giornata contro la violenza sulle donne (2025)

Aggiornamento 25 novembre: andrà in onda questa sera, su Rai 1, a buona ragione, il film ‘C’è ancora domani’, co-sceneggiato, diretto e interpretato da Paola Cortellesi. L’occasione ci è gradita per ricordare che il riuscito film ha ottenuto lusinghieri riscontri anche in Cina, dove ha conquistato il Golden Rooster Award per il Miglior Film in Lingua Straniera.

Ricorre domani, 25 novembre 2025, la XXVI Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Non è una ricorrenza retorica. Dall’inizio dell’anno, secondo i dati Eures, le donne uccise nel nostro Paese sono ormai ottantacinque.

La programmazione televisiva

La Rai, concessionaria di Stato per l’esercizio radiotelevisivo, ha predisposto una lunga serie di appuntamenti.
Ecco, dalle loro pagine ufficiali, alcuni dettagli sulla programmazione:

Era il 17 dicembre 1999 quando l’Onu istituì la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite scelse la data del 25 novembre in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Quel giorno le tre donne, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate lungo la strada dai militari e sequestrate.

Seguì lo stupro, la tortura e il massacro a colpi di bastone.

Uccise per strangolamento, furono gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

A più di vent’anni dall’istituzione di questa Giornata, con dolore e battaglie pubbliche e private, le donne sono riuscite ad ottenere molti riconoscimenti soprattutto legali ma la violenza, fisica e psicologica, esercitata su di loro è ancora molta. Grazie al lavoro dei centri antiviolenza, alla loro rete di accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio, alla consulenza psicologica e legale, le donne spesso riescono ad uscire da situazioni di abuso e violenza.

Aumentare la visibilità politica, istituzionale e culturale delle problematiche legate alla violenza di genere favorisce il sorgere di nuovi gruppi e associazioni di aiuto e di sostegno.

Questo è lo scopo principale della giornata del 25 novembre.

Per approfondire: https://www.raicultura.it/speciali/giornatainternazionaleperleliminazionedellaviolenzasulledonne

Le voci delle donne: questo non è amore

Nella Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo speciale “Le voci delle donne: Questo non è amore”, in onda martedì 25 novembre alle 15.25 su Rai 3, vuole contribuire a tenere accesi i riflettori su una vera e propria “strage” che pare inarrestabile.

Il programma condotto e ideato da Vittoriana Abate, propone un viaggio attraverso racconti e immagini, tra le storie di donne dalle vite spezzate, vittime di violenza di genere.

Oltre al racconto dei familiari delle vittime e di chi è “sopravvissuta” ad abusi e violenze, lo speciale di Raitre si avvale anche degli interventi di ospiti del mondo della cultura come lo storico Giordano Bruno Guerri, di esperti come la criminologa Flaminia Bolzan, di personaggi della fiction e del cinema come Bianca Nappi.

Dall’introduzione del Codice Rosso, ai braccialetti elettronici, dal riconoscimento specifico del reato di “femminicidio”, all’inasprimento delle pene le Istituzioni hanno varato e adottato tutta una serie di nuovi provvedimenti. Ma non sembra ancora sufficiente.

Cos’altro fare? Il programma prova a formulare alcune ipotesi e le necessarie risposte con l’intervista alla ministra per le pari opportunità e la famiglia Eugenia Maria Roccella.

Ne emerge la coscienza che la violenza contro le donne va contrastata lavorando e proponendo una nuova “cultura del rispetto e del consenso”.

Per questo, qualunque cosa abbia a che fare con la violenza non si può e non si deve chiamare amore.

Insieme. Storie di donne
Marisa della Magliana e altre vicende

“Nel quartiere non è cambiato molto, forse c’è qualche servizio in più e qualche buca in meno e mia madre è quella che si vede nel filmato, una donna coraggiosa che non si è mai persa d’animo e non si è mai pianta addosso, anche nei momenti più duri”. Parole e ricordi di Enrico, il figlio maggiore di Marisa Canavesi, la protagonista del documentario di Maricla Boggio, “Marisa della Magliana”, andato in onda nel 1976.

Lo ha incontrato “Insieme”, il programma di Rai Cultura con Serena Scorzoni in una puntata dedicata alle donne e al loro cammino per i diritti, riproposta martedì 25 novembre alle 12.00 su Rai Storia, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Enrico ricorda con emozione quel giorno in cui la macchina da presa era entrata nell’appartamento della Magliana – in cui lui ha continuato a vivere fino ad oggi – per seguire Marisa, per una giornata intera. Lei era una ragazza madre che veniva dalla provincia, due figli, molti lavori ogni giorno, dall’alba, ma trovando anche il tempo di imparare a leggere e a scrivere, e di aiutare altre donne del quartiere, attraverso l’attività del Centro di cultura proletaria della Magliana.

Una storia di solidarietà e di impegno civile per i diritti delle donne che hanno fatto definire “Marisa della Magliana” – di cui parla anche la regista Maricla Boggio – “il primo documentario femminista” perché i racconti della protagonista spaziano tra la scelta o meno di affrontare una gravidanza, il lavoro femminile, il diritto allo studio, i figli nati fuori dal matrimonio.

Tutti temi che hanno animato il dibattito sulla parità delle donne negli anni ’70
Tra le altre storie, quella di un gruppo di gelsominaie calabresi intervistate nel 1971 sulle loro condizioni di lavoro, e quella di una casalinga che negli anni ’70 descrive il suo matrimonio infelice.

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

1 thought on “giornata contro la violenza sulle donne (2025)”

  1. Roma, 24 nov. (askanews)

    – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Warner Bros. Discovery, leader globale dell’intrattenimento e nello streaming, conferma il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere attraverso un percorso di prevenzione culturale fondato sull’educazione e sull’uso consapevole del linguaggio. Il progetto si inserisce nella continuità della campagna corporate “Educazione e Gender Gap”, avviata l’8 marzo insieme a Differenza Donna, che pone al centro il ruolo di genitori, educatori e caregiver nella costruzione del rispetto, del consenso e dell’uguaglianza.
    Gli stereotipi di genere si formano fin dall’infanzia, nelle relazioni domestiche, scolastiche e sociali. L’impegno di WBD è contribuire a interrompere questo ciclo attraverso contenuti accessibili, strumenti educativi e una comunicazione che favorisca consapevolezza e prevenzione. La ricorrenza del 25 novembre diventa così un’occasione per ampliare il raggio d’azione della campagna, rafforzando l’attenzione sul linguaggio come leva centrale nella lotta alla violenza di genere.
    “Le narrazioni che condividiamo ogni giorno contribuiscono a definire ciò che una comunità considera accettabile. Per un’azienda come la nostra questo significa riconoscere che l’educazione al linguaggio e ai comportamenti deve partire dall’interno, con coerenza e responsabilità”, ha commentato Alessandro Araimo (nella foto, ndr), AD di Warner Bros. Discovery Italy & Iberia.
    “Il 25 novembre è per noi un momento per intervenire sulle parole, sugli stereotipi e sulle rappresentazioni che influenzano il dibattito pubblico. È un impegno che portiamo avanti con continuità, consapevoli del ruolo che i media svolgono nella costruzione culturale del Paese”, ha aggiunto.
    A partire da questa cornice valoriale, WBD presenta per il 25 novembre una serie di contenuti on-air e digitali sviluppati con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sul linguaggio e promuovere strumenti educativi rivolti a pubblici diversi — bambini, famiglie, educatori e community digitali. Le iniziative di quest’anno ampliano il percorso già avviato a marzo e traducono in pratiche concrete l’impegno dell’azienda nel contrasto alla violenza di genere.
    La campagna si articola fino al 25 novembre attraverso una serie di iniziative coordinate. Le pillole educative on-air (20-25 novembre), realizzate con la ginecologa e sessuologa Chiara Gregori, propongono due video da 90” dedicati a consapevolezza del corpo, emozioni, consenso e autonomia, con contenuti differenziati per bambini/bambine e adulti.
    Prosegue inoltre la collaborazione con Settenove, casa editrice specializzata nella lotta agli stereotipi di genere: sui canali social WBD vengono presentati albi illustrati sul corpo e sulle differenze per favorire il dialogo educativo in famiglia e a scuola.
    La video-gallery “Le parole della violenza di genere”, in collaborazione con Treccani contribuisce a chiarire termini spesso distorti nel dibattito pubblico — parole come femminicidio, molestia, catcalling e mansplaining — con l’obiettivo di contrastare la normalizzazione della violenza verbale e relazionale.
    In continuità, il format “Non vogliamo sentirlo più” raccoglie frasi che ancora oggi minimizzano o giustificano la violenza nelle relazioni, evidenziando il ruolo del linguaggio nel modellare percezioni e comportamenti. Per intercettare i pubblici più giovani, il progetto “Brainrot Against Violence” su TikTok adotta codici comunicativi affini ai contenuti virali, rielaborandoli in chiave educativa e supportandoli con dati sulla violenza di genere in Italia. Infine, i contenuti dedicati al linguaggio vengono adattati in formato elevator on-air sui canali WBD, creando un’integrazione tra televisione e digital. Tutti i materiali sono autoprodotti dal team creativo interno.

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