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le voci dello sciopero (dei doppiatori)

Il doppiaggio è uno dei fiori all’occhiello del nostro cinema e del nostro made in Italy e capita non di rado che le grandi produzioni internazionali vedano negli adattamenti italiani quelli in assoluto piú riusciti; il doppiatore è un professionista che riproduce e talvolta perfino crea l’anima e i contenuti di un personaggio lavorando con la voce.

In questo periodo, fino al 2 luglio prossimo venturo, il doppiaggio italiano è in sciopero, uno sciopero indetto da Slc CGIL, Fistel CISL, Uilcom UIL, con il sostegno dei sindacati e dell’Aidac, Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinematografici; intervistato dall’ANSA, Roberto Stocchi (attore, doppiatore, direttore di doppiaggio e montaggio nonché presidente dell’Anad, Associazione Nazionale Attori Doppiatori) ha dichiarato:

“Dopo un’affollata assemblea, ieri in un teatro di Roma(il Vittoria, nda), è stato indetto uno sciopero nazionale perché la contrattazione è ad un punto di stallo e le proposte della controparte sono inaccettabili () Il nostro contratto risale al 2008 ed è scaduto da tre anni e mezzo. Da ieri, con il sostegno dei sindacati e dell’Aidac, Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinematografici, abbiamo deciso di entrare in sciopero per evitare che il nostro lavoro venga stravolto con orari inaccettabili, passi indietro e una dequalificazione che porterebbe anche alla perdita del lavoro stesso per molti”.

Quanto ai fonici, poi, pur svolgendo un lavoro delicatissimo,

sono meno tutelati, guadagnano poco e vengono considerati l’ultima ruota carro, pur essendo indispensabili”,

tant’è che una delle richieste degli scioperanti è quella di fare entrare anche loro nel contratto collettivo nazionale, insieme alle già previste figure di attore, direttore di doppiaggio, assistente e dialoghista. Garantita la disponibilità a parlare con le controparti, società di doppiaggio e committenti. Francesco Venditti, figlio del cantautore Antonello e di Simona Izzo, nonché attore e doppiatore, entra nel dettaglio:

“Vogliono sottopagarci trasformando i singoli turni di doppiaggio in momenti in cui fare piú lavori insieme: un pezzo di un film, uno di un cartone animato, uno di un documentario… Tutto questo per chiamare a lavorare meno attori. È inaccettabile. L’unico modo per fare sentire la nostra voce è entrare in sciopero”.

Nel comunicato congiunto firmato da SLC, CGIL, Fistel Cisl, Uilcom Uil, si legge inoltre:

Sono tre anni che le controparti si rifiutano di rinnovare il contratto dei doppiatori opponendo resistenze pretestuose. Nel frattempo nel settore è cresciuto sia il lavoro sottopagato, sia il lavoro nero.”

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