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Vivendi e Biscione, la saga continua

aggiornamento 7 gennaio 2021: l’agenzia Radiocor riporta che giovedì 11 febbraio si terrà l’udienza finale della Causa Civile che oppone Mediaset-Fininvest a Vivendi, riguardante il contratto su Mediaset Premium del 2016 e la successiva acquisizione di una posizione rilevante, poco inferiore al 30%, da parte del gruppo francese nel capitale della società televisiva di Cologno. Nei mesi di novembre e dicembre 2020 le parti avevano presentato alla giudice Daniela Marconi le comparse conclusionali e le repliche che comprendono la richiesta da parte dei gruppi facenti capo alla famiglia Berlusconi di un risarcimento a causa dei danni originatisi con la violazione dell’accordo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, lo stesso Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, nell’ambito di un incontro con Arnaud de Puyfontaine avvenuto a palazzo Chigi prima di Natale, si sarebbe espresso a favore di un accordo definitivo tra i due litiganti, che faccia magari da premessa ad un’alleanza industriale. Argomento del colloquio è stato non solo il dossier Mediaset ma anche la partecipazione francese in Tim.
aggiornamento 23 dicembre: il Tar del Lazio ha annullato la delibera AgCom del 10 aprile 2017 che aveva imposto a Vivendi di scegliere tra la partecipazione rilevante in Tim e la presenza quasi al 30% in Mediaset. È stato accolto, dunque, il ricorso a suo tempo presentato dai francesi. AgCom ha però aperto una nuova istruttoria su Vivendi alla luce dell’emendamento detto ‘salva Mediaset’.
aggiornamento 15 dicembre:
il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha deliberato nella seduta odierna d’aprire un’istruttoria su Vivendi, in applicazione dell’art. 4 bis del decreto 125/2020 che, com’è noto, tutela il principio del pluralismo esterno nel caso di soggetti operanti contemporaneamente nei mercati delle Comunicazioni elettroniche e in quelli del Sic. In particolare, il procedimento è volto a verificare la posizione della società Vivendi “alla luce delle partecipazioni azionarie detenute in Telecom Italia S.p.A. e in Mediaset S.p.A. nonché dei relativi mercati in cui tali società si trovano ad operare”. Il procedimento dell’Agcom avrà una durata di 120 giorni che decorrono dalla data di notifica ai soggetti interessati. Da nota stampa opportunamente diramata.
aggiornamento 14 dicembre: con riguardo alla sentenza della Corte di Giustizia Ue del 3 settembre u.s., una portavoce della Commissione Europea ha confermato l’invio di una nuova lettera al Governo italiano e ha dichiarato: “La Commissione considera la protezione del pluralismo dei media della massima importanza. Ma le misure nazionali devono essere proporzionate all’obiettivo e non andare al di là di ciò che è necessario per ottenerle, anche tenendo in considerazione la libertà di condurre affari nel mercato interno. Le autorità italiane devono assicurare che le leggi nazionali a protezione del pluralismo dei media rispettino le libertà del Trattato economico come interpretate dalla Corte di Giustizia, anche nella recente sentenza su Vivendi“.
aggiornamento 11 dicembre: l’agenzia ANSA riporta che, secondo fonti finanziarie, Vivendi avrebbe presentato un esposto alla Commissione europea sull’emendamento salva-Mediaset contenuto nel decreto Covid19.
aggiornamento 19 novembre/bis: stando alle fonti citate da Adnkronos, l’ultima offerta fatta da Vivendi a Mediaset, lo scorso ottobre, è stata un accordo commerciale con Canal plus del valore di 30 milioni spalmati in tre anni, per l’acquisto di prodotti tv come fiction e format. Al Biscione è sembrato poco interessante, anche perché il presupposto era la rinuncia ai tre miliardi richiesti da Mediaset nella causa per il mancato rispetto del contratto per l’acquisto di Mediaset Premium e per la successiva scalata al 29,9% della società. Sembra che, in questi quattro mesi, Mediaset di proposte ne abbia fatte quattro ma neanche le tre videochiamate tra Arnaud de Puyfontaine e Pier Silvio Berlusconi, con relative promesse di collaborazione, sono riuscite a ottenere alcunché. Sul versante della politica, il viceministro Stefano Patuanelli, che rivendica la paternità dell’emendamento antiscalata (v. oltre), ha precisato che non si tratta di un provvedimento “ad aziendam”; intervistato da Sky TG24, ha detto: (more…)


in breve

Questo blog ha sempre dimostrato distacco verso un certo tipo d’attualità né riesce a scivolare nelle pieghe del transeunte quando queste ultime siano costituite da assurde decisioni di tribunale o accidenti giornalistici che mettono a repentaglio la solidità di mediatici imperi (1).
Meglio occuparsi di piccole cose, come d’autunno gli alberi le foglie:
  • Secondo il normalmente informatissimo Dagospia, Paola Perego, orba del suo salotto pomeridiano e data da molti sul punto di tornare all’ovile di Cologno, correrebbe invece il rischio di condurre l’Isola dei famosi 9. Il Presta sempiterno e del morente Cavallo La Duce Signora avrebbero a Irene rivolto gli spirti (2).
  • Da domani e fino al 24 alcuni comuni della provincia di Roma ospiteranno il Festival del cinema giovanile e indipendente, dedicato ai filmakers 18-35. Quattro le sezioni previste: cortometraggi, cortometraggi in lingua straniera, new experience e cartoons. Tra gli eventi un omaggio ad Arnoldo Foà con il film-documentario di Lorenzo Degli Innocenti e Alan Bacchelli.
  • Pienamente in corso, ormai da qualche giorno, il piú che rodato Giffoni Film Festival (11 – 21 luglio):
(1) si viene a sapere oggi alle 11.37 che Tom Mockridge lascia Sky Italia per andare a News International;
(2) Irene era dea della pace. Intendi: Lucio Presta e Lorenza Lei si sarebbero riavvicinati

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