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mi sono innamorato di Che

Aggiornamento: dal 6 dicembre 2017 al 1° aprile 2018, la vita di Che Guevara è oggetto della mostra ‘Che Guevara Tú y todos’, presso la Fabbrica del Vapore di Milano. Le gesta del Che sono ricostruite attraverso tre linee interpretative, quella geopolitica, quella relativa ai suoi discorsi pubblici, manifestazioni  e riflessioni, infine quella biografica e intimistica, con scritti inediti e registrazioni di poesie.
Oltre agli eroi della mitologia è opportuno riflettere sugli eroi della storia. Ed eroe assoluto, tale da passare dalla storia al mito, fu senza dubbio Ernesto Rafael Guevara de la Serna, meglio noto come Che Guevara: di nobile cuore e alto sentire, colto, laureato in medicina e appassionato di letteratura, insofferente a qualsiasi forma d’ingiustizia, ebbe il merito non comune di sollevare il popolo contro la dittatura e le sopraffazioni. Non essendo storici di professione, in questo post ci limitiamo a riprendere alcune sue poesie:
                              CAMMINO SENZA META

Cammino senza meta
nemmeno questo sole caldo
cos
í bello,
penetra,
non riesce a spalancare
le finestre socchiuse.
Forse sei tu che chiudi,
che mi manchi, tu
con quel tuo tanto da fare
così simile
al mio impigrirmi,
malessere di una comune fratellanza,
figli di anime in disordine.
Non mi risolleva
l’amore donatomi da altri
e il tiepido ricambio,
perché mi manca ancora
quel sogno interrotto,
quelle rughe
dove inserire ultime note.
Ansioso in similsguardi scruto
in altrui occhi ricerco
quella luce soffocata,
quel dolore gemello.
Nostalgico è il ricordo
del tuo “riempirti di me”
della mia essenza,
di quel desiderio cos
í strano
di tenerti per mano
e nella stretta,
trovare il coraggio
nell’atto finale.

SPOGLIATI

Spogliati tutta,
mostrami serena
le rughe
le piaghe,
non temere
sono come te
ferito
spaventato dalla vita.
Strappa con rabbia
i veli orientali adornanti
quelle maschere di ghiaccio
che occultano lividi,
mostrati fiera
nei tuoi lineamenti.
Quando sarai spoglia,
come un albero d’autunno
e solo quando sarai nuda
indifesa come un neonato,
ti mostrerò le mie ricchezze
custodite in un forziere
di vetro sottile.
Ti donerò sincero
la mia fragilità
le mie insicurezze
le paure ancestrali
le impurità nascoste,
ti porgerò poi,
in un vassoio
di rose bianche,
la verginità della mia anima

QUANDO SAPRAI CHE SONO MORTO

Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di’
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.

“E cerco te che cerchi altro/che cerchi te attraverso me”

Contro ogni logica
respiro ancora quell’aria,
quel soffio di vento
che cerca il suo tempo
la ragione, la memoria.

Nei sensi d’anima
cerco l’ultima follia
di primavera inoltrata,
che nei bianchi capelli
s’aprì un varco.

E cerco te che cerchi altro
che cerchi te attraverso me
che cerco te altrove
e altrove di capire.

Nell’insano girotondo
scovo regole nascoste
della logica del vivere
della razionalità del sopravvivere.

Cerco la fonte luminosa
e chi la sprigionò,
quel flebile raggio di sole
che un giorno
s’aprì nell’uniformità del buio,
quel piccolo
che si schiuse all’immenso
a quell’infinito
dov’IO non sapevo spaziare
dove la bellezza dominava,
dove solo l’amore
-insegnava a volare

Su Che Guevara furono scritte innumerevoli poesie; se ne presenta una, ‘Hasta siempre’, scritta come canzone dal compositore cubano Carlos Puebla quando il Che era ancora in vita. Oggi è una canzone molto nota, nel repertorio di qualsiasi artista ispanoamericano.

HASTA SIEMPRE
Aprendimos a quererte
desde la histórica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia
de tu querida presencia,
comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte
sobre la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
Aquí se queda…
Vienes quemando la brisa
con soles de primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa.
Aquí se queda…
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.Aquí se queda…
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
¡Hasta siempre, comandante!

Apprendemmo ad amarti
da quella storica altezza
in cui il sole del tuo coraggio
pose l’assedio alla morte.
Qui rimane la chiara
appassionata trasparenza
della tua cara presenza
comandante Che Guevara.
La tua mano gloriosa e forte
è sulla storia che spara
quando tutta Santa Clara
si ridesta per vederti.
Qui rimane…
Arrivi infiammando la brezza
con soli di primavera
per piantare la bandiera
con la luce del tuo sorriso.
Qui rimane…
Il tuo amore rivoluzionario
ti conduce a nuova impresa
dove aspettano la fermezza
del tuo braccio libertario.
Qui rimane…
Proseguiremo in avanti
mentre ti restiamo accanto
e con Fidel ti diciamo
Hasta siempre, Comandante!

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