DI(C)O

Le due manifestazioni di sabato, quella di piazza san Giovanni e quella di piazza Navona, hanno accentrato, come prevedibile, l’attenzione dei media.
Una cosa che mi ha dato molto fastidio, a prescindere dalle valutazioni di merito, è stata la presenza della statua della Madonna di Fatima a piazza san Giovanni.

Chi si sposa rivendica i diritti di chi si sposa.

Chi non si sposa rivendica i diritti di chi non si sposa.

È affermazione lineare, tautologica, forse perfino lapalissiana.

Ma la Madonna con queste cose c’entra davvero poco.

Non credo che la Santa Vergine abbia un pensiero politico in qualche modo avvicinabile alle beghe parlamentari italiane, a quelle che qualcuno ha correttamente assimilato alle dispute medievali tra guelfi e ghibellini.

Né credo che Dio si abbassi volentieri a strumentalizzazioni di cosí bassa lega.

Essere cristiani significa credere in valori quali la tolleranza, l’amore, la solidarietà.

Come ognun sa, san Giuseppe aveva preso la Madonna in tutela, e i due erano genitori putativi di Gesù. Il quale, peraltro, aveva probabilmente dei fratelli nati da un precedente matrimonio di san Giuseppe.

Nonostante questo, ovviamente, i valori che risplendevano nel vissuto quotidiano della Sacra Famiglia erano i più alti.

E tali valori non sono riconducibili a nessuna formalizzazione, laica o ecclesiastica che sia.

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

7 thoughts on “DI(C)O”

  1. ti ringrazio per il commento, ma trovo improprio portare una statua della Madonna ad una manifestazione non prettamente religiosa

  2. A prescindere dal fatto che ho trovato assolutamente disgustosa una manifestazione per la famiglia organizzata per lo più da parrocchie per evidenziare per la milionesima volta quanto la chiesa sia influente rispetto alle decisioni politiche, forse quella statua l’hanno portata solo per la ricorrenza della madonna e non per eleggerla a simbolo della manifestazione. Credo che sia come se fosse la giornata contro l’Aids e le persone manifestano per quella che loro intendono “famiglia” portano la spilla rossa. Almeno credo! Non lo so, io l’ho intesa così!!!
    Ciao ciao!!!

  3. Il mio sospetto è che l’arrivo della statua sia stato una strumentalizzazione dell’ingenuità di chi partecipava alla manifiestazione, è soggettivo

  4. perché una cattolica va alla contromanifestazione con i suoi amici precari anzichè con la parrocchia al family day?
    ai posteri l’ardua sentenza

  5. perché è una cattolica che ha finalmente capito “Libera Chiesa in Libero Stato”

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