brevi dai media (124)

In questo post:

  • riforma degli ordini professionali: il d.d.l. 1663 coinvolge anche i giornalisti;
  • alla Rai i Giochi del Mediterraneo 2026 (100 ore di diretta);
  • nuova struttura del Centro Sperimentale di Cinematografia;
  • critiche al testo di riforma del Cinema da parte del Coordinamento Autori e Autrici (ANAC, 100Autori, WGI, AIDAC, ACMF, AIR3)

Un inizio di settimana ricco di novità per il mondo dei media: dalle riforme normative ai grandi eventi sportivi, fino ai nuovi investimenti per il settore audiovisivo.

Riforma degli ordini professionali: il Ddl 1663 coinvolge anche i giornalisti

Lunedí 3 agosto il Senato ha approvato il disegno di legge n. 1663, che delega il Governo alla riforma della disciplina di quindici ordinamenti professionali. Il provvedimento è passato ora all’esame della Camera dei deputati per l’approvazione definitiva, cui seguirà l’adozione dei decreti legislativi attuativi.

Il testo è stato approvato con 81 voti favorevoli, nessun voto contrario e 50 astensioni, e interessa numerose categorie professionali, tra cui consulenti del lavoro, assistenti sociali, architetti, ingegneri, geologi, geometri, periti industriali, tecnologi alimentari e… giornalisti.

Tra gli obiettivi della riforma figurano la modernizzazione del sistema ordinistico, una definizione piú chiara delle attività professionali, il riordino delle modalità di accesso alle professioni, il rafforzamento della formazione continua e la valorizzazione delle competenze digitali, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale.

ProfessioniItaliane: “Una riforma per affrontare le trasformazioni future”

Soddisfazione è stata espressa da ProfessioniItaliane, l’associazione che rappresenta gli ordini coinvolti nel percorso di riforma e che ha svolto un ruolo di coordinamento tra le diverse categorie.

Secondo l’associazione, il provvedimento rappresenta un passaggio importante verso la modernizzazione degli ordinamenti professionali, intervenendo anche sulla governance degli Ordini, sulle società tra professionisti e confermando la loro natura pubblicistica.

Una riforma che rappresenta la porta d’ingresso verso il futuro delle professioni ordinistiche“, ha dichiarato ProfessioniItaliane, sottolineando come la collaborazione tra i quindici ordini coinvolti sarà determinante nella fase di attuazione della delega.

Il nodo della riforma per i giornalisti

Tra gli ordinamenti interessati dal provvedimento c’è anche quello dei giornalisti.

Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha accolto positivamente l’approvazione del Ddl, sottolineando la necessità di aggiornare una normativa professionale che risale a oltre sessant’anni fa.

Secondo Bartoli, la legge delega può rappresentare “un importante passo in avanti” per dotare la professione e il sistema dell’informazione di un quadro normativo più adeguato alle trasformazioni in corso.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti ha inoltre auspicato un iter rapido alla Camera, ricordando che il passaggio decisivo sarà quello successivo dei decreti attuativi, chiamati a definire gli aspetti specifici delle singole professioni.

La fase attuativa sarà quindi determinante per valutare l’effettiva capacità della riforma di rendere gli ordinamenti professionali più moderni, trasparenti e adeguati alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

Rai, oltre 100 ore di diretta per i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026

La Rai – Radiotelevisione italiana si è aggiudicata i diritti di trasmissione dei XX Giochi del Mediterraneo (Taranto 2026).

L’evento, in programma dal 21 agosto al 3 settembre, potrà contare su oltre 100 ore complessive di programmazione distribuite tra Rai2, Rai Sport e RaiPlay, confermando il ruolo centrale del servizio pubblico nella valorizzazione dei grandi appuntamenti sportivi internazionali.

L’appuntamento arriva al termine di un’estate particolarmente intensa per la Rai sul fronte sportivo, caratterizzata dalla copertura dei Mondiali FIFA 2026, dagli Europei di nuoto e da numerosi altri eventi di rilievo internazionale.

La manifestazione riunirà migliaia di atleti provenienti da 26 Paesi dell’area mediterranea, impegnati in un ricco programma multidisciplinare che coniuga competizione, cooperazione internazionale e promozione del territorio.
>Da sempre, i Giochi costituiscono uno degli appuntamenti sportivi più significativi del bacino mediterraneo, offrendo ampia visibilità sia alle discipline olimpiche sia a quelle meno presenti nel palinsesto televisivo.

La programmazione Rai prenderà il via il 21 agosto con la cerimonia inaugurale, trasmessa in diretta su Rai2.

A raccontare l’evento saranno il vicedirettore di Rai Sport Arianna Secondini e il direttore del Day Time Angelo Mellone, originario di Taranto.

Dal 22 agosto al 3 settembre, Rai2 proporrà inoltre una striscia quotidiana di circa trenta minuti dedicata ai principali momenti della giornata, con sintesi delle gare, risultati, immagini salienti e approfondimenti sui protagonisti.

Il fulcro della copertura sarà affidato a Rai Sport, che seguirà le principali competizioni con circa 55 ore di diretta televisiva.

A completare l’offerta sarà RaiPlay, dove saranno disponibili ulteriori 30 ore di programmazione live, rafforzando la strategia multipiattaforma del servizio pubblico e ampliando le possibilità di fruizione su digitale, mobile e on demand.

«La Rai continua a puntare con convinzione sui grandi eventi sportivi, offrendo a tutti un racconto completo e di qualità delle manifestazioni che rappresentano il meglio dello sport internazionale»,

ha dichiarato il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida.

«Dopo i numeri straordinari registrati dal Mondiale di calcio e mentre stiamo raccontando gli Europei di nuoto, preparandoci a quelli di atletica, i Giochi del Mediterraneo rappresentano un altro appuntamento di grande prestigio. Taranto sarà il centro dello sport e la Rai sarà al suo fianco con una copertura editoriale ampia e qualificata, capace di valorizzare gli atleti, il territorio e i valori che questa manifestazione incarna».

Con l’acquisizione dei diritti dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, la Rai consolida ulteriormente il proprio presidio nel mercato dei grandi eventi sportivi, rafforzando una strategia che punta su una copertura multipiattaforma e su un’offerta editoriale capace di coniugare dirette, approfondimento e valorizzazione del patrimonio sportivo nazionale e internazionale.

Centro Sperimentale di Cinematografia, il piano PNRR tra formazione, virtual production e restauro

Il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) avvia una nuova fase di sviluppo, con un ampio piano di investimenti che punta a rafforzarne il ruolo di riferimento nazionale e internazionale per la formazione cinematografica, la produzione audiovisiva, l’innovazione tecnologica e la conservazione del patrimonio filmico.

Gli interventi, finanziati attraverso il PNRR – NextGenerationEU, interessano la storica sede di via Tuscolana a Roma e le sedi territoriali della Fondazione, con un programma che combina ammodernamento delle infrastrutture, potenziamento delle dotazioni tecnologiche e valorizzazione dell’archivio cinematografico italiano.

Nuove infrastrutture per la didattica e la produzione audiovisiva

Una parte consistente delle risorse è destinata al rinnovamento degli spazi dedicati alla didattica e alla produzione, con l’introduzione di nuove attrezzature professionali e infrastrutture digitali capaci di rispondere alle esigenze dell’industria audiovisiva contemporanea.

Tra gli interventi di maggiore rilievo spicca il nuovo Virtual Live Set, infrastruttura dedicata alla virtual production che porta il CSC ai livelli delle più avanzate produzioni internazionali. Grazie a sistemi di ripresa in tempo reale e scenari digitali immersivi, la struttura supera le tradizionali tecnologie green screen e si propone come laboratorio d’eccellenza per studenti, professionisti e produzioni cinematografiche e televisive.

A completare il piano di innovazione figurano due nuove sale visione dotate di sistemi audio-video professionali e una moderna infrastruttura di server e storage, progettata per supportare lavorazioni ad alta complessità come effetti visivi, animazione, restauro digitale, scenografia e costume.

Formazione sempre piú digitale

L’innovazione riguarda anche l’offerta formativa. Il Centro ha infatti lanciato CSC Play, la nuova piattaforma e-learning che rende accessibili online corsi specialistici e contenuti d’autore, ampliando le opportunità di formazione e aggiornamento per studenti e professionisti del settore.

Parallelamente è stata potenziata l’attività didattica in presenza, con 85 corsi organizzati tra la sede di Roma e quelle di Torino, Milano, L’Aquila, Palermo e il Polo Immersive & Performing Arts di San Servolo, a Venezia. Un’offerta che ha già portato al rilascio di circa 1.400 attestati altamente professionalizzanti, contribuendo alla formazione di nuove competenze in un comparto in continua evoluzione tecnologica.

Digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico

Uno degli assi strategici del programma riguarda la tutela del patrimonio conservato dalla Fondazione.

Il Digital Lab è stato potenziato con nuove tecnologie, tra cui lo scanner DFT POLAR HQ 8K, destinato a migliorare le attività di restauro e digitalizzazione delle opere cinematografiche.

Tra i progetti completati figura anche la digitalizzazione del Fondo Luciano Salce della Biblioteca Luigi Chiarini, rendendo accessibile un importante archivio dedicato al regista di opere come Il federale, La voglia matta e dei primi due film della saga di Fantozzi.

È stata inoltre realizzata una nuova tape library, infrastruttura fondamentale per garantire la conservazione a lungo termine dei materiali digitalizzati attraverso sistemi di archiviazione ad alta affidabilità.

Archivi storici e pellicole restaurate

Prosegue anche il lavoro sugli archivi storici del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Sono in corso la digitalizzazione dell’archivio della Scuola Nazionale di Cinema, che conserva documentazione di grande valore storico e amministrativo, compresi materiali relativi al periodo bellico, e il riordino dell’Archivio Storico della Cineteca Nazionale, che documenta l’attività dell’istituzione dal 1949.

Tra i progetti piú avanzati rientra inoltre il recupero del Fondo Fotografico Iannarelli, composto da circa 20.000 fotografie di scena realizzate tra gli anni Sessanta e Novanta, una delle raccolte iconografiche più importanti dedicate al cinema italiano.

Particolare attenzione è riservata anche al recupero delle pellicole in nitrato, il supporto più fragile e prezioso custodito dalla Cineteca Nazionale, con interventi finalizzati alla salvaguardia delle opere maggiormente a rischio, dal cinema muto fino ai primi anni del sonoro.

Continua infine la digitalizzazione della prestigiosa collezione di cinema muto, destinata a confluire nel futuro Portale del Cinema Muto, con l’obiettivo di favorirne la diffusione attraverso festival, rassegne e iniziative internazionali.

Quattro restauri finanziati dal PNRR

Il piano comprende anche il restauro di quattro opere conservate dalla Cineteca Nazionale: Corbari di Valentino Orsini (1970), Tre nel mille di Franco Indovina (1967), Il sasso in bocca di Giuseppe Ferrara (1970) e Morire gratis di Sandro Franchina (1968).

Una volta completati gli interventi, i film potranno tornare a essere proiettati in festival, rassegne e manifestazioni culturali, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio cinematografico italiano.

Un investimento per il futuro del cinema italiano

Attraverso questo articolato programma di investimenti, il Centro Sperimentale di Cinematografia rafforza la propria missione istituzionale, coniugando formazione, ricerca, innovazione tecnologica e tutela del patrimonio. Un percorso che punta a dotare il settore audiovisivo italiano di infrastrutture all’avanguardia e di nuove competenze, consolidando il ruolo del CSC come punto di riferimento per il cinema del futuro.

Riforma del Cinema: il Coordinamento Autori e Autrici chiede piú risorse e una visione organica

Il Coordinamento Autori e Autrici, che riunisce ANAC, 100Autori, WGI, AIDAC, ACMF e AIR3, interviene sul testo unificato di riforma del cinema approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura della Camera.

In una nota, le associazioni spiegano di aver appreso dell’approvazione soltanto attraverso fonti giornalistiche e annunciano un confronto pubblico sul provvedimento durante la prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Pur riconoscendo alcuni elementi positivi del disegno di legge, il Coordinamento ritiene che il testo non affronti in maniera adeguata alcune delle questioni considerate decisive per il futuro del comparto audiovisivo italiano.

Le proposte accolte nel testo

Secondo il Coordinamento, il testo recepisce diverse istanze avanzate dalle associazioni nel corso delle audizioni parlamentari.

Tra queste figurano l’istituzione di una futura Agenzia autonoma partecipata dalle categorie del settore, la selezione degli esperti delle commissioni sulla base di criteri di competenza e trasparenza, il riconoscimento della discontinuità lavorativa tipica delle professioni dell’audiovisivo, una definizione più chiara del produttore indipendente e un maggiore coordinamento tra gli enti pubblici del cinema e il servizio pubblico radiotelevisivo.

Si tratta, secondo gli autori e le autrici, di segnali positivi che recepiscono alcune delle richieste formulate negli ultimi mesi.

Il nodo delle risorse economiche

Tra le principali criticità evidenziate figura il tema della sostenibilità finanziaria della riforma.

Per il Coordinamento, l’eventuale istituzione di un nuovo organismo autonomo rischia infatti di rimanere un intervento soltanto formale se non sarà accompagnata da una dotazione economica stabile. Per questo motivo viene proposta l’introduzione di una tassa di scopo destinata a garantire continuità alle politiche pubbliche di sostegno al cinema e all’audiovisivo.

Governance e rappresentanza del settore

Altro punto ritenuto centrale riguarda la governance della futura Agenzia.

Le associazioni criticano l’attuale assetto previsto dal testo, che attribuirebbe la nomina del Consiglio di amministrazione esclusivamente al Governo e alle Regioni, senza un coinvolgimento delle Commissioni parlamentari. Secondo il Coordinamento, anche il ruolo riservato alle categorie professionali appare insufficiente, limitandosi a una funzione puramente consultiva.

Finestre di sfruttamento e tutela del patrimonio cinematografico

Nella nota viene inoltre ribadita la necessità di una disciplina organica della cronologia dei media, con finestre di distribuzione progressive che valorizzino la sala cinematografica, soprattutto per le opere sostenute con risorse pubbliche. Un principio che, secondo le associazioni, dovrebbe essere esteso anche ai film extraeuropei distribuiti in Italia.

Il Coordinamento chiede inoltre una norma che consenta di ridurre i costi per l’utilizzo di estratti provenienti dal patrimonio cinematografico nazionale quando impiegati in documentari celebrativi, culturali o didattici, favorendo così la diffusione della memoria del cinema italiano.

Equilibrio tra cultura e incentivi industriali

Le associazioni intervengono anche sul rapporto tra sostegno culturale e politiche industriali.

Secondo il Coordinamento, la riforma dovrebbe distinguere con maggiore chiarezza gli strumenti destinati alla promozione della produzione artistica e culturale nazionale, finanziata attraverso il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo e tutelata dal principio europeo dell’Eccezione Culturale, dagli incentivi di natura industriale e occupazionale, come il Tax Credit, che per la loro specificità potrebbero fare riferimento anche a risorse provenienti da altri dicasteri.

L’appello al Parlamento

Pur esprimendo apprezzamento per la scelta delle forze politiche di procedere in modo bipartisan sulla riforma del settore, il Coordinamento Autori e Autrici ritiene che il testo necessiti ancora di un confronto approfondito con gli operatori.

Per questo le associazioni chiedono che l’iter parlamentare rappresenti un’occasione per migliorare il provvedimento, colmando quelle che vengono considerate le principali lacune sul piano delle risorse, della governance e della visione strategica complessiva, così da arrivare a una riforma realmente condivisa dall’intera filiera del cinema e dell’audiovisivo.

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

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