Nel 2028 l’Academy compirà 100 anni
Si è tenuta ieri , 10 maggio, a Roma, una conferenza stampa congiunta di Cinecittà e dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, l’istituzione che, come ognun sa, conferisce ogni anno gli Academy Awards®, anche noti come “premi Oscar”. Tale commendevole istituzione celebrerà il suo primo secolo di vita nel 2028 ed è già in essere la campagna celebrativa “Academy100”, con una raccolta internazionale che punta a 500 milioni di dollari.
Sono previsti eventi e celebrazioni a Buenos Aires, Cannes, Johannesburg, Kyoto, Lagos, Londra, Los Angeles, Marrakesh, Melbourne, Città del Messico, Mumbai, New York, Roma, San Francisco, Seoul, Toronto, Toruń e Venezia. Sito ufficiale dell’iniziativa è https://www.academy100.org/.
Per quanto riguarda l’Italia, si vorrà convenire che i rapporti, anche squisitamente cinematografici, tra il nostro Paese e gli Stati Uniti sono sempre stati particolarmente buoni. Cinecittà, che festeggia quest’anno il secolo di vita dell’Archivio Luce, è partner delle attività che l’Academy gestisce in Italia, nell’impegno a diffondere la conoscenza del Cinema nelle nuove generazioni.
Durante la conferenza, Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà, ha ricordato che:
«Il rapporto con il cinema italiano ha radici profonde, infatti siamo il Paese che ha vinto più premi Oscar dopo gli Usa e la categoria del miglior film straniero venne istituita per premiare Sciuscià. L’accordo con il Museo dell’Academy a Los Angeles ha già portato in America mostre su importanti personalità come Pier Paolo Pasolini ed Ennio Morricone.»
Nicola Maccanico, che di Cinecittà è amministratore delegato, ha riflettuto su come
«la globalizzazione sia caratteristica del nostro tempo. Il mondo dei contenuti è divenuto ancora più grande, ma questo non ha danneggiato il cinema che gode di buona salute. Cinecittà è la casa italiana del cinema, come l’Academy ne è la casa mondiale. Ci sono tanti punti in comune, un rapporto storico con il passato ma anche la capacità di guardare al presente e cercare di costruire un futuro che deve generare posti di lavoro e creare opportunità artistiche.»
Bill Kramer, CEO dell’Academy, ha detto:
«L’Academy è un’organizzazione internazionale con oltre diecimila artisti e leader dell’industria cinematografica e ha la missione di celebrare tutti gli aspetti dell’industria e tutte le persone di talento che ne fanno parte. Vuole ispirare i giovani artisti e creare opportunità per le comunità meno rappresentate, con mostre e pubblicazioni sul passato, il presente e il futuro del cinema. Academy100 intende sostenere programmi didattici e impegnarsi per la diversità, l’equità, l’accesso e l’inclusione.»
Jacqueline Stewart, direttrice e presidentessa dell’Academy Museum progettato da Renzo Piano, ha posto l’accento sulle attività che la sua istituzione è pronta a proporre:
«Abbiamo 23 milioni di oggetti, che vanno dalla testa di Alien, ai disegni di E.T. di Carlo Rambaldi, alle illustrazioni della pioniera dell’animazione Lotte Reiniger. C’è una sezione dedicata ai poster, con molte locandine di film cubani e polacchi. Abbiamo una raccolta dedicata ad Alfred Hitchcock e una sezione riservata alla leggendaria trilogia de Il Padrino. Tra le mostre in arrivo quella sui cineasti ebrei che contribuirono a fondare Hollywood e una sul cyberpunk».
Degna chiosa è arrivata da Janet Yang, presidente dell’Academy:
«L’Academy vuole girare il mondo per essere fonte di ispirazione per nuovi talenti emergenti e per trovare nuovi membri, portando ovunque i nostri contenuti. I film riflettono la nostra cultura, la nostra impostazione politica, e man mano che gli Oscar diventano più ampi sarà possibile per il pubblico apprendere molte cose sugli altri paesi. Questa inclusività è già in atto e infatti diversi film stranieri vengono candidati anche nelle altre categorie.»
(virgolettati ripresi dall’agenzia ANSA)