l’arte va lasciata agli umani

L’intelligenza artificiale ci sta sfuggendo di mano. Può sembrare una frase fatta ma non lo è.

È di questi giorni la polemica piú recente, quella verso l’attrice virtuale.

Sí, avete letto bene!
Il non altrimenti noto studio “Xiconia” ha creato dal nulla la signorina Tilly Norwood.
Vanta, la Norwood, un suo profilo social, una sua attività online e un aspetto fisico che sembra la sintesi di molte affermate celebrità.
Vanta, soprattutto, la qualifica d’attrice, ottenuta senza alcuno sforzo e senza alcuna scuola di recitazione. Ha già nel curriculum una partecipazione ad uno sketch della casa madre che l’ha creata. Chissà come mai… Perché gli altri non la fanno lavorare?

Emily Blunt, scoprendo l’esistenza della “collega” durante la registrazione di un podcast di Variety, ha commentato:

«Se questa cosa mi dispiace? Non so bene come rispondere, mai viene da dire che mi spaventa molto».

Poi, vedendo una foto:

«State scherzando? Quella è fatta con l’AI? Santo cielo, siamo fritti. Questo fa davvero, davvero paura. Agenzie, ma che vi passa per la testa? Fermatevi. Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana!»

Quando gli intervistatori hanno detto a Emily che, secondo quanto dichiarato, quelli di Xiconia vogliono rendere Tilly “la prossima Scarlett Johansson”, la Blunt ha risposto:

«Ma noi abbiamo già Scarlett Johansson!»

Whoopi Goldberg, nella sua trasmissione ‘The View’, ha dichiarato:

«Il problema, se mi permettete, è che ci fanno competere con qualcosa che è stato generato mettendo insieme 5000 attori. Ha lo charme di Bette Davis e le labbra di Humphrey Bogart. Quindi si tratta di una competizione impari. Sapete che vi dico? Fatevi sotto. Si può sempre riconoscerli, distinguerli dagli esseri umani. Noi ci muoviamo in modo diverso, le nostre facce si muovono in modo diverso, e pure i nostri corpi. Se tutto va bene, riusciremo a resistere. Quello che stiamo vedendo significa che l’AI entrerà nei luoghi di lavoro, non solo quelli del mio lavoro, ma in ogni industria. Alcune industrie stanno già usando l’AI. Le persone dicono di non avere piú connessioni, di essere sole, ma se continuiamo con queste forme di intelligenza artificiale, allora sí che non avremo altre connessioni che quelle con il nostro telefono!»

Su Tilly Norwood è arrivata, nondimeno, anche una nota della Screen Actors Guild, il sindacato degli attori USA:

«Per essere chiari, Tilly Norwood non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico che è stato addestrato in base al lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha alcuna esperienza di vita da cui attingere, nessuna emozione e, da quello che abbiamo visto, il pubblico non è interessato a guardare contenuti generati al computer slegati dall’esperienza umana. Non risolve alcun “problema”: crea il problema di usare performance rubate per mettere gli attori senza lavoro, mettendo a repentaglio i mezzi di sostentamento degli artisti e svalutando l’arte umana. I produttori firmatari devono essere consapevoli che non possono utilizzare attori digitali senza rispettare i nostri obblighi contrattuali, che richiedono preavviso e contrattazione ogni volta che verrà utilizzato un attore digitale».

Chi vivrà vedrà.

Forse un giorno saranno davvero attori virtuali a recitare. 
Forse un giorno si dovrà considerare che, in virtú della perfetta verosimiglianza delle loro emozioni e dei loro sentimenti, anche gli attori virtuali hanno diritti contrattuali e sindacali, magari anche pensionistici.
Chissà forse un giorno sarà un robot, od un attore virtuale, a ritirare l’Oscar al miglior attore protagonista!
Noi esseri umani, come profetizzato da molti, saremo delle larve.

La Libertà non si raggiunge demandando alla tecnologia i compiti creativi e le mansioni che devono nascere dallo studio e dal ragionamento.
La Libertà passa, piuttosto, attraverso il riconoscimento ad ogni essere umano della giusta dose di Dignità. Né esiste Dignità senza corretto uso della propria Intelligenza.
Non vogliamo infierire, certo, sugli applicativi che ci aiutano, in maniera sana, nella vita di tutti i giorni.
Ma su quelle tecnologie che tolgono spazio a intere categorie di professionisti o che semplificano lo studio, impedendo agli studenti di ragionare e di maturare.

Perché non vengono create, piuttosto, soluzioni che manlevino gli esseri umani, soprattutto in alcune zone del pianeta, dalla raccolta della frutta nelle piantagioni o dal reperimento dei minerali nelle miniere?

Certo, ad alcuni imprenditori costerebbe di piú, in tutti i sensi.

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

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