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avrete notato…

Da qualche giorno è tornata in onda la campagna pubblicitaria di una nota marca di patatine che vede protagonista un attore pornografico in vestaglia e, in uno dei soggetti, alcune splendide fanciulle impegnate a pulirgli e a lucidargli la macchina. Tale campagna era stata in passato sospesa, perché ritenuta lesiva della dignità femminile. Si saranno accorti in seguito che la rappresentazione è così surreale e iperbolica che la maliziosa ironia che ne fuoriesce non può far male a nessuno.

Che dire di quelle campagne in cui donne bellissime calpestavano con i tacchi uomini sdraiati a terra o in cui, quale che fosse la forma utilizzata, era l’uomo ad essere schiavizzato?

Né mi si potrà argomentare che millenni di maschilismo e fallocrazia meriterebbero una catodica ridimensionata, perché oggi i ruoli antropologici sono così mutevoli che certi discorsi proprio non hanno senso.

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