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il Pasquy di Siena

Nulla avviene a caso nella vita e capita non di rado che le cose che ci succedono si mettano in relazione a distanza di tempo, come in un misterioso concatenarsi.
Quest’oggi si corre il Palio di Siena, manifestazione che ha attraversato la mia vita in più occasioni:
1) In 5° ginnasio sono stato a Siena in gita scolastica, ho acquistato in ricordo un drappo della contrada del Drago perché affascinato dalla magia di quella creatura e dalla bellezza delle cromie.
2) Quando ho frequentato il master sul cinema d’animazione, c’è stato chiesto di lavorare ad un cortometraggio su santa Caterina da Siena. Per conferire al cartone quei colori che un prodotto per bambini deve avere, la prima parte della sceneggiatura era ambientata proprio durante il Palio!
3) Quest’anno
la diatriba riguarda la realizzazione pittorica del drappo, si imputa al pittore Alì Hassoun, libanese, d’avere oltraggiato il “Cencio” inserendo elementi islamici in un’opera che deriva la sua ragion d’essere da un contesto esclusivamente cristiano (basti pensare che il Palio è legato al culto della Madonna).
Si critica, tra l’altro, ed è proprio qui la suggestiva coincidenza, lo stile che Hassoun ha impiegato per rappresentare 
san Giorgio, santo patrono della mia città natale, al quale ho dedicato un post di questo blog e alcune idee non ancora salite agli onori della cronaca…

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