Ho visto ‘Giurato n°2’, di Clint Eastwood, lunedí scorso.
ATTENZIONE, SPOILER!
L’abilità di Eastwood nel cesellare ogni singola inquadratura nei minimi dettagli è fuor di discussione. Cosí come la bravura degli attori, calati alla perfezione nei loro ruoli e nelle Weltanschauung che dovevano ricoprire.
Il film è fatto bene.
Ci fa, nondimeno, da fomite per ragionare sulla Giustizia e sulla Verità, ed è forse questo lo spunto di riflessione che la sceneggiatura vuole suggerire. Unitamente, certo, ad alcune pieghe dell’animo umano.
È di comune acquisizione che nei Paesi del mondo anglosassone vige il Common Law, laddove in quelli neolatini, eredi del Diritto Romano, si obbedisce al Civil Law.
Un processo americano, intentato da uno dei 50 Stati nei confronti di un privato cittadino, prevede una Giuria, formata da persone comuni, che potrebbero anche essere affatto a digiuno di Diritto; saranno loro a decretare se, a loro avviso, l’imputato è colpevole o innocente. Poi, per carità, un’accusa, una difesa… Nei confronti del verdetto della Giuria, in ogni caso, il Giudice non può rivelarsi insensibile.
Davvero, tuttavia, si può condannare una persona all’ergastolo solo perché le prove convergono contro di lui?
Nel film si racconta di un ragazzo (James, interpretato da Gabriel Basso) che, dopo una lite con la compagna, la lascia in mezzo alla strada sotto un diluvio torrenziale. La ragazza viene ritrovata morta. Bisogna capire come sia avvenuto il decesso e se sia stato il fidanzato stesso a ucciderla, complici la lite, i trascorsi dell’uomo, le testimonianze, piú o meno obiettive, delle persone che bazzicavano sui luoghi del delitto.
Ed è questa la sede per ricordare l’altra spina dorsale della pellicola, laddove il Giurato n°2, (Justin, interpretato da Nicholas Hoult), sarebbe potuto essere anche un “Imputato n°2” laddove, per un imputato che potrebbe aver ucciso una ragazza facendola cadere da un parapetto, in una notte buia e tempestosa, lui, Justin, ricordava perfettamente d’avere colpito qualcosa con l’automobile, in una zona in cui esiste il fattivo rischio del transito dei cervi, e non ha potuto appurare cosa è effettivamente successo a causa del buio, della pioggia e del particolare stato emotivo.
Justin subodora fin dall’inizio come le cose potrebbero essere andate e partecipa alle deliberazioni della Giuria con rimorso, cercando di muovere le opinioni degli altri a favore del presunto reo.
Dopo alterne vicende e cambi d’opinione, James sarà ritenuto colpevole dalla Giuria ed il Giudice lo condannerà, in via definitiva, al carcere a vita.
Viene da concludere che negli Stati Uniti non si conosca l’antico motto in dubio pro reo e che il colpevole non è sempre il maggiordomo. Cosa che viene anche detta, per la verità, da una delle giurate, pur come seconda regola del true crime. Soprattutto, che si possa condannare una persona per omicidio soltanto in base a delle coincidenze. E ad alcune testimonianze, non necessariamente lucide.
‘Giurato numero 2’ (Juror #2) è un film del 2024 diretto e co-prodotto da Clint Eastwood, scritto da Jonathan Abrams e interpretato da Nicholas Hoult, Toni Collette, J. K. Simmons e Chris Messina.