Mogol compie 90 anni
La poetica del non detto e il doppio binario delle emozioni in Pensieri e parole
Oggi, 17 agosto 2026, Giulio Rapetti — in arte Mogol — compie novant’anni.
Festeggiare il piú grande autore della canzone italiana significa fare i conti con un patrimonio di immagini, parole e psicologie che hanno formato l’immaginario di intere generazioni.
Tra le sue vette piú alte c’è senza dubbio Pensieri e parole.
In questa canzone Mogol intuisce la possibilità di far convivere due piani di coscienza:
le “parole” pronunciate ad alta voce (la superficie, la ricerca di continuità)
e i “pensieri” (il passato, le ferite non rimarginate).
Ancora oggi, nel 2026,
versi come “Davanti a me c’è un’altra vita / la nostra è già finita”
mantengono intatta la forza di una sferzata al cuore.
Pensieri e parole
(Mogol – L. Battisti)
Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava,
e del sole che trafigge i solai? Che ne sai?
E di un mondo tutto chiuso in una via,
e di un cinema di periferia,
che ne sai della nostra ferrovia? Che ne sai?
Conosci me, la mia lealtà:
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me, il nome mio:
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.
Che ne sai tu di un campo di grano,
poesia di un amore profano,
la paura d’esser preso per mano… che ne sai?
L’amore mio (che ne sai di un ragazzo perbene)
è roccia ormai (che mostrava tutte quante le sue pene)
e sfida il tempo e sfida il vento, e tu lo sai (la mia sincerità per rubare la sua verginità)…
Sì, tu lo sai (ma che ne sai?).
Davanti a me c’è un’altra vita:
la nostra è già finita.
E nuove notti e nuovi giorni…
Cara, vai o torni con me?
Davanti a te ci sono io (dammi forza, mio Dio)
o un altro uomo (chiedo adesso perdono).
E nuove notti e nuovi giorni…
Cara, non odiarmi se puoi.
Conosci me (che ne sai di un viaggio in Inghilterra),
quel che darei (che ne sai di un amore israelita)
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei (di due occhi sbarrati che mi han detto: “Bugiardo, è finita!”).
Che ne sai di un ragazzo che ti amava,
che parlava e niente sapeva?
Eppur quel che diceva, chissà perché, chissà,
adesso è verità (sì, tu lo sai).
Davanti a me c’è un’altra vita:
la nostra è già finita.
E nuove notti e nuovi giorni…
Cara, vai o torni con me?
Davanti a te ci sono io (dammi forza, mio Dio)
o un altro uomo (chiedo adesso perdono).
E nuove notti e nuovi giorni…
Cara, non odiarmi se puoi.
Tanti auguri a Mogol
Buon compleanno a chi ha saputo dare parole esatte ai nostri silenzi!