Argomento delicato, gli zingari. Dall’operetta di Johan Strauss cui ci siamo ispirati per il titolo del post* al recentissimo film ‘Via di Salone 323’.
Il film
Il film ‘Via di Salone 323’ nasce da un progetto del Clan “Il Nomade”, del Gruppo Scout Agesci Roma 8°.
Prodotto da Alfa Multimedia, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione 21 luglio, storica onlus che da anni combatte il contrasto alle discriminazioni e al razzismo zigano e tenta di promuovere la cultura romaní.
S’intitola ‘Via di Salone 323’ perché a Roma, proprio in via di Salone 323, insiste un famigerato campo rom, uno dei piú isolati.
La zona è quella di Settecamini, la stessa del polo tecnologico, a tredici minuti di macchina dagli studi dove Mediaset realizza ‘Forum’ e ‘C’è posta per te’.
‘Via di Salone 323’ è un documentario collettivo, che prende spunto dalla storia di quelle strade per affrontare la questione rom in Italia.
La storia
Come spesso accade, il campo di Via di Salone 323 avrebbe dovuto essere provvisorio.
Oggi è inserito nel “Piano d’azione cittadino di superamento del sistema campi” di Roma Capitale. Dovrebbe essere smantellato entro il prossimo biennio, grazie all’intervento attivo degli operatori dell’Associazione 21 luglio.
Con successiva dislocazione dei nomadi, immaginiamo, nelle varie aree di edilizia popolare della Città eterna.
Ad oggi, è un luogo di detenzione forzato, dove si combatte ogni giorno contro la microcriminalità, gli abusi, la mancanza d’infrastrutture, le varie forme di povertà.
Sinossi
Dal sito Migrantes online ricaviamo quanto segue:
Nasce “Via da Salone 323”, documentario collettivo promosso dal Clan “Il Nomade” del Gruppo Scout AGESCI Roma 8°, realizzato in collaborazione con l’Associazione 21 luglio e prodotto da Alfa Multimedia.
L’opera affronta in modo diretto e plurale la realtà del “campo rom” di Salone, uno degli insediamenti più isolati della Capitale, oggi inserito nel “Piano d’azione cittadino di superamento del sistema campi” di Roma Capitale, che ne prevede il superamento entro il prossimo biennio.
Il progetto riporta una realtà complessa come quella degli insediamenti e della comunità rom con uno sguardo crudo e senza filtro.
“Via da Salone 323” nasce da oltre due anni di presenza, volontariato e studio all’interno dell’insediamento.
Non è uno sguardo esterno o occasionale, ma il risultato di un percorso condiviso con la comunità che vive in via di Salone 323, un luogo nato nel 2006 come soluzione temporanea ad un’emergenza abitativa e divenuto nel tempo una condizione stabile per centinaia di persone.
Il documentario si costruisce come un racconto corale e plurale.
Al centro vi sono le storie di uomini, donne e bambini che abitano la baraccopoli, le loro quotidianità, le difficoltà legate all’accesso alla casa, al lavoro, all’istruzione e alla sanità, ma anche il desiderio di normalità e di futuro che attraversa le loro vite.
Il film non auspica di affrontare in termini definitivi la “questione rom” in Italia, vista la complessità del tema, ma intende piuttosto regalare uno spaccato di quest’ultima.
Il progetto è stato lanciato in occasione della presentazione a Roma del Rapporto annuale dell’Associazione 21 luglio dal titolo “Cento Campi”.
I dati illustrati nel rapporto mostrano la trasformazione avvenuta negli ultimi 10 anni.
Gli insediamenti formali monoetnici per rom e sinti sono diminuiti del 34%, passando da 149 a 98, mentre la popolazione residente nei cosiddetti “campi” si è ridotta del 63%, da 28 mila a circa 10.200 persone.
Solo nel 2025 sono stati chiusi cinque insediamenti e altri 13 risultano attualmente coinvolti in percorsi di superamento.
La prima del film è in programma il 22 maggio alle ore 19.00 presso Roma, Cinema Moderno – The Space Cinema, Piazza della Repubblica.

*Der Zigeunerbaron (in italiano Lo Zingaro Barone) è un’operetta di Johann Strauss, su libretto di Ignaz Schnitzer