Il valore del Piano B: il personal branding, le pieghe del transeunte e la mutevolezza dell’animo umano
Ci sono frasi pronunciate durante un percorso formativo che restano impresse per anni, capaci di riemergere nei momenti giusti con la forza di una rivelazione.
Ricordo ancora una lezione di Piergiorgio Franci, ex dirigente di Publitalia, quando si rivolse all’aula con un’immagine tanto semplice quanto spiazzante:
«Ragazzi, fate in modo che il vostro tavolo abbia sempre una gamba di riserva.
Quando una delle gambe si rivelerà farlocca, la potrete sostituire!»
In quel contesto si parlava di aziende e dinamiche di mercato ma anche di personal branding e vita vera.
Che cos’è davvero la “gamba di riserva”?
Nella metafora del tavolo, la stabilità è un’illusione se dipende esclusivamente da quattro appoggi rigidi.
Se uno cede — che si tratti di un lavoro fisso che sfuma, di un cliente principale che si disimpegna o di un progetto su cui avevamo puntato tutto — l’intera struttura rischia di crollare.
Avere una gamba di riserva non significa vivere nella diffidenza ma coltivare una lungimirante resilienza:
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diversificazione delle competenze: non smettere mai di studiare o esplorare settori contigui al proprio;
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relazioni autentiche: mantenere viva una rete di contatti professionali prima ancora che ne sorga la necessità;
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progetti paralleli: coltivare passioni, collaborazioni secondarie o side project capaci di trasformarsi all’occorrenza in nuove opportunità.
Costruire il proprio ricambio prima che la struttura scricchioli è la miglior forma di tutela che possiamo regalarci.
Voi cosa ne pensate?
