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Teatro 5 intitolato a Fellini, la dedica a un Maestro

Ha avuto luogo alle ore 15 a Cinecittà la cerimonia di intitolazione  a Federico Fellini del mitico Teatro 5, a ulteriore suggello di un rapporto consolidato e storico tra un professionista ed il tempio eletto del suo genio.

Alla presenza del ministro per i Beni e le Attività culturali Massimo Bray (che domani sarà a Reggio Calabria per il ritorno dei Bronzi), del sindaco di Roma Ignazio Marino e soprattutto della splendida Claudia Cardinale, musa tra le piú ispirate del regista riminese, è stata apposta una targa commemorativa con una citazione del Maestro ed è stata inaugurata la mostra ‘Cinecittà Perché‘, all’interno della palazzina Fellini.

È opportuno ricordare che il regista realizzò a Cinecittà ‘Le Notti di Cabiria’, ‘8 ½’ e ‘Amarcord’, tutti Oscar come Miglior film straniero e che, tra le altre iniziative in suo ricordo sono stati realizzati documentari quali Che strano chiamarsi Federico‘, di Ettore Scola e ‘Federico degli Spiriti – L’ultimo Fellini‘, di Antonello Sarno.

Giuseppe Basso, amministratore delegato di Cinecittà Studios, ha dichiarato che il Teatro 5

è e sarà sempre un monumento al Maestro”.

A conclusione della bella iniziativa, c’è stato un brindisi presso ‘Il Caffè‘, il punto di ritrovo e ristoro che è stato allestito al cospetto della Venusia, la scultura che Giantito Burchiellaro progettò per ‘Casanova‘, film realizzato in quel mitico 1976 che ha visto anche la nascita del sottoscritto.


Cinecittà si Mostra (2)

Le riprese del film ‘Che strano chiamarsi Federico, che Ettore Scola sta dedicando a Fellini, volgono al termine e domenica 12 maggio il mitico Teatro 5 (dove il maestro, appunto, lavorava) si apre al pubblico per un’interessante mostra/backstage (successivamente dal 19 maggio al 23 giugno): speciali, visite guidate, percorsi d’approfondimento e laboratori per scoprire i luoghi e le passioni di Fellini (prosieguo perfetto dell’iniziativa ‘Cinecittà si Mostra, varata l’anno scorso).

Lo spettatore è accolto innanzitutto da alcune frasi celebri tratte dai film realizzati in questo tempio del cinema;

  • la prima sala è dedicata alla scenografia, ha l’aspetto di un’attrezzeria specializzata ed è decorata con i disegni di preparazione di film famosi;
  • la seconda è dedicata alla serie ‘Rome’, il cui set è uno dei più grandi tra quelli allestiti negli ultimi anni ed è ancora visitabile;
  • c’è poi un set ambientato nel Settecento, quello del mockumentaryPOST’ (CSC Production), che tratta la post produzione;
  • la sala successiva dà ospitalità al nobile mestiere del costumista e custodisce una collezione di costumi che spazia dall’antica Roma fino al ventesimo secolo. Gli abiti sono stati indossati tutti da grandi artisti; basterà ricordare quello di Sophia Loren in ‘C’era una volta’ di Francesco Rosi (1967) o quello indossato da Cameron Diaz in ‘Gangs of New York’ di Martin Scorsese (2002) (per quanto riguarda Fellini, si possono ammirare l’abito di ‘Tre passi nel delirio’ (episodio Toby Dammit) (1968) realizzato da Piero Tosi e quello di Mandrake indossato da Marcello Mastroianni in ‘L’intervista’ – 1986 – e realizzato da Danilo Donati). 

Per quanto riguarda la sezione “Backstage”, le sale da considerare sono sei, dedicate rispettivamente alla regia, alla sceneggiatura, al sonoro, al costume (con possibilità di costruire virtualmente i costumi, combinando abiti, parrucche, accessori tratti da alcuni importanti film girati in via Tuscolana), alla finzione, ai settantacinque anni di Cinecittà.

  • la stanza del regista è la prima e consente un vero e proprio tuffo nel mondo dei grandi Maestri, Fellini ma anche Sergio Leone, Lina Wertmüller, Martin Scorsese, Carlo Verdone, Roberto Benigni;
  • la stanza della sceneggiatura consente di capire cos’è veramente questo importante passaggio, mettendo a confronto stralci di sceneggiature, storyboard e sequenze di film (‘I Cavalieri che fecero l’impresa’ di Pupi Avati o ‘Le avventure del Barone di Münchausen’ di Terry Gilliam, per esempio);
  • la stanza del sonoro, grazie al prezioso lavoro del Cinefonico, lascia assaporare la scomposizione del sonoro nelle singole tracce: dialoghi, rumori e colonna sonora;
  • la stanza della finzione è dedicata agli effetti speciali e al trucco;
  • dulcis in fundo, ‘I numeri di Cinecittà’, la sala che racconta la storia dell’istituzione attraverso i numeri e introduce in un set a sorpresa, che degnamente conclude il percorso.

Rileggi Cinecittà si Mostra (1)


Cinecittà e le prove del fuoco

Nella storia di Cinecittà è capitato il verificarsi di incendi. La fabbrica dei sogni, però, è sempre risorta piú bella di prima.

Una volta toccò al Teatro 2, per esempio: andarono in fumo le scenografie de ‘Il Padrino parte II‘.

Stavolta è toccato al Teatro 5, conosciuto a chiunque come “quello di Fellini”, il piú grande d’Europa: un incendio l’altra notte ha distrutto ballatoi, impianti elettrici e parti delle scenografie residue dello show ‘Panariello non esiste‘, che il comico ha condotto su Canale 5 la scorsa primavera (sono in corso indagini e non si esclude alcuna pista, anche quella dolosa).

Il prossimo autunno, però, a dispetto di questo brutto incidente, il teatro ospiterà due importanti produzioni internazionali.


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