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brevi dai media (53)

Aggiornamento 3 novembre: il programma di Massimo Giletti si chiamerà ‘Non è l’Arena’, in queste ore è andato in onda il primo promo del programma, con una vista dello studio.

  • Massimo Giletti torna in onda domenica 12 novembre, alle 20.30, su La7; in un’intervista al settimanale Oggi, il conduttore ha dichiarato: «In Rai mi avevano detto: non parlerai più la domenica. Questa è la mia risposta (…) per dare voce alla gente che la domenica è stata messa a tacere, quei 4 milioni di telespettatori che mi hanno sempre seguito… Per me quel giorno ha anche un valore etico più forte degli altri. (…) Mi piacerebbe piuttosto sapere perché si è chiesto di chiudere un programma di informazione per… fare polpette in tv». E la parola ‘Arena’? Rimarrà? “Credo che lo scopriremo in onda. A me non spiacerebbe che la parola restasse. L’ho trovata io, con Federico Moccia”.
  • Lo switch off con la liberazione della banda 700 MHz avverrà con una transizione di due anni, dal 2020 al 2022, anche se il governo ha iniziato il percorso già lo scorso anno quando ha previsto che dal primo gennaio del 2017 fosse obbligatoria la commercializzazione esclusivamente di televisori con tecnologia T2-Hevc al fine di avviare con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi. Solo a partire dal 2020 è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, che durerà fino al 2022, non prevede in alcun modo l’introduzione di tecnologia T2-HEVC ma l’uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione. Contrariamente a quanto emerso in alcuni articoli di stampa, la tecnologia T2-HEVC sarà introdotta solo nel 2022 quando nello switch off saranno coinvolte tutte le emittenti nazionali. Per quella data si prevede che il naturale ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie“. È quanto si legge in un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo economico (Mise); peraltro, si legge ancora nel comunicato, nella legge di stabilità 2018 “è stato previsto un costante monitoraggio della diffusione dei televisori di nuova generazione tra le famiglie e sono stati previsti incentivi per 25 milioni di euro all’anno per quattro anni, dal 2019 al 2022, al fine di agevolare e accelerare il processo di ricambio così da garantire nel 2022 a tutta la popolazione le televisioni con la nuova tecnologia“. La Commissione europea, per favorire lo sviluppo del 5G, ha fissato al 2020 per tutta Europa lo switch off per la liberazione della banda 700 prevedendo la possibilità per gli Stati membri di arrivare al 2022 per completare il percorso. L’Italia ha scelto di arrivare al 2022 anche per garantire il naturale ricambio dei televisori, tenendo conto che, a differenza di altri Paesi, la TV è utilizzata principalmente tramite digitale terrestre.
  • Il varietà di Enrico Montesano, previsto inizialmente per gennaio, comincerà probabilmente in ritardo; secondo alcune indiscrezioni, non sarà cancellato ma spostato a fine stagione, probabilmente dopo la fine di ‘Ballando con le stelle’. Il sabato di Rai 1 sarà dedicato ai film italiani in prima visione fino al festival di Sanremo, a ‘Ballando con le stelle’ in seguito.
  • Due milioni o poco piú. È quanto la Cogedi International, azienda distributrice del marchio Rocchetta, ha deciso di chiedere a Flavio Insinna a causa delle proteste e dei cali delle vendite che hanno fatto seguito ai servizi di ‘Striscia la notizia’. Il celebre spot dell’acqua minerale Brio Blu, che aveva Insinna come testimonial, era già stato sospeso lo scorso marzo.
  • Lo chiamavano Bud Spencer’ è il documentario/road movie realizzato dal ventottenne austriaco Karl-Martin Pold, finanziato con la tecnica del crowdfunding. Il film non fiction, realizzato in otto anni di duro lavoro, dopo il debutto a luglio in Austria e in Germania, arriva alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Riflessi. Giuseppe Pedersoli, il figlio dell’attore, annuncia che ”prepareremo anche un’edizione italiana da far uscire nelle sale, sperando di non sfigurare rispetto ai tedeschi”. Pold ha reso coprotagonisti dell’omaggio due dei piú grandi ammiratori dell’attore: Marcus, che guardando i film di Bud Spencer ha ritrovato la positività e la voglia di lottare dopo un grande incidente che rischiava di lasciarlo su una sedia a rotelle, e Jorgo, non vedente, che fin da piccolo ha tratto dai film di Spencer e Hill coraggio e ottimismo per affrontare i momenti piú difficili. Ma anche, fra gli altri, il regista Alessandro Capone, il “cattivo” Riccardo Pizzuti, Sandra Zingarelli, figlia di Italo, produttore dei film di Spencer e Hill e loro compagno di avventure a tavola e i compositori di colonne sonore, Guido e Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions. La parola chiave del film, che Bud Spencer presentava come sua filosofia di vita, è un’espressione usatissima a Napoli: ‘futtetenne’.
  • Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato anche ‘Maria By Callas’, di Tom Wolf; ennesimo, dovuto omaggio alla grande soprano spentasi quarant’anni fa, il film si caratterizza per il fatto di rivelare, della Callas, le sue fragilità, i suoi rimpianti, tra cui quello di non aver mai avuto una famiglia, le contraddizioni, soprattutto il suo unico grande amore per Aristotele Onassis, pur definito “un porco” nella corrispondenza con Jackeline Kennedy. Ricco d’immagini inedite, fotografie, super8, registrazioni private, lettere e filmati d’archivio del dietro le quinte degli spettacoli, ‘Maria By Callas’ è raccontato dalla soprano in prima persona, in un percorso che ha conosciuto personaggi come Marilyn Monroe, Alain Delon, Yves Saint-Laurent, J.F. Kennedy, Luchino Visconti, Winston Churchill, Grace Kelly e Liz Taylor. Una delle fonti primarie del regista è stata Nadia Stancioff, la migliore amica della Callas, che una volta le disse: «se dovessi morire prima di te, voglio tu dica a tutti chi ero davvero».
  • Milena Gabanelli ha lasciato la Rai con una lettera di dimissioni valide dal prossimo 15 novembre. Queste le parole della giornalista e conduttrice: «Ho comunicato all’azienda le mie dimissioni perché le condizioni proposte non permettono di produrre risultati apprezzabili. La condirezione di RaiNews con delega al relativo sito e l’implementazione del numero dei giornalisti non ne modifica il limite. Poiché non attrae le forze dei 1600 giornalisti Rai (indispensabili per farlo decollare), in quanto percepito come il sito di una testata concorrente. Invece la nascita del portale unico di news online – per il quale ho lavorato in questi mesi – è subordinata a tempi non definiti e certi. Al fine di non disperdere il lavoro fatto in questi mesi, ho proposto al Direttore Generale una striscia quotidiana di 4 minuti di un fatto raccontato per numeri. Ma anche questa strada secondo il Dg non è al momento percorribile. Per quel che riguarda la proposta di ritornare a Report in condirezione con Ranucci, oltre a precisare che è stata la sottoscritta, a decidere che dopo 20 anni era venuto il momento di considerarla un’esperienza conclusa, la considero mortificante per il collega e l’intera squadra, che sta portando avanti il programma in modo eccellente».

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