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la santa anoressia
Il concetto di base è: “Mortifico il più possibile la mia carne, la parte materiale dell’essere, in modo da elevare lo Spirito e avvicinarmi a Dio”.
Santa Caterina da Siena si nutriva d’erbe, pane e acqua.
Quando curava i lebbrosi, si puniva per il disgusto comprensibilmente provato bevendo l’acqua nella quale erano state disinfettate le loro ferite.
Chiamava la sua anoressia “il male che mi tiene unita a Cristo” e, bevendo la citata acqua, affermava: Continue reading “la santa anoressia”
le soddisfazioni della vita
Oggi, nell’ambito della presentazione di un ciclo di seminari sul cinema, l’onorevole Walter Veltroni si è lasciato andare raccontando una serie di deliziosi aneddoti personali, che hanno testimoniato ancora una volta, se necessario, quanto profondo sia il suo amore per la decima musa.
È stato inoltre presentato, finalmente, “Santa Caterina”, il famoso cortometraggio d’animazione che cito nel curriculum, basato sulla vita e sulle qualità di una delle sante più importanti della storia della Chiesa. Io ho collaborato al soggetto e alla sceneggiatura. Ho inoltre curato la ricerca iconografica e uno studio di marketing. Ed ero presente al doppiaggio e al missaggio.
L’animazione è stata realizzata in Corea, a velocità record.
L’impresa non è stata facilissima perché santa Caterina, il brief dei committenti, è una figura estremamente complessa, di difficile riduzione a cortometraggio d’animazione per bambini. È stato necessario, per dirla con i classici, mettere un po’ di zucchero sul bordo del bicchiere, inventare situazioni simpatiche che avvicinassero al focus target la complessità di alcuni contenuti.
santa Caterina da Siena
Pochi conoscono i dettagli sull’infanzia di Caterina Benincasa, figlia di Jacopo tintore e di Lapa, ultima nata in una famiglia di ben venticinque fratelli.
Per esempio il fatto che già a sei anni fosse solita pregare nelle grotte, e raggiungesse tali livelli di ascesi da levitare dal suolo fino a raggiungere col capo il soffitto stesso della grotta.
O che, per mortificare il corpo, facesse il bagno alle terme solo nel punto in cui l’acqua era bollente.
Qualcuno afferma che sono le testimonianze come queste che avvalorano il cristianesimo e mettono a tacere, pertanto, chi vede solo nelle religioni orientali i modelli più alti di ascetismo.
Altri ritengono che dietro tale desiderio di soffrire, oltre alla fede, si possano intravedere anche risvolti psicologici.
Voi cosa ne pensate?
