casting a confronto

Ieri sera hanno avuto inizio “X Factor 2” e “Grande fratello 9”.

In questa sede non faccio valutazioni di merito sulla qualità dei prodotti, anche perché le decodifiche scivolano su crinali talvolta ambigui, talvolta perfettamente prevedibili, perfino scontati.

Programmi di questo tipo si basano sul casting, sul materiale umano che dà anima al programma.

Nel caso di un talent, devi selezionare in base alle capacità artistiche, tecniche, comunicative.

Nel caso dei reality, devi trovare persone che abbiano qualcosa da trasmettere, che tengano acceso l’interesse del pubblico, garantiscano pathos e suspence.

Esistono alcune acquisizioni tecniche abbastanza universali, unite a diversità d’approccio talvolta sensibili.

Ai provini del Grande fratello, viene chiesto ai concorrenti di compilare delle schede, di presentarsi, di fornire i dati biografici e personali, di chiarire per quale motivo desiderano partecipare al programma, di fornire un qualche dato che accenda l’interesse del selezionatore. Se del caso, si passa poi a successivi livelli di selezione. All’inizio i concorrenti dovevano essere a digiuno di televisione, si è poi passati ad accettare segnalazioni da parte di agenzie di moda, casting, comunicazione.

Non vengono formulate domande offensive né vengono proposti compromessi. Che io sappia.

I concorrenti devono avere un vissuto forte, una certa originalità, una o più caratteristiche che accendano l’interesse o l’affetto del pubblico.

Passando in rassegna le nove edizioni, i miei concorrenti preferiti rimarranno sempre Filippo Nardi, Flavio Montrucchio, Man-Lo, l’”Orsacchio”, l’”Ottusangolo”, Gianfilippo (anche x il rapporto con la madre), alcuni altri (va ricordato che i concorrenti del GF1 sono tutti entrati nel mito, non solo l’Ottusangolo).

Non mi sono piaciuti i coniugi calabresi del GF5, o i componenti della famiglia Orlando del GF8.

Quanto alle edizioni, ho apprezzato la prima e la sesta.

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

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