la du Barry e le altre

Lady Oscar è sicuramente uno dei cartoni animati piú istruttivi che siano mai andati in onda in Italia, per una serie infinita di motivi. Ha in sé, tra l’altro, il fascino irresistibile del contesto, anche quando le esigenze narrative e le inevitabili semplificazioni alleggeriscono la materia.

Un po’ come nei ‘Promessi sposi’, i personaggi effettivamente esistiti e quelli inventati interagiscono in un gioco armonioso di luci e ombre, fratture e armonie.

Ai tempi in cui ha inizio la storia raccontata nel cartone, la marchesa di Pompadour era già morta ed il re di Francia Luigi XV aveva un’altra favorita: Marie – Jeanne Bécu (27 agosto 1744 – 7 dicembre 1793), diventata contessa in seguito a un piú che fortunato matrimonio col conte Guillaume Du Barry.

Facendo una delle mie ricerchine, soprattutto leggendo un libro scritto nell’Ottocento da Henry De Kock, ho trovato molti dati interessanti, anche sulla rivalità tra la Du Barry e la futura regina Maria Antonietta.

Quando la futura regina fece il suo ingresso a Versailles e vide la contessa, chiese: “È molto bella. È anche intelligente?”

Luigi XV era ghiotto delle fragole e dei lamponi di Louveciennes, dove la Du Barry aveva un castello regalatole proprio dal sovrano, e la donna era solita portargli tali frutti in dono, in cambio evidentemente di piú gratificanti riconoscenze. Riuscí a far cacciare il ministro Choiseul, alla stessa stregua di come aveva cacciato il suo cuoco personale, che col ministro aveva un’inquietante somiglianza.

In quei giorni alla reggia di Versailles si recitava una versione parodistica del Padre nostro, che suonava così:

“Padre nostro che siete a Versailles, sia glorificato il vostro nome; scosso è il vostro regno; non è più fatta la vostra volontà così in cielo come in terra. Restituiteci il pane quotidiano che ci avete tolto; perdonate ai nostri parlamenti che hanno sostenuto gli interessi nostri, come voi perdonate ai vostri ministri che li hanno venduti; non soccombete più alle tentazioni della Du Barry, ma liberateci da quel diavolo di cancelliere. Cosí sia!”

Pare che la contessa ridesse a crepapelle ascoltandolo.

Come raccontato nel cartone, il 27 aprile 1774 Luigi XV fu colpito da violenta febbre, si capí poco dopo avesse il vaiolo. Secondo Voltaire, il re durante una caccia si sarebbe imbattuto nel convoglio funebre di una persona morta per tale malattia, e questo gliel’avrebbe causata indirettamente. Secondo piú scientifica teoria, il vaiolo gliel’avrebbe trasmesso un’odalisca del suo serraglio, nel Parco dei Cervi.

Il 10 maggio il re morí. Aveva appena tirato le cuoia, quando un fiduciario della Du Barry le portò un messaggio di Luigi XVI, che inaugurava la sua  neonata (e poco fortunata ) monarchia esprimendosi in tal guisa:

“Signora contessa Du Barry! Per ragioni a me cognite e che mirano alla tranquillità del mio regno, vi scrivo questa lettera, affinché andiate a Pont – aux – Dames, sola con una donna di servizio, e sotto la vigilanza del signor Hamont, altro dei nostri aiutanti. Questa misura non deve esservi penosa e avrà un prossimo termine. Non avendo la presente altro scopo, signora contessa Du Barry, prego Dio che vi protegga”

                                                                                                                                      LUIGI
                                                                                                                                                           

    “F…to il regno che comincia con una lettera simile!”, pare abbia commentato la donna…

                                             ***

Ma la contessa Du Barry non è che una delle numerose donne che, nel corso della storia, si sono guadagnate un posto al sole con il sapiente uso delle arti muliebri (né è colpa nostra se la storia parla meno dei maschietti dotati di analoghe furbizie…).

Abbiamo citato la Pompadour, antesignana della Du Barry, responsabile della guerra dei Sette anni.

Che dire di Aspasia, l’etera per cui Pericle ripudiò la moglie? O della stessa Cleopatra? Per non parlare della dantesca Taide o di quella simpaticona di Lucrezia Borgia che, oltre a destreggiarsi nella nobile arte dei veleni, giaceva anche con fratelli e parenti prossimi…

O di qualcun’altra, forse rinvenibile anche ai giorni nostri… 

Author: Pasquale Curatola

Pasquale Curatola holds degrees in Advertising studies and International Communication, alongside Master's degrees in Marketing & Brand Communication, Film & TV management, and Animated Films management. He has also trained in acting, participating in several workshops. As a manager, his 1st professional experience dates back to 1999 (Carat), though he likes to begin by telling of a letter he wrote at the age of 14 to Mediaset, offering his own strategic advice on schedules and programming. In 2003, he joined Cinecittà Entertainment, a company closely related to Cinecittà Studios and Italian Dreams Factory, where he contributed to the realization of several events and shows broadcast by SKY Italia and other channels, including Sinners, Non aprite quella porta, and Sulle rotte del cinema. In 2006, he worked on 'Santa Caterina', an animated short created by Mondo TV as a project work, and was involved in organizing I castelli animati as well as in the start-up phase of La città dell'animazione. That same year, he also launched his activity as a blogger (Pasquale Curatola's Blog) and author, with works spanning from essays and non-fiction to fantasy and comedy-thrillers (attività letteraria). His career also includes collaborations with news outlets and live shows for private channels, alongside PR experiences for high-profile clients such as AC Milan, Bank of New York, and Orange Business Services. He is a dedicated blood and organ donor.

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