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Bees, butterflies, fireflies at risk of extinction

If the bee disappeared off the surface of the globe, then man would have only four years of life left. No more bees, no more pollination, no more plants, no more animals, no more man.
                                                       (Albert Einstein)
Bees, butterflies, fireflies and other species of insects are at risk of extinction.
In the Chinese County of Hanyuan, located in the province of Sichuan, for example, bees are not there more and farmers had to invent the improbable craft of pollinators, climbing the trees and playing on their own the task Mother Nature had given Hymenoptera. The use of some poisonous pesticides is indicated as the cause: it was used in massive doses for years, and destroyed the bees, making it impossible, inter alia, the activity of pollination.
Neither are better, mind you, fireflies and butterflies! Fireflies, which once were able to create a starry firmament perfectly equivalent to the celestial, perish because of the light pollution and, in this case too, the pesticides used in agriculture. Si parva licet, the writer of this post was an eyewitness of a suicide of fireflies, that took the spotlight of a car as the natural electricity produced by the luciferin, went toward the front window of the car and died.
Butterflies, according to the research published in the scientific journal ‘Ecological Indicators’, decreased by 69% in twenty years, 45% in the countryside. In the case of the Lepidoptera, scientists suspect climate change, pesticides and even the progressive disappearance of green areas in urban centers.
Institutions such as Greenpeace, the cooperative Eliante and many others invite everyone to respect insects, planting in the balcony plants capable of hosting them and, if farmers, minimize the use of pesticides. Without pollinators, the flowers and the fruits will be no more. If a butterfly stops beating the wings in any part of the world, the whole planet will suffer.
Se un giorno scompariranno le api, il genere umano avrà solo quattro anni di vita. Non piú api, non piú piante, non piú animali, non piú uomini…”
                                                                (A. Einstein)
Le api, le farfalle, le lucciole e altre specie d’insetti corrono il rischio d’estinguersi.
Nella contea cinese di Hanyuan, situata all’interno della provincia cinese di Sichuan, ad esempio, le api non ci sono già piú e i contadini si sono dovuti inventare l’improbabile mestiere d’impollinatori, salendo sugli alberi e svolgendo in prima persona il compito che Madre Natura aveva affidato agli imenotteri. L’uso di alcuni venefici pesticidi è indicato come la causa: è stato usato in dosi massive per anni e ha distrutto le api, rendendo impossibile, tra l’altro, l’attività d’impollinazione.
Né stanno meglio, si badi, lucciole e farfalle! Le lucciole, che un tempo creavano un firmamento stellato perfettamente speculare a quello celeste, periscono per colpa dell’inquinamento luminoso e, anche in questo caso, dei pesticidi usati in agricoltura. Si parva licet, chi scrive è stato testimone oculare d’un suicidio di lucciole che, scambiando i riflettori di un’automobile con l’elettricità naturale prodotta dalla luciferina, si dirigevano verso il lunotto anteriore della vettura e morivano.
Le farfalle, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica ‘Ecological Indicators’, sono diminuite del 69% in vent’anni, del 45% nelle campagne. Nel caso dei lepidotteri, gli scienziati sospettano i cambiamenti climatici, ancora i pesticidi e la progressiva scomparsa di aree verdi nei centri urbani.
Istituzioni come Greenpeace, la cooperativa Eliante e molte altre invitano tutti a rispettare gli insetti, a piantare sul balcone di casa piante in grado d’ospitarli e, se agricoltori, ridurre al minimo l’uso dei pesticidi. Senza insetti impollinatori, i fiori e i frutti non ci saranno piú. Se una farfalla smette di battere le ali in una qualsiasi parte del mondo, il pianeta intero non può che soffrirne.

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