L’antica e nobile città di Napoli comincia i festeggiamenti per i suoi primi 2500 anni.
Era il 21 dicembre del 475 a. C., infatti, quando i Greci di Cuma fondarono, ad est del preesistente, magnogreco porto di Partenope, una città nuova, perciò detta Neapolis.
Né si è mai conosciuta, a onor del vero, la data precisa in cui la sirena Partenope, frustrata per non aver ammaliato Odisseo, si uccise nello specchio d’acqua che, da allora, si chiama come lei.
Venendo a piú attuali argomenti, la gestione dell’importante genetliaco è stata affidata al comitato Nazionale “Neapolis 2500”, presieduto dal prefetto Michele di Bari e formato, tra gli altri, dal maestro Pupi Avati.
Il budget messo a disposizione dal Governo è di sette milioni di euro.
Ecco alcuni appuntamenti:
- il 26 ed il 27 maggio prossimi ci sarà il vertice NATO sulla sicurezza del Mediterraneo;
- il 5 ed il 6 di giugno si terrà a Napoli la “Biennale dei Patrimoni”, iniziativa creata dall’Unesco per promuovere la tutela del patrimonio archeologico, anche subacqueo;
- il 12 ed il 13 giugno, al centro di produzione Rai di Napoli si terranno gli “ABU Rai Days”: ottanta rappresentanti di emittenti di servizio pubblico, commerciali e altre organizzazioni che operano nel campo della comunicazione e dei media nell’area asiatica e del Pacifico;
- a settembre prenderà vita il progetto che si ispira agli studi e alle riflessioni di Benedetto Croce e si propone di ricostruire la storia della toponomastica napoletana tra il XIX e il XX secolo;
- il 4 ed il 5 d’ottobre l’omaggio a Totò: ventiquattr’ore ininterrotte di spettacoli al Teatro San Carlo, con venti diverse compagnie teatrali e alcune proiezioni sulla Napoli cinematografica.
- dedicata a Totò anche una mostra, allestita a Palazzo Reale e portata, in seguito, negli 85 istituti italiani di cultura sparsi nel mondo;
- dal 15 al 17 ottobre i Med Dialogues, un momento di confronto tra diversi ministri degli Esteri ed analisti su geopolitica, energia, sicurezza e sviluppo;
- a dicembre, finalmente, l’uscita del volume dedicato a Napoli dalla Treccani, che racchiude una raccolta di circa venti saggi sulla cultura partenopea scritti da personalità di rilievo nazionale e internazionale.
Non si escludono, peraltro, altre sorprese. Tra cui, forse, uno spettacolo di droni…
Il logo ufficiale

Il prefetto, Michele Di Bari, ha dichiarato: «L’immagine che vogliamo trasmettere della città nel mondo è rappresentata plasticamente da questo logo: una N che rappresenta un’onda e la città come Musa, perché è ispiratrice delle arti, delle scienze, della musica, di tutto ciò che è immateriale. L’onda, che vuol dire andare oltre, guardare all’altro, ma anche trattenere tutto ciò che c’è di buono, di importante, qui a Napoli, è centrale in questo logo, un logo che ci è piaciuto sin dal primo momento, che è un passepartout verso l’altro».
La proposta del 2024

“Nel progetto di Rita Zunno il numero 2500 diventa esso stesso logo e lo fa attraverso 4 simboli che rappresentano, a loro volta, concetti scomposti con elementi singoli:
– Patrimonio culturale, passato presente e futuro.
– Mare, porti aperti. Neapolis, la sirena. Partenope.
– Leggenda di Virgilio, nuova vita e metamorfosi.
– L’elemento architettonico ricorrente dell’arco, simbolo di apertura, una finestra sul nuovo.
I colori scelti per il logo ufficiale si ispirano a quelli dell’attuale scudo sannitico del Municipio di Napoli. L’oro (giallo Napoli) e il rosso sono leggermente ricalibrati. La font scelta per la parte di naming è Montserrat Alternates. La sua genesi trae ispirazione da manifesti, insegne e dipinti su vetro risalenti alla prima metà del XX secolo. (…) “Mi sono lasciata trasportare –ha raccontato l’ideatrice del logo, Rita Zunno – da quella che è stata la prima intuizione che ho avuto quando ho saputo del bando. Ho trasformato questo numero emblematico, 2500, in una serie di simboli che vogliono rappresentare le caratteristiche principali di Napoli, offrendo diversi livelli di lettura”.”