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spicchi d’arte tra baffi di storia (36)

Aggiornamento 10 luglio, sul teatro greco: le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide erano normalmente trasmesse dalla televisione di Stato degli anni ’50 e ’60, basti pensare alle ‘Troiane’ di Euripide, all’‘Agamennone’ e alle ‘Coefore’ di Eschilo, programmate tutte e tre nel 1966. Nel sottostante post si è gioito, piú che altro, per l’accordo tra Rai e INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, che merita ogni lode ed elogio. A nostro modesto avviso, anzi, L’INDA dovrebbe avere un canale dedicato, anche web, per caricare le rappresentazioni degli anni passati e i contenuti extra.

  • Sarà nelle sale in autunno ‘il giovane Sandro Pertini’, film di Giambattista Assanti, interpretato da Dominique Sanda, Ivana Monti, Gabriele Greco e Cesare Bocci. A dire il vero, a oggi non sarebbe ancora pervenuta positiva risposta alla richiesta di finanziamenti alla Regione Emilia Romagna e ad Unipol; per completare le riprese, pertanto, la produzione potrebbe affidarsi ad un crowd founding. La sceneggiatura è basata sul libro “Sandro Pertini combattente per la libertà” realizzato dalla Fondazione Turati ed incentrato sui rapporti tra Pertini e la madre (interpretata da Dominique Sanda), che gli ottenne la grazia che lui, sdegnosamente, non volle. Non può non affiorare, nella citata sceneggiatura, il DNA del combattente, che consentí a uno dei Presidenti più amati della storia di ricucire l’opinione pubblica alle istituzioni, in un momento storico caratterizzato dall’uccisione di Aldo Moro, dallo stragismo fascista, dall’offensiva della mafia, da una crisi economica con l’inflazione a due cifre, con l’immagine del Paese precipitata all’estero. La gente gli credeva perché conosceva la sua storia, i valori che impersonava, il suo mai cedere a compromessi, le battaglie, il carcere sofferto. Cominciava sempre dicendo «È il partigiano Pertini che vi parla…». Le scene con la Sanda sono state già girate; in autunno ci sarà anche una mostra, inaugurata a Palermo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
  • Finalmente le rappresentazioni del Teatro greco di Siracusa, organizzate dall’INDA, arrivano in televisione! Rai 5 (canale 23 del digitale terrestre) ha trasmesso sabato 7 luglio ‘Eracle’ di Euripide, per la regia di Emma Dante, e manderà in onda sabato 14 ‘Le Supplici’ di Eschilo, per la regia di Moni Ovadia, realizzato nel 2015 per la cinquantunesima edizione del Festival. A chiudere  le iniziative sarà ancora “Save The Date” che nel mese di luglio racconterà con un documentario di 50 minuti gli spettacoli e i protagonisti dell’edizione 2018 del Festival. È doveroso ricordare, peraltro, che l’edizione 2018 del Festival del Teatro greco di Siracusa, oltre all’Eracle, propone l’Edipo a Colono di Sofocle, per la regia di Yannis Kokkos, e i ‘Cavalieri’ di Aristofane, per la regia di Giampiero Solari. Le ‘Rane’ di Aristofane, con Ficarra e Picone, rappresentate nel 2017 per la regia di  Giorgio Barberio Corsetti, sono state seguite dalle telecamere di Duccio Forzano e saranno riproposte da Rai 1 a settembre, per proseguire in tournée per due mesi, lungo tutta la penisola.
  • Il 21 giugno ultimo scorso, è stato presentato al MiBact “Io sono cultura”, il rapporto annuale di Symbola e Unioncamere. Regala, il rapporto, il quadro di un Sistema Produttivo Culturale e Creativo vivace e competitivo, capace di generare, nel solo 2017, oltre 92 miliardi di euro, pari al 6,1% della ricchezza prodotta in Italia, con un effetto moltiplicatore che in diversi settori dell’economia (tra cui principalmente il turismo) muove altri 163 miliardi, per un totale di 255,5 miliardi di euro.  Non poche le aziende che focalizzano il loro core business sulla cultura; il 62% è costituito da industrie creative (architettura, comunicazione, design), industrie culturali (cinema, editoria, videogiochi, software, musica e stampa), patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e monumenti), performing arts e arti visive, mentre il 38% è occupato dalle cosiddette imprese “creative-driven”, quelle cioè che impiegano le professioni culturali e creative pur occupandosi di altro, ad esempio l’artigianato artistico e la manifattura evoluta. Nel complesso, nel 2017, il Sistema della cultura italiano ha prodotto un valore aggiunto e un’occupazione superiori rispetto all’anno precedente (+2% e +1,6%). Le regioni che producono piú ricchezza con la cultura sono il Lazio e la Lombardia, le province (o aree metropolitane) meglio posizionate sono quelle di Roma, Milano, Torino, Siena, Arezzo, Firenze, Ancona, Aosta, Bologna e Modena. Secondo il ministro Bonisoli, nel nostro Paese va valorizzato, tra l’altro, il settore del restauro.

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