È in sala, fino al 10 dicembre, il film d’animazione ‘L’uovo dell’angelo’ (天使のたまご, Tenshi no tamago), scritto e diretto da Mamoru Oshii, disegnato da Yoshitaka Amano, prodotto dallo Studio Deen e dalla Tokuma Shoten. Colonna sonora di Yoshihiro Kanno.
In questa sede proponiamo la nostra interpretazione.
Attenzione, spoiler!
Il film
Opera di non facilissima decodifica, ‘L’uovo dell’angelo’ è un susseguirsi di simboli e chimere, con ispirazioni evidenti dall’Antico Testamento.
C’è un mondo in rovina.
Ci sono Angeli e Pesci, un’Arca, esseri umani senz’anima che tentano di arpionare i Pesci in modo piú o meno fallace.
C’è un uovo gigantesco, attaccato ad un arbusto, dal quale sembra essere stato generato. Vi riposa dentro un gigantesco pulcino.
C’è, soprattutto, una bambina, che custodisce religiosamente un altro uovo. Misterioso anch’esso ma piú piccolo rispetto al precedente, dal contenuto non evidente né intelligibile.
C’è un soldato, armato di uno strano fucile a forma di croce.
Con una licenza sul racconto biblico, il soldato racconta alla bambina che la colomba inviata da Noè per verificare se la terraferma fosse riaffiorata dopo il diluvio, diversamente da come è stato sempre raccontato, non fece ritorno.
Gli esseri umani vivono ancora nella sua attesa.
La bambina lo porta nel suo rifugio, mostra al soldato lo scheletro fossilizzato di un enorme volatile e gli rivela il suo scopo: covare quell’uovo misterioso con la massima attenzione.
Mentre la bambina dorme, il ragazzo usa il suo fucile a forma di croce e distrugge l’uovo.
Al risveglio, la bambina vede i frammenti dell’uovo, piange e lancia un urlo potentissimo.
Cade in un corso d’acqua e, in un gioco di riflessi, incontra sé stessa adulta.
Esala il suo ultimo respiro sott’acqua.
Da quell’ultimo respiro nascono innumerevoli bollicine che, una volta in superficie, diventano ciascuna un uovo.
La bambina riappare, quasi trasformata in una statua, nella stessa struttura che, all’inizio del film ospitava gli Angeli in preghiera.
E tutto quel mondo si rivela un’arca capovolta, circondato soltanto dall’acqua.
L’interpretazione
Ci piace premettere che il regista stesso, Mamoru Oshii, affermò di non saper definire esattamente di cosa parlasse il film, spingendo lo spettatore a rivedere l’opera e a trarre le proprie conclusioni. Questo secondo Dani Cavallaro, nel suo saggio The Cinema of Mamoru Oshii: Fantasy, Technology and Politics (McFarland & Company, 2006).
Molte, infatti, sono state le interpretazioni proposte.
Il sospetto nostro è che, visti i riferimenti all’Antico Testamento, il film sia un affresco sulle sorti dell’umanità.
Come in altre religioni, Dio decise di distruggere l’umanità perché deluso dal suo comportamento:
5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti».
(Gn, 6, vv. 5-7)
Secondo noi l’uovo, custodito dalla bambina – angelo, potrebbe contenere la Speranza.
Il soldato, interpretando la guerra e le incomprensioni basate sulla religione, distrugge la Speranza.
Quello della bambina è il classico urlo della Disperazione.
Ma le uova che da lei prendono vita saranno nuove Speranze e l’Umanità potrà salvarsi.
Anche nella religione greca, d’altra parte, dopo che Pandora aprí il vaso contenente tutti i mali del mondo, l’unica forza a disposizione del futuro fu proprio lei, la Speranza.