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animazione: nuove notti, nuovi giorni…

L’Oscar alla carriera ad Hayao Miyazaki vuol essere il La di questo post, con il quale si tenterà di gettare un affresco su alcune notizie di sicuro interesse per gli amanti dell’animazione.

Proprio a voler cominciare da Miyazaki, il Maestro ha comunicato che, contrariamente a quanto era sembrato di capire e a quanto egli stesso aveva dichiarato, farà film d’animazione fino alla morte. Ha ritirato la preziosa statuetta sabato scorso, ai Governors Awards, e ha dichiarato:

“Ho intenzione di lavorare fino al giorno della mia morte. Sono andato in pensione dai lungometraggi ma non dall’animazione. (…) È diventato difficile per me concentrarmi per tutto il tempo che ci vuole a realizzare un lungometraggio. Amavo realizzare film d’animazione da mostrare nei cinema, e ho pensato di passare questo compito alle nuove generazioni. Uno dei lati positivi di realizzare corti animati è che non devo preoccuparmi del successo finanziario. Le persone che vengono al museo sono costrette a vederli quando entrano nel piccolo teatro che c’è lì. Anche se è un po’ noioso, dovranno per forza sedersi e guardarlo, senza lamentarsi troppo. Sono molto felice. “Continuerò a realizzare film d’animazione per il resto della mia vita.”

Farà cortometraggi, dunque, si dedicherà probabilmente anche al mini-teatro in fase di realizzazione presso lo Studio Ghibli. Continuerà a dirigere, scrivere, sollevare mondi.

Ne riceverà ancora, peraltro, di preziose statuette, visto che ‘La Storia della Principessa Splendente’ (Kaguya-hime no monogatari), ultimo capolavoro fabbricato dalle premiate officine Ghibli, è nella lista di venti titoli candidati a entrare nella rosa dei film tra i quali sarà scelto il vincitore dell’Oscar 2015 per l’animazione.

La lista definitiva sarà di dominio dei comuni mortali solo il 15 gennaio, le statuette saranno consegnate il 22 febbraio ma al momento si può contemplare la citata lista provvisoria: (more…)


grazie, Shingo! (吾、ありがとう!)


io (e i) robot

Leggo su Fantascienza.com la recensione del libro “Robot e Robottoni”, di G. di Fratta.

Robot e robottoni, inutile negarlo, hanno costituito uno dei piatti forti della nostra tv dei ragazzi negli anni ’80, in giro se ne vedono ancora, ogni tanto.

Criticati da molti, odiati dai genitori, presi spesso a capro espiatorio di tristi fatti di cronaca. In realtà ben pochi bambini hanno resistito al fascino discreto di quelle macchine fantascientifiche, piene di armi avveniristiche, che sconfiggevano il male con relativa facilità. 

Io trovo che avessero anche una funzione celebrativa della cultura giapponese.

Erano i nuovi samurai, in versione ipertecnologica, e celebravano la gloria della loro nazione, oltre a difendere la Terra.

E a far vendere giocattoli.

Vi confiderò una mia debolezza… A molti piacevano Mazinga e Goldrake.

Io andavo matto per Voltron…


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