasparenti e tempi prevedibili».
Per una filiera caratterizzata da produzioni complesse, investimenti rilevanti e tempistiche spesso articolate, la maggiore prevedibilità delle procedure rappresenta uno degli aspetti potenzialmente più importanti della riforma.
Cinema e lavoro: più tutele per artisti, tecnici e maestranze
La riforma interviene anche sul fronte del lavoro nel cinema e nell’audiovisivo.
«La tutela del lavoro è parte essenziale del cambiamento»,
ha sottolineato Giuli.
Le nuove disposizioni prevedono un rafforzamento delle garanzie previdenziali e assistenziali, oltre alla revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali.
Le misure dovranno tenere conto delle specificità delle diverse professionalità della filiera: artisti, tecnici, professionisti e maestranze.
Tra le novità figura inoltre l’istituzione di un fondo di solidarietà, destinato a offrire sostegno ai lavoratori che si trovano in condizioni di fragilità economica.
Borgonzoni: «Il cinema non è solo cultura, ma industria e posti di lavoro»
Anche la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha espresso apprezzamento per l’approvazione della riforma, ponendo l’accento sul significato politico del voto bipartisan.
«La condivisione bipartisan di questo voto è il segnale importante dell’attenzione del Parlamento verso il cinema, che non è solo cultura ma industria e posti di lavoro»,
ha dichiarato.
Borgonzoni ha inoltre ricordato le altre misure di sostegno messe in campo dall’esecutivo per il comparto audiovisivo, citando in particolare gli ultimi 200 milioni di euro trovati per il settore.
Cinema italiano, i numeri del 2026: box office in crescita
Nel suo intervento, Borgonzoni ha richiamato anche alcuni dati sull’andamento del mercato cinematografico italiano.
Secondo i numeri citati dalla sottosegretaria, il box office 2026 in Italia cresce del 21,6% rispetto alla media pre-pandemia.
Positivo anche il dato relativo alle produzioni italiane, con:
- 12,9 milioni di presenze;
- +15,9% rispetto al periodo di riferimento;
- 1.658 settimane di lavoro;
- 800mila giornate di lavoro.
Numeri che, secondo Borgonzoni, mostrano un settore capace di recuperare terreno dopo gli anni della pandemia.
L’Italia torna sopra i livelli pre-Covid: il confronto con gli altri mercati
Un dato particolarmente significativo riguarda le presenze nelle sale.
Secondo quanto riferito dalla sottosegretaria, l’Italia è l’unico tra i principali mercati di riferimento ad essere tornato in territorio positivo rispetto al periodo pre-Covid.
Il confronto è con mercati importanti come Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti, che registrano invece ancora cali rispetto ai livelli precedenti alla pandemia.
Un risultato che rafforza, nella lettura del governo, la necessità di accompagnare la crescita del pubblico con strumenti normativi e finanziari più moderni.
Investimenti internazionali nel cinema: 1,456 miliardi in tre anni
Non c’è soltanto il mercato interno. Anche gli investimenti internazionali rappresentano un indicatore importante dell’attrattività dell’Italia come territorio produttivo.
Nel triennio 2023-2025, secondo i dati citati da Borgonzoni, gli investimenti internazionali nel sistema audiovisivo italiano hanno raggiunto 1 miliardo e 456 milioni di euro, sostenuti dal tax credit.
Per la sottosegretaria, questo dato conferma l’attrattività del sistema Italia e la necessità di continuare a investire sulla competitività del comparto.
«Con questa riforma si vogliono dare quindi al settore strumenti più moderni per continuare a crescere, tutelando chi ci lavora ogni giorno», ha concluso Borgonzoni.
Testo unico sul Cinema, ora la palla passa al Senato
Il voto della Camera rappresenta dunque soltanto il primo passaggio dell’iter parlamentare. Il testo unico sul Cinema dovrà ora essere esaminato dal Senato prima di arrivare all’eventuale approvazione definitiva.
La sfida sarà trasformare gli obiettivi della riforma in risultati concreti: maggiore trasparenza, tempi più prevedibili, un tax credit più mirato, una gestione più efficiente e nuove tutele per chi lavora nella filiera.
Il quadro che emerge è quello di un settore che, secondo i dati richiamati dal governo, mostra segnali di crescita e continua ad attirare investimenti internazionali, ma che necessita di regole capaci di accompagnarne l’evoluzione.
Il passaggio al Senato sarà quindi decisivo. Perché, come sottolineato da Giuli, l’approvazione definitiva della riforma potrebbe rappresentare un vero punto di ripartenza per l’intera filiera cinematografica e audiovisiva italiana.
