Web star o grecisti in erba?
Simpatici giovanotti impersonano il greco antico su TikTok e Instagram!
Quanto greco abbiamo imparato, da adolescenti, grazie al Rocci?
Quante diottrie abbiamo perso, da adolescenti, grazie al Rocci?
Soprattutto, quante parole apparentemente assurde c’erano, sul Rocci?
Su queste domande e molte altre ancora si sono arrovellati alcuni, ehm, “grecisti in erba”.
Ragazzi capaci di trasformare la quotidianità dello studio in formidabile intrattenimento e che, facendo sapiente uso delle tecnologie video e dei social network, hanno arricchito Instagram e TikTok con i loro divertenti contributi.
C’è chi, come @zuzzurello23, mette in scena una vera e propria, soprattutto vivida sessione di cooperative learning per assimilare il lessico piú complesso ed estrae dal cilindro le perle piú impensabili:

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Quantunque in contesto di massima stima, non ci stupirebbe, tuttavia, se i simpatici, succitati classicisti, avessero fatto sapiente uso d’alcune, specifiche letture:
“Rocci greatest’s hits. Le definizioni più strane e divertenti del celebre dizionario di greco” di Enrico Beccari:
Enrico Beccari
Rocci’s greatest hits
Le definizioni più strane e divertenti del celebre dizionario di greco
Società Editrice Dante AlighieriPer chi al ricordo del Rocci, l’indimenticato – e indimenticabile – vocabolario di greco, compagno immancabile degli anni ginnasiali e liceali, associa notti insonni trascorse a scervellarsi su traduzioni impossibili, questo pamphlet rappresenta una vera e propria nemesi che gli consentirà finalmente di ridere del monumentale mostro sacro. Sono infatti qui raccolte le definizioni più improbabili rinvenibili sul famoso dizionario di altrettante voci greche degne della fervida fantasia della penna del miglior umorista.
Vi si possono infatti trovare vocaboli come ψωμοκόλαφος, reso da Lorenzo Rocci con «che si lascia schiaffeggiare per un pezzo di pane, parassito» o ἀντιχασμάоμαι («sbadiglio per influenza d’un altro che sbadiglia»).
Da qui in poi è un florilegio di amenità come ἀνταποπέρδω («rispondo con un’emissione di vento») – reso in latino con oppedere… – o ἀσελγομανέω («sono sfacciatamente pazzo») o ancora πλουδοκέω («aspetto il tempo propizio per navigare») e ἀνταποπαίζω («riperdo il guadagnato al giuoco»).
La certezza poi che il greco abbia una parola per ogni cosa l’assicurano lemmi come ἀναφαλαντίας («che comincia a divenir calvo nella parte anteriore della testa»), ἀωρόλειος («che si depila la barba per parere più giovane») o κεπφαττελεβώδης («sciocco quanto un gabbiano o una locusta») e via dicendo.
Insomma, una godibilissima lettura, capace di allontanare da noi ogni residuo spettro riguardo il fascino immortale della lingua di Omero!
Fonte: Letture.org