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Posts tagged “Alba Rohrwacher

il sogno (eliaco) di Francesco

È gradito, nel giorno di san Francesco d’Assisi, trattare l’ultimo film che gli è stato dedicato, per la regia di Renaud Fely e Arnaud Louvet e l’interpretazione di Elio Germano. Sebbene pochi ci riflettano, “Elio Germano” significa proprio “Fratello Sole”* e, almeno dal punto dal punto di vista esoterico, la scelta del protagonista è perfettamente giustificata. Intervistato dal Corriere della Sera, l’attore che recita “come Dio Comanda” ha dichiarato (more…)


Nastri d’argento 2016

Oltre al calcio, anche il cinema merita attenzione nelle sere d’estate, ben lo sa l’organizzazione dei Nastri d’Argento (quest’anno, peraltro, orgogliosa del settantesimo anniversario). Sono stati consegnati oggi, infatti, al Teatro Antico di Taormina, da Matilde Gioli e Laura delli Colli, presidente del SNGCI, sindacato nazionale giornalisti cinematografici, i riconoscimenti piú ambiti del cinema italiano subito dopo i David. È opportuno ricordare che la trasmissione della cerimonia sarà mandata in onda su Rai 1 il 23 luglio mentre mercoledí prossimo, su Rai Movie, ci sarà uno speciale.
La pazza gioia’, di Paolo Virzí, ha ottenuto il massimo riconoscimento e sono state premiate anche le bravissime Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti , nonché la sceneggiatura (Archibugi – Virzí) e i costumi (Catia Dottori). La miglior commedia è ‘Perfetti sconosciuti’, di Paolo Genovesi, che porta a casa il Nastro d’argento, collettivo, per il cast, ad Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Kasia Smutiak, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Marco Giallini, Valerio Mastandrea , nonché per la migliore canzone originale, interpretata da Fiorella Mannoia e scritta da costei assieme a Cesare Chiodo e Bungaro. Il pluripremiato ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, di Gabriele Mainetti, miete ulteriori riconoscimenti con il Nastro al migliore esordio a Mainetti e quello a Luca Marinelli come migliore attore non protagonista, premio assegnato anche ad Alessandro Borghi. ‘Non essere cattivo’, di Claudio Caligari, è film dell’anno; miglior produttore è Pietro Valsecchi per ‘Quo vado?’ Migliore attore protagonista a Stefano Accorsi, in ‘Veloce come il vento’. 

Per il resto, ecco il riepilogo dettagliato: (more…)


Berlinale, Berlin International Film Festival 2016

Today marks the beginning of the 66th Berlin International Film Festival, which will end on February 21. (Nice coincidence, the Berlinale 2016 is the same age as our Sanremo music festival…)
The jury is chaired by the ever-beautiful and unfading Meryl Streep but it is also formed by our Alba Rohrwacher, Clive Owen, the German actor Lars Eidinger, the English critic Nick James, the French photographer Brigitte Lacombe and the Polish director Malgorzata Szumowska, winner last year of the Silver Bear.
The first screening is dedicated to the film out of competition ‘Hail, Caesar!’, by the Coen brothers, complete with George Clooney and Josh Brolin on the vermilion carpet. In Berlin, however, many international celebrities are expected: Dominic West, Jude Law and Colin Firth to present ‘Genius’, Michael Grandgage, Guy Pearce, Jeff Nichols (for his ‘Midnigth Special’, with Michael Shannon, Sam Shepard, Adam Driver, Joel Edgerton, Kirsten Dunst and Jaedan Lieberher), Isabelle Huppert, star of ‘L’avenir’, by Mia Hansen – Løve, Gérard Depardieu for ‘Saint Amour’, by Benoît Delépine, the same Nicole Kidman we loved last night at the Sanremo festival, the same Spike Lee still dealing, among other things, with the #OscarsSoWhite initiative. Iran, after last year success of Jafar Panahi, this year doubles and offers ‘Soy Nero’, by Soy Rafi Pitts and ‘A dragon arrives’, by Mani Haghighi.
As for the films in competition, the festival reading-key seems (more…)


festival a confronto (5)

Aggiornamento del 29 luglio: tutto confermato! Alla presentazione ufficiale del cartellone di Venezia 72, orchestrata dal direttore Alberto Barbera e dal presidente della Biennale Paolo Baratta, sono stati confermati in concorso ‘A bigger splash’ di Luca Guadagnino, ‘L’attesa dell’esordiente’ Piero Messina, ‘Per amor vostro’ di Giuseppe Gaudino e ‘Sangue del mio sangue’ di Marco Bellocchio. Tra i fuori concorso ‘Non essere cattivo’ di Claudio Caligari, il documentario ‘Gli Uomini di questa città io non li conosco’ di Franco Maresco nella categoria Non fiction, il documentario  ‘L’esercito piú piccolo del mondo’, di Gianfranco Pannone, prodotto con la Svizzera e Città del Vaticano. ‘Pecore in erba’, di Alberto Caviglia e ‘Italian Gangster’, di Renato De Maria sono in concorso nella sezione Orizzonti per l’Italia. Anche Venezia 72, come il Magna Graecia, renderà omaggio a Mario Monicelli. È d’uopo ricordare che la Selezione ufficiale comprende le sezioni Venezia 72, Fuori Concorso, Orizzonti e Venezia Classici, oltre ai tre film selezionati per il progetto Biennale College – Cinema; le Sezioni autonome e parallele comprendono la Settimana Internazionale della Critica (SIC) e le Giornate degli Autori, rassegne organizzate autonomamente secondo un proprio regolamento.

Aggiornamento del 27 luglio: l’ufficialità arriverà solo mercoledí ma, stando alle indiscrezioni, alla prossima Rassegna internazionale d’arte cinematografica di Venezia potrebbero essere in concorso ben quattro film italiani: ‘A bigger splash’ di Luca Guadagnino, ‘Sangue del mio sangue’ di Marco Bellocchio, ‘L’attesa’ di Piero Messina e ‘Per amor vostro’ di Giuseppe Gaudino. Alfonso Cuarón, presidente di Giuria, ha già dichiarato che premierà chi sarà in grado di stupirlo.Come dicono gli anglofili, Stay tuned! (and cross the fingers…)

Aggiornamento del 26 luglio: annunciati ufficialmente i vincitori del Giffoni Film Festival. Dal sito ufficiale:

“Film indimenticabili, emozionanti, difficili. Sono quelli che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno deciso di premiare nell’edizione 2015 denominata Carpe Diem. Ecco i premi ufficiali Gryphon Award: nella sezione lungometraggi +6, il premio per il miglior film è stato vinto vinto dall’italiano “Grotto” di Micol Pallucca, al secondo posto “The amazing Wiplala” dell’olandese Tim Ollehoek; nella sezione +10 ha vinto il belga “Labyrinthus” di Douglas Boswell, al secondo posto il danese “The shamer’s daughter” di Kenneth Kains; nella sezione +13 vittoria per il tedesco “Sanctuary” di Marc Brummond, al secondo posto il norvegese “Beatles” di Peter Flinth; nella sezione +16 vittoria per l’americano “All the wilderness” di Michael Johnson, al secondo posto “Standing Tall” della francese Emmanuelle Bercot; nella sezione +18 Gryphon Award per “Coin Locker Girl” di Han Jun-Hee seguito da “Gabriel” dell’americano Lou Howe. Per la sezione Gex Doc, vittoria per l’italiano “Forever stars” di Mimmo Verdesca, secondo posto per il canadese “All the time in the world” di Suzanne Crocker. Nella sezione cortometraggi, riservata ai bambini con più di tre anni, ha vinto il francese “Captain Fish” di John Banana, il ceco “The wish fish” di Karel Janak si è aggiudicato la sezione +6 mentre al secondo posto si è classificato il tedesco “The present” di Jacob Frey; nella sezione +10 ha vinto l’americano”The red hunter” di Alvaro Ron, secondo classificato l’italiano (more…)


David di Donatello 2015

Saranno consegnati il prossimo 12 giugno al Teatro Olimpico di Roma i David di Donatello 2015; come l’anno scorso, l’evento sarà seguito in diretta da Rai Movie per essere poi replicato da Rai 1 in seconda serata (con la conduzione, però, di Tullio Solenghi, che si è definito “usato sicuro”).
Il primato delle candidature spetta, senza alcun dubbio, ad ‘Anime Nere’, di Francesco Munzi (sedici) ; al secondo posto ‘Il giovane favoloso’ con quattordici, al terzo ‘Mia madre’ con dieci.
Ecco l’elenco completo delle categorie e delle candidature: (more…)


Italians in Berlin, and a few more

Berlin International Film Festival 2015 (Berlinale) begins today, February 5, and finishes on February 15. This year edition is to be presented as particularly rich of female roles and categories, and a particular focus on politics and sexual identity.
Important directors are involved, such as Wim Wenders, Werner Herzog, Terrence Malick, Pablo Larraín, Benoît Jacquot, Jafar Panahi and artists such as  Helen Mirren, Nicole Kidman, Natalie Portman, Robert Pattinson, James Franco, Cate Blanchett, Charlotte Rampling, Juliette Binoche.
As for Italy, our adventure starts with
Vergine giurata‘, by the newcomer Laura Bispuri,
and continues with
Torneranno i prati‘, by Ermanno Olmi (in the section ‘Special’),
Cloro‘, directed by Lamberto Sanfelice,
Short Skin‘, by Duccio Chiarini,
Il gesto delle mani‘, by Francesco Clerici.
It is necessary to recall that ‘ Vergine giurata’, played by Alba Rohrwacher, Lars Eidinger, Flonja Kodheli, Luan Jaha, Emily Ferratello, presented by Cinecittà Luce, is a co-production between Italy, Switzerland, Germany, Albania and Kosovo. The film, in theaters in March, is based on the book of the Albanian writer Elvira Dones (Feltrinelli) and was shot between Albania and Italy, in particular Bozen.
There is also When Italy used to eat black and white ‘, short documentary by Andrea Gropplero of Troppenburg, made with materials of the historical archive and presented in the Culinary Cinema; is a journey pleasant but rigorous in the folds of one among the excellences of Made in Italy: the kitchen.
The Italian Pavilion has been decorated with polychrome and imaginative illustrations by 19novanta agency, coordinated by the Directorate of Institutional Communication Cinecittà Luce, in collaboration with ICE and ANICA and contribution of MiBACT and DGCinema. The walls of Italy Pavilion are a kaleidoscope of suggestions that refer to the seventh art in all the elements of its symbolism: posters, scenes kept in the collective immagination, characters entered in the memory of film buffs and those who let themselves be carried away by the dream.
The Pavilion, located on the first floor of the Martin-Gropius-Bau will host, however, also the Italian Film Commission and will form a sort of reference point for activities related to our cinema; it is also foreseen a small room “video library”, with monitors and headphones.
As for television,  the section of TV stories will be open on February 9, with ‘1992’, the serie produced by Sky, starred by Stefano Accorsi and based on the scandal ‘Mani pulite’, that happened in Italy following the investigations on corruption of managers and politicians.

Il festival del cinema di Berlino 2015 comincia oggi, 5 febbraio e termina il 15. L’edizione di quest’anno dev’essere presentata come particolarmente ricca di ruoli e categorie femminili, con un’attenzione particolare verso la politica e l’identità sessuale. È previsto il coinvolgimento di registi importanti, quali Wim Wenders, Werner Herzog, Terrence Malick, Pablo Larraín, Benoît Jacquot, Jafar Panahi e artisti come Helen Mirren, Nicole Kidman, Natalie Portman, Robert Pattinson, James Franco, Cate Blanchett, Charlotte Rampling, Juliette Binoche.
Per quanto riguarda l’Italia, la nostra avventura inizia con ‘Vergine Giurata‘, dell’esordiente Laura Bispuri, e prosegue con
Torneranno i Prati‘, di Ermanno Olmi (nella sezione ‘Special’),
Cloro‘, per la regia di Lamberto Sanfelice,
Short Skin ‘, di Duccio Chiarini,
Il gesto delle mani ‘, di Francesco Clerici.
È d’uopo ricordare che ‘Vergine giurata‘, interpretato da Alba Rohrwacher, Lars Eidinger, Flonja Kodheli, Luan Jaha, Emily Ferratello, presentato da Luce Cinecittà, è una coproduzione tra Italia, Svizzera, Germania, Albania e Kosovo. Il Film, nelle sale a marzo, è tratto dal libro della scrittrice albanese Elvira Dones (Feltrinelli) ed è stato girato tra l’Albania e l’Italia, in particolare Bolzano.
C’è poi ‘Quando l’Italia mangiava in bianco e nero‘, documentario breve di Andrea Gropplero di Troppenburg, realizzato con i materiali dell’archivio storico e presentato nella sezione Culinary Cinema; è un viaggio ameno ma rigoroso nelle pieghe di una delle eccellenze del made in Italy: la cucina.
Il Padiglione Italia è stato decorato con policrome e immaginifiche illustrazioni dall’agenzia 19novanta, coordinata dalla Direzione Comunicazione istituzionale di Luce Cinecittà, con la collaborazione di ICE e ANICA ed il contributo del MiBACT e DGCinema. Le pareti dell’Italia Pavilion sono un caleidoscopio di suggestioni che rimandano alla settima arte in tutti gli elementi della sua simbologia: locandine, scene rimaste nell’immaginario, personaggi entrati nel ricordo dei cinefili e di quanti si sono lasciati trasportare dal sogno.
Il Padiglione, situato al primo piano del Martin-Gropius-Bau ospiterà, peraltro, anche l’Italian Film Commission e costituirà una sorta di punto di riferimento delle attività legate al nostro cinema; prevista anche una saletta “video library”, con monitor e cuffie.
Per quanto riguarda la televisione, la sezione dedicata alle storie per la tv sarà aperta il 9 febbraio, con ‘1992‘, la serie prodotta da Sky, interpretata da Stefano Accorsi e basata sullo scandalo ‘Mani pulite’, che ha avuto luogo in Italia a seguito delle indagini sulla corruzione di manager e politici.(Ansa; Cinecittà News)


Venezia 2014

La settantunesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, presentata oggi in conferenza stampa, avrà luogo dal 27 agosto al 6 settembre 2014.
La selezione ufficiale consterà di quattro diverse sezioni (Venezia ’71, Fuori Concorso, Orizzonti, Venezia Classici); previste anche quest’anno, poi, le due sezioni autonome Settimana della critica e Giornate degli autori. (more…)


le meraviglie del cinema italiano

Curatola porta fortuna e, avendo augurato a ‘Le Meraviglie‘ di Alice Rohrwacher la Palma d’oro a Cannes, il minimo che potesse capitare era il riconoscimento della giuria, il Grand Prix (quando Curatola riuscirà a portare fortuna anche a se stesso sarà una buona cosa).

La regista, sorella di Alba Rohrwacher, ha dichiarato che il conferimento della Palma “sarebbe stato troppo” e, da grande professionista, ha ringraziato chi le ha consentito di arrivare al podio.

È un gran periodo per il nostro cinema, d’altra parte; Riccardo Tozzi, presidente Anica, ha dichiarato che “il cinema italiano è il piú interessante d’Europa”, ricordando all’Ansa sia i riconoscimenti artistici come il Leone d’oro a ‘Sacro GRA’, l’Oscar a ‘La Grande Bellezza’ e il Grand Prix du Jury agli operosi imenotteri (api) de ‘Le Meraviglie’, sia i riscontri di botteghino.


Cannes 2014

L’aspetto di maggiore folclore del festival di Cannes 2014 è forse quello legato a ‘Grace di Monaco’, il film che il regista Olivier Dahan ha dedicato alla sfortunata attrice divenuta principessa monegasca, interpretata per l’occasione da Nicole Kidman (nel cast anche Tim Roth, Paz Vega, Frank Langella). Sembra, infatti, che la famiglia Grimaldi, nelle persone di Alberto, Caroline e Stefanie, abbia poco gradito il racconto di Dahan, non abbia ottenuto le modifiche e le visioni private richieste e, per tali motivi, voglia disertare la proiezione che, tra l’altro, è chiamata proprio a inaugurare la kermesse.

Quanto a noi italiani, un primo motivo d’orgoglio può derivare dalla locandina stessa del festival, con quel grande Marcello Mastroianni che, pur amando molto la Francia, era sicuramente molto italiano.

Un altro sperabile motivo d’orgoglio potrebbe arrivare da una Palma d’oro ad Alice Rohrwacher, unica italiana in lizza con ‘Le meraviglie’.

Asia Argento presenta l’autobiografico ‘Incompresa’ nella sezione Un certain regard, mentre Sebastiano Riso porterà sulla croisette il suo ‘Piú buio di mezzanotte’, con il racconto di una famiglia impossibile, nell’ambito della Semaine de la Critique (sua opera prima, è stato prodotto da IdeaCinema in collaborazione con Rai Cinema e sarà distribuito in Italia da Istituto Luce Cinecittà).

Lievito madre’ è il cortometraggio di Fulvio Risuleo in corsa a Cinefondation; pari che la trama consti in una rivisitazione del classico triangolo, con la non irrilevante differenza che uno dei vertici di questo triangolo è un impasto antropomorfo di farina, acqua e miele. ‘A passo d’uomo’, di Giovanni Aloi, è in lizza per la palma al miglior cortometraggio; la Film Commission del Trentino avrà uno spazio negli Special Screenings grazie a ‘L’avamposto’, del napoletano Leonardo di Costanzo, parte del collettivo ‘I Ponti di Sarajevo’.

È orgogliosamente bello, anche, sapere che la nostra Sophia Loren sarà al centro dell’attenzione per tutta la durata della manifestazione; a cinquant’anni da ‘Matrimonio all’italiana’ e a pochi gioni dall’ottantesimo genetliaco, la Sophia nazionale presenterà la versione restaurata del capolavoro di De Sica ma sarà presente anche nella sezione Cannes Classics, con ‘La voce umana’, diretto dal figlio Edoardo Ponti.

La Loren non sarà comunque l’unica diva di grido; ci sarà anche Meryl Streep, ad esempio, protagonista de ‘The homesman’, di Tommy Lee Jones, e Robert Pattinson, interprete di due pellicole, ‘Maps to the Stars’, di David Cronenberg, e ‘The Rover’, di David Michod (entrambi fuori concorso). Ci saranno, inoltre, Juliette Binoche,Charlotte Gainsbourg, Marion Cotillard, gli Spandau Ballet.

Tornando ai film, da segnalare fuori concorso ‘The Salvation’, originale western danese ispirato a una storia vichinga, diretto da Kristian Levring, e “L’homme qui aimait trop” , con Catherine Deneuve, per la regia di André Téchiné.

Alla Quinzaine des réalisateurs è di sicuro interesse ‘Gett: The Trial of Viviane Amsalem’, degli israeliani Ronit e Shlomi Elkabetz, incentrato sul divorzio rabbinico e sulle contraddizioni di un Paese moderno nel quale sopravvivono alcune mentalità antiquate.

Si attende con curiosità il film ‘Lost River’, di Ryan Gosling, un dark fantasy con Christina Hendricks alle prese con un mondo macabro sotto la città in cui vive.

Infine gli otto giurati: la regista neozelandese Jane Campion come presidente, le attrici Leila Hatami, iraniana, Do-yeon Jeone, sud-coreana e Carole Bouquet, francese; gli attori Willem Dafoe, statunitense, e Gael Garcia Bernal, messicano; i registi Sofia Coppola, americana, Nicolas Winding Refn, danese, e Jia Zhang-ke, cinese.

A presiedere la giuria per il miglior corto è Abbas Kiarostami, di Teheran.

Cannes 2014, il poster ufficiale con Marcello Mastroianni

Cannes 2014, il poster ufficiale con Marcello Mastroianni


cara Carolina

Qualcuno ha scritto che la recente consegna dei Nastri d’Argento a Taormina (vedi la fine del post per l’elenco completo) ha premiato il ricambio del cinema italiano.

In questa sede ci si limita a complimentarsi con Carolina Crescentini, Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista per ‘Boris‘ e ‘20 sigarette‘, che è di sicuro una delle new entry piú frizzanti del nostro cinema, ma della quale vorremmo tratteggiare la particolare simpatia.

A chi scrive è infatti capitato di ascoltare la Crescentini dal vivo, nell’ambito del Reggio Calabria Film Fest (edizione 2010) e desidera riprendere in questa sede quanto dalla ragazza raccontato.

L’attrice, disponibilissima, si è innanzitutto preoccupata di tenere accesi i sogni di chi vuol lavorare nel cinema: (more…)


i candidati al David

Il prossimo 6 maggio si saprà il vincitore del David di Donatello, la piccola, grande statuetta che costituisce motivo di vanto per i professionisti del nostro cinema.

Noi credevamo‘, di Mario Martone sembra aver ottenuto la parte del leone nelle nomination al David di Donatello 2011, in ben tredici categorie: miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura, miglior produttore, miglior direttore della fotografia, miglior musicista, migliore scenografo, miglior costumista, miglior truccatore, miglior acconciatore, miglior montatore, miglior fonico di presa diretta e David Giovani.

Né può lamentarsi il campione d’incassi ‘Benvenuti al Sud‘,  di Luca Miniero, che ottiene ben dieci nomination:  miglior film, miglior regista, miglior produttore, migliore attrice protagonista (Angela Finocchiaro), migliore attore protagonista (Claudio Bisio, che dovrà però vedersela con Kim Rossi Stuart, Elio Germano, Antonio Albanese e Vinicio Marchioni), migliore attrice non protagonista (Valentina Lodovini), migliore attore non protagonista (Alessandro Siani), migliore musicista, migliore scenografo e, anch’esso, David Giovani.

Grande risultato anche per Rocco Papaleo: ‘Basilicata coast to coast‘ ha ottenuto otto nomination, a pari merito con ‘20 sigarette‘ di Aureliano Amadei e ‘La nostra vita“, di Daniele Lucchetti (in quest’ultimo caso, l’eventuale David come miglior fonico di presa diretta a Bruno Pupparo avrà un significato particolare, perché il professionista è mancato poco tempo fa).

Nella categoria documentari c’è già il vincitore : ”È stato morto un ragazzo‘,  di Filippo Vendemmiati, sulla morte di Federico Aldovrandi.

Quella che si avvia alla conclusione sarà sicuramente ricordata come ottima per il nostro cinema, per la qualità ma anche anche per i riscontri di botteghino.

Curioso osservare, però, che c’è un forte discrimine tra quest’ultimo dato e la presenza nelle nomination al David:

  1. Il primatista del box office,  ‘Che bella giornata‘ (43.3 milioni di euro) ha fruttato a Checco Zalone solo la nomination per la canzone originale (‘L’amore non ha religione‘);
  2. la medaglia d’argento ‘Benvenuti al Sud‘ (29.8 milioni), come abbiamo già scritto, otto;
  3. il terzo classificato,  ‘La Banda dei Babbi Natale’ (21.4), nemmeno una!

Dopo il salto, l’elenco completo di titoli e nomination:  (more…)


il papà di Giovanna

  Elémire Zolla considerava Pinocchio un libro dalla profondità esoterica e spirituale quasi intollerabile. L’uso del termine “intollerabile” suggerisce l’idea di una ricchezza difficilmente racchiudibile in definizioni, che non obbedisce a categorie restrittive e semplicistiche.

 

 è molto vicino a questo tipo di ricchezza, per la sublime poesia che vive in esso e per le altezze che riesce a raggiungere.  

Il papà in questione (Silvio Orlando), quello di Giovanna, appunto, si chiama Michele Casali, è un personaggio straordinariamente ricco, più materno della madre Delia (Francesca Neri), che tende ad allontanarsi dai problemi o a viverli in modo poco costruttivo.

 Egli conosce la figlia (Alba Rohrwacher) e capisce la sua problematicità molto prima che si compia l’ineluttabile, e continua ad amarla con tutta l’anima, cercando si seguirla sempre, nei suoi sogni e nelle pieghe, talvolta decisamente complesse, della sua mente. Solo lui, infatti, si preoccupa del processo, va a trovarla all’ospedale psichiatrico, le porta i guanti che sa essere particolarmente importanti.

 Il dramma della famiglia ha per contesto un altro dramma, quello del Fascismo e della Seconda guerra mondiale, con politici, governanti, forze dell’ordine, chiunque detiene il potere insomma, che diventa mediocre ingranaggio del sistema, leggendo il proprio compito istituzionale alla luce di ciò che è opportuno e non di ciò che è giusto.

In tale luce vive anche Sergio Ghia, il personaggio interpretato da Ezio Greggio, buono ma vittima delle situazioni che è costretto a vivere.

Proprio con riguardo a Sergio Ghia e alla sua morte, azzarderei due citazioni, da Roma città aperta per la fucilazione e dal Dottor Živago per la sua morte, quando sale sul tram.

 Perfino il topo colpito da un mazzo di chiavi, particolare apparentemente insignificante, sembra acquisire un’impronta di significato, nel generale contesto dell’opera.


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