santa romana chiesa celebra oggi, 8 dicembre, il dogma dell’Immacolata Concezione della Santa Vergine Maria. Quale miglior giorno per festeggiare la riapertura della cattedrale di Notre-Dame, restaurata dopo il pernicioso incendio del 2019?
La cerimonia di riapertura, per la verità, ha avuto luogo nei giorni scorsi. Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo Trump e Zelensky. Trump ha anche incontrato il principe William d’Inghilterra, lungo le romantiche rive della Senna (la rive droite? la rive gauche? entrambe?). Hanno risposto al cortese invito anche Sergio Mattarella, Ursula von der Leyen, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, il presidente polacco Andrzej Duda, Philippe e Mathilde del Belgio, Elon Musk ed il principe Alberto di Monaco. Grande assente papa Francesco, che ha affidato un suo messaggio all’arcivescovo di Parigi. Tanti, d’altra parte, i capi di Stato africani e di altri continenti.
Quello che in questa sede si vuol sottolineare, tuttavia, è il contributo fornito dalla città di Napoli.
Apprendiamo con gioia, infatti, che nella nuova Notre-Dame fanno bella mostra di sé un Presepe Settecentesco Napoletano, formato da oltre cento pezzi, di Alberto Ravaglioli, un angolo di mare e un’edicola votiva che raffigura in scala il quadro della Madonna dei Miracoli conservata nella Chiesa del Rione Sanità.
Tutto merito del signor Biagio Roscigno che, aiutato dal fratello Diego e dall’amico Giampiero Fortunato, ha lavorato per mesi. Il progetto artistico originale è dei fratelli Sinno, elementi di spicco nella tradizione artigianale del presepe.
La rappresentazione apre al pubblico proprio oggi, 8 dicembre, per chiudere soltanto il 2 di febbraio, nel giorno della Candelora, come da cattolica tradizione.
Si oechonomica licet, la mostra vanta il sostegno di sponsor quali Intesa Sanpaolo, Ferrero, Generali, World Cargo, l’alto patronato dell’Ambasciata francese presso la Santa Sede e di quella italiana a Parigi, insieme con l’Istituto italiano di Cultura e con il Comune di Napoli.