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Gergo dello spettacolo: puntata o episodio? Audizione o provino?
L’inglese è importante ma, in questa sede, vogliamo fare un piccolo gioco di precisione.

Un produttore televisivo, un regista e un influencer entrano in un bar.

Il primo dice di voler fare il recap della wave di audition per il pilot;
il secondo si lamenta del fatto che la sponsorship non copre il season finale;
il terzo sta creando una storia su Instagram e spera d’aumentare l’hype.

Chi tra voi stesse accusando un leggero mal di testa può spaventarsi in misura alquanto relativa:

oggi, nel gergo dello spettacolo, l’inglese non è piú una scelta, sembra quasi un obbligo.

Certo, i linguaggi evolvono ed è normale che una macchina globale come Hollywood esporti i suoi termini.

Il problema sorge quando questa eccessiva anglofilia smette di arricchire la nostra lingua e inizia a far danni, spingendoci a confondere parole italiane che hanno significati profondamente diversi.

Insomma, abbiamo iniziato a tradurre con il pilota automatico, dimenticandoci che l’italiano ha sfumature importanti.

Puntata o Episodio? Il grande malinteso delle serie TV (e non solo)

Da quando le piattaforme di streaming hanno colonizzato le nostre serate, la parola “episodio” (traduzione letterale di episode) ha praticamente cannibalizzato il palinsesto.

Ma siamo sicuri che tutto sia un episodio?

Nel vecchio, caro e preciso gergo dello spettacolo italiano, la differenza è netta:

  • la puntata è una frazione di una storia non autosufficiente. Si pensi, ad esempio, ai varietà, agli spettacoli (Sanremo, tipicamente, ha cinque puntate, non cinque episodi!) o alle vecchie telenovelas.
    Oppure, tipicamente, ai grandi quiz – show serali degli anni Ottanta quando, da una puntata all’altra, valeva la pena di scoprire se il campione in carica avrebbe mantenuto il titolo o l’avrebbe dovuto cedere.

  • L’episodio è un segmento narrativo con una sua autonomia concettuale.
    È il classico formato dei polizieschi storici (CSI o Signora in Giallo): inizia un caso, si risolve il caso, finisce l’episodio.

Oggi capita di leggere e di sentire “l’ultimo episodio di Don Matteo“…

Dà fastidio.

Audizione o Provino?

Capita anche che l’aspirante concorrente del Grande Fratello, talvolta perfino l’attore del film d’autore, dica di andare a fare un’audizione.

Ma anche qui, l’influenza dell’inglese audition ci sta facendo perdere la bussola:

  • il provino è il termine cinematografico e televisivo per eccellenza della nostra tradizione. Si fa un provino perché l’attore viene “provato” per verificare la resa visiva, la foto- (o cine-) genia e la recitazione.

  • L’audizione ha una radice chiarissima legata all’ascolto (l’udito).
    Storicamente, infatti, appartiene al mondo del teatro, della danza e della musica lirica o sinfonica, contesti in cui una giuria siede in platea e ascolta (o guarda dal vivo) un’esibizione.

Dire “ho fatto un’audizione per lo spot delle patatine” fa molto Broadway, è vero.

Con riguardo alle regole della nostra lingua, tuttavia, è semplicemente fuori fuoco.

Perché l’inglese a tutti i costi?

La verità è che dietro questa valanga di spoiler, teaser, premiere e casting (audition) si nascondono due fattori speculari.

Da un lato c’è una certa pigrizia dei media: i comunicati stampa arrivano dagli Stati Uniti, i traduttori o i giornalisti vanno di fretta ed il “copia-incolla” linguistico è dietro l’angolo.

Dall’altro, c’è un pizzico di provincialismo.
Usare il termine inglese dà un’illusione di prestigio; fa sembrare un progetto piú internazionale, moderno nonché, in definitiva, piú figo.

Dire “stiamo preparando il pilot” suona decisamente piú affascinante per gli investitori rispetto a “stiamo girando la puntata zero“.

Conclusioni

Come i piú attenti Pasqual friends sanno a menadito, il qui presente blogger ha sempre difeso la lingua italiana per coerenza e amor di Patria.

Perché impoverire una lingua ricca di sfumature quando abbiamo già la parola esatta per descrivere ciò che sta accadendo sullo schermo o dietro le quinte?

Qual è il parere del mio inclito uditorio?
Qual è il termine anglofilo che peggio vi suona, quando sentite parlare di cinema o televisione?

Gergo dello spettacolo, audizione o provino, episodio o puntata
Gergo dello spettacolo, audizione o provino, episodio o puntata

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

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