spicchi di Speranza tra baffi di politica (12)

Si terrà questa sera, 6 maggio 2026, la LXXI cerimonia d’assegnazione dei premi David di Donatello. (Qui le candidature)

La trasmissione televisiva dell’evento sarà assicurata da Rai 1.

S’è tenuta ieri, invece, la tradizionale cerimonia di presentazione degli Artisti in odor di David (i “Candidati”) al Capo dello Stato.

Riproduciamo qui di seguito gli interventi del Presidente Sergio Mattarella, del ministro Alessandro Giuli, della signora De Tassis, ed il testo integrale della lettera delle associazioni:

Mattarella, uno di noi

“Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino.
Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro.
A questo riguardo, ho ricevuto – e letto con vero interesse – un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono certo – anche dopo aver ascoltato le parole del ministro Giuli – che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze.”

“Condivido la considerazione che sarebbe improprio trattare il tema del futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. Occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie”.

“Auguro a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti”, ha infine concluso il presidente della Repubblica.

Le nuove opportunità, da TV e piattaforme

“Nei decenni il cinema è cambiato con l’Italia. Nelle forme narrative, nell’estetica, nelle tecnologie, nei generi, nei contenuti. Non molto tempo fa – era già cominciato il nuovo secolo – ci si chiedeva se il cinema sarebbe sopravvissuto, e come, alla potenza della televisione, e poi alla moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione.

La tv e le multi-piattaforme sembravano avversari insuperabili. Invece non è stato così. L’interrelazione tra cinema, televisione e piattaforme ha presentato nuove opportunità”.

“Ha spinto registi, autori, sceneggiatori, artisti a dare nuovi ritmi alle loro narrazioni, nuove espressività ai loro personaggi. Il cinema ha varcato alcune delle proprie frontiere ed è stato capace di mantenere continuità alla sua poetica, di preservare le sue professionalità, la sua capacità di dialogo con il pubblico, integrandosi nelle nuove dimensioni tecniche e strumentali.”

Mattarella, la Storia

“Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone.”

“Ricorre quest’anno l’ottantesimo di “Sciuscià”, di Vittorio De Sica, punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano.

In quello stesso anno, nasceva la Repubblica.

L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli che consentono di progredire”, ha ricordato quindi.

“Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione.”

“Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza”.

“Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema.”

Il cinema è

“un patrimonio del Paese che, come tale, va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni”.

“Il cinema è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa più di centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili alla realizzazione dei prodotti”.

“Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv. Una ricchezza culturale e sociale, com’è noto. Ma anche economica. Che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico”.

“Abbiamo le forze e le competenze per veder nascere nuovi prodotti italiani. Per realizzare altre co-produzioni importanti. Per attirare produzioni straniere nei nostri studi e nei nostri luoghi. Per sperimentare ancora, dando spazio a giovani registi e giovani autori. Sarebbe paradossale far pagare ai giovani il prezzo di questa fase di trasformazioni.”

“C’è tanta voglia di esprimersi, ci sono tante nuove idee nel cassetto, c’è un cambiamento d’epoca che va raccontato, vissuto, approfondito, ci sono sogni che cercano le loro sequenze e le loro parole.”

Augurio finale, quello d’essere audaci e liberi

“per sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti.”

Nell’ambito dello spazio di sua competenza, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, cosí si è espresso:

“Non mi sfugge quanto sia complesso alimentare la catena del valore cinematografico. Ma proprio per questo i vostri risultati assumono un rilievo maggiore e ci dicono comunque che il cinema italiano sta riguadagnando terreno.

Nel 2025 la produzione nazionale ha raggiunto il 32,7% degli incassi e il 33,3% delle presenze.

È il miglior risultato dal 2016, superiore alla media del decennio pre-pandemico.

L’avvio del 2026 ci offre segnali incoraggianti.
Nel primo trimestre, il box office registra una crescita del 24,8% negli incassi di film di produzione italiana e del 18% di presenze, sempre per i film italiani, rispetto allo stesso periodo del 2025.

Quando il pubblico incontra la qualità produttiva, la potenza creativa trova anche un riscontro finanziario.”

“Dobbiamo avere il coraggio di fare un discorso di verità. Un settore forte, maturo, non ha paura della trasparenza e di regole chiare e condivise. Un settore che chiede fiducia ai contribuenti è il primo a dover pretendere che ogni euro pubblico sia utilizzato bene. Negli ultimi anni abbiamo assistito a paradossi, a incomprensioni e, ammettiamolo, a errori dei quali sono io il primo a dolermi.

Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati, sia su base automatica sia su base selettiva.

Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti.

Valga su tutti l’inaccettabile caduta del film “Tutto il male del mondo”, dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, già in parte mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale, laddove hanno prevalso invece l’opacità e l’imprecisione. Mai più.”

“Il sistema va reso più giusto, evitando che paure e allarmi si trasformino in conflitti ideologici infruttuosi e nocivi. Il ministero non vuole condizionare né a monte né a valle le decisioni dei competenti, sì che insieme alle associazioni di categoria stiamo lavorando per rafforzare la terzietà di giudizio, la trasparenza dei criteri e la responsabilità delle scelte. Più qualità, meno spazio all’ombra della politicizzazione.”

Stanziati altri 20 mln per settore

“Con grande sforzo abbiamo appena stanziato altri venti milioni di euro per il Fondo Cinema e Audiovisivo, che si aggiungono alle risorse già ripartite per il 2026 e che portano la dotazione a seicentoventisei milioni di euro.”

“E ancora non insisterò mai abbastanza sulla necessità di incoraggiare i giovani, i giovani talenti, esordienti e no.
Abbiamo protetto le opere prime, stiamo investendo sulla formazione, sui luoghi in cui si imparano i mestieri del cinema.

Abbiamo salvaguardato i fondi destinati al Centro Sperimentale di Cinematografia per trasmettere le conoscenze tecniche e le peculiarità del nostro cinema. Non lo stiamo facendo in solitudine. Le associazioni di categoria ci sorreggono in un confronto continuo. E anche le vostre critiche ci aiutano.”

Il Giuli-pensiero sul MiC, sul merito e sul futuro

“Come ministro ho ereditato un sistema labirintico che evidenzia la necessità di una riforma tesa a difendere chi lavora seriamente e legalmente.”

Non si può, secondo Giuli,

“fingere che non vi siano stati abusi anche in un sistema importante come quello del tax credit”, “distorsioni e illeciti che hanno prodotto squilibri tra richieste e risorse quantificabili in oltre un miliardo di euro.”

Per evitare che gli abusi si ripetano in futuro, ha assicurato, sono state predisposte

“verifiche e controlli più rigorosi sulla realizzazione delle opere, intensificato la collaborazione con la Guardia di Finanza.”

“Il cinema è grande, il cinema italiano soprattutto, è grande quando è anche scomodo, quando critica debitamente il potere, qualsiasi potere, affinché non si faccia dominio.

E la nostra volontà è chiara quanto la nostra attenzione e la nostra azione sono perfettibili.

Tutelare il cinema italiano come industria, come arte, come presidio culturale e soprattutto come lavoro.

Tutela dei diritti rivendicati dagli invisibili del cinema, le maestranze precarie, i disoccupati, le donne e gli uomini privati della prospettiva pensionistica e del riconoscimento dello status di malati o di genitori.”

Appello al Parlamento italiano per una riforma dell’audiovisivo

“Concedetemi di lanciare un appello alla maestà del Parlamento, dove una proposta di legge firmata dal primo partito di opposizione ha trovato ascolto nel principale partito di maggioranza e ha prodotto una legge delega sulla quale l’intero arco costituzionale mostra segnali di concordia.

Vi prego, non perdiamo l’occasione di mostrarci coesi nella riforma del sistema audiovisivo nazionale.”

“Alla centralità del potere legislativo, la facoltà di costruire il perimetro esatto. Al potere esecutivo, il dovere di riempirlo con proposte adeguate alle sfide del presente, ai protagonisti del settore, il diritto di accompagnarci verso l’esito auspicato.”

“E ora finalmente posso rivolgere la mia ammirazione ai David, che anche quest’anno raccontano una straordinaria pluralità italiana e globale. Viva il cinema italiano, chi lo realizza e chi lo ama. Voi resterete. Noi siamo di passaggio, per fortuna, ma siamo al vostro fianco”, ha detto chiudendo il suo intervento.”

La lettera a Mattarella da parte delle associazioni di categoria

È stata la signora Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano, a leggere l’estratto della lettera indirizzata al Presidente della Repubblica.

La lettera è stata firmata da tutte le associazioni di categoria del settore cinema e audiovisivo, che rappresentano complessivamente oltre 120.000 lavoratori e lavoratrici.

Questo il testo completo:

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
In occasione della cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello 2026

Il cinema è un linguaggio universale, una lingua comune che, nel caso italiano, ha contribuito a diffondere nel mondo la nostra identità, la nostra cultura, il nostro immaginario. Oggi, nell’epoca della distribuzione globale, dello streaming e dell’intelligenza artificiale, il suo ruolo è ancora più prezioso.

Noi che ogni anno partecipiamo a questa straordinaria festa dei David di Donatello, abbiamo una responsabilità importante. Quella di ricordare a tutti che i professionisti e le professioniste in questa sala sono solo la parte più visibile di una realtà articolata.

Migliaia di sceneggiatori, sceneggiatrici, registe, registi, compositori, compositrici, adattatori, adattatrici, attori, attrici, artisti dell’animazione e degli effetti speciali, tecnici, maestranze, esercenti cinematografici, operatori e organizzatori di manifestazioni cinematografiche.

Lavoratori e lavoratrici autonomi e discontinui che ancora oggi combattono per vedersi riconosciuti diritti che dovrebbero essere di tutti: disoccupazione, congedo parentale, malattia, pensione. Professionisti e professioniste senza tutele, senza contratti aggiornati, senza certezze.

Come senza certezze si trovano ad operare i nostri produttori e produttrici, confrontandosi con l’instabilità delle risorse, e normative sempre in evoluzione.

I governi si alternano, il cinema resta. Ha un respiro più lungo, una memoria più profonda.

Per le istituzioni, il cinema è uno dei tanti ambiti di intervento; per noi è la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra ragione di esistere.

Ma cinema, animazione e documentario sono soprattutto un bene comune della Nazione, fatto di opere che contribuiscono in maniera essenziale alla costruzione del nostro immaginario collettivo, rispondendo ad un altro diritto fondamentale: quello degli spettatori a fruire di una narrazione del Paese, e del mondo, tanto più realistica quanto più plurale, diversificata, e libera.

Per questo chiediamo ancora una volta, e con una voce sola, che il confronto con le istituzioni sia reale, aperto e costruttivo.

Un confronto che eviti che ogni segnale di allarme si trasformi in uno scontro ideologico, e si concentri sul trovare insieme al più presto regole condivise per garantire la stabilità e l’equilibrio dei sostegni pubblici al settore, e soprattutto la dignità di tutti i lavoratori e lavoratrici che ne fanno parte.

Un settore più equo, più ascoltato, più sostenuto, che abbia al centro l’aspetto creativo e non solo quello finanziario. Perché il cinema non sia solo industria, non sia solo intrattenimento, ma sia memoria, identità, futuro.

A nome di tutto il Cinema italiano rivolgiamo questo appello a lei, Signor Presidente, che non ha mai mancato di sottolineare la centralità della Cultura nello sviluppo civile e democratico del Paese, e alla Politica per ricordare che prendersi cura di questo settore significa prendersi cura del Paese.

Perché non c’è Italia senza Cinema.

Coordinamento Autori e Autrici: 100autori Associazione della autorialità cine-audiovisiva / ACMF Associazione Compositori Musica per Film / AIDAC Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi / AIR3 Associazione Italiana Registi / ANAC Associazione Nazionale Autori Cinematografici / WGI Writers Guild Italia.

APIC Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio
Cartoon Italia Associazione Nazionale Produttori d’Animazione
DOC/it Associazione Documentaristi Italiani
Unione Produttori
ANICA Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali
AGIS Associazione Generale Italiana dello Spettacolo
ACEC Associazione Cattolica Esercenti Cinema
ANEC Associazione Nazionale Esercenti Cinema
FICE Federazione Italiana Cinema d’Essai
AFIC Associazione Festival Italiani di Cinema
SLC CGIL Sindacato lavoratori della comunicazione
FISTEL CISL Federazione Sindacale Informazione, Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
Artisti 7607
RAAI Registro Attrici Attori Italiani
AIC Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica
ASC Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori
AMC Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo
ANTEPAC Associazione Nazionale Truccatori e Parrucchieri del Cineaudiovisivo
ASIFA Italia Association Internationale du Film d’Animation Italia
AVFX Associazione Effetti Visivi
UICD Unione Italiana Casting Directors
LARA Libera Associazione Rappresentanti di Artisti
ASA Agenti Spettacolo Associati
ACS Associazione Creatori di Suoni
ACT Associazione Cinematografica Trentina
AFS Autori della Fotografia di Scena
AIARSE Associazione Italiana Aiuto Registi Segretarie di Edizione
AITR Associazione Italiana Tecniche e Tecnici di Ripresa
APAI Associazione del Personale di Produzione Audiovisivo Italiano
APMAL Associazione Professionisti e Maestranze dell’Audiovisivo in Lombardia
AS.N.A.C Associazione Nazionale Amministratori Cinetelevisivi
Autori di Immagini
Emic2004 Associazione Nazionale Elettricisti e Macchinisti del Settore Cineaudiovisivo
WiFT&M Italia Women in Film, Television & Media Italia

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola is graduated in Advertising studies and International Communication, and also holds some Master degrees on Marketing & Brand Communication, Film & TV management, Animated Films management. Studied as well Acting, and took part in some acting workshops. As a manager, his 1st professional experience remounts to 1999 (Carat) but he likes to start by telling of a letter he wrote 14 years old to Mediaset, giving his "advices" on strategies and schedules. In 2003 he gets into Cinecittà Entertainment, a company strictly related to Cinecittà Studios, Italian Dreams Factory, where he takes a part in the realization of some events and shows broadcasted by SKY Italia  and other channels: Sinners, Non aprite quella porta, Sulle rotte del cinema. In 2006 he deals with ‘Santa Caterina’, an animation short created by Mondo TV as a project work, and takes a part in the organization of I castelli animati and in the start-up of La città dell'animazione. In 2006 he also starts his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and as a writer (attività letteraria). He also managed some collaborations with news and live shows of private channels, and interesting experiences in PR, for clients such as AC Milan, Bank of New York, Orange Business Services. He is a blood and organ donor.

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