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Posts tagged “latino

ways of (a cynic) governing

[Mankind is] a herd of beings that must be governed by fraud, effigy, and show.

                     Edmund Burke,
The Age of Improvement, 1783-1867

Also of interest:
Vulgus vult decipi, ergo decipiatur (Latin motto)
panem et circenses (Juvenal, Satire X, 81 )
“Bread flour, festivals, and gallows”
(Ferdinand II of Bourbon)

L’umanità è una mandria di esseri che devono essere governati con la frode, l’inganno, e con lo spettacolo.”

 Edmund Burke, The Age of Improvement, 1783-1867

Altrettanto interessanti:
vulgus vult decipi, ergo decipiatur (motto latino)
panem et circenses (Giovenale, Satira X, 81)
Farina, festa e forca” (Ferdinando II di Borbone)


che ve ne farete del latinorum? (3)

A volte facciamo fatica a chiudere le iscrizioni alla magistrale
la stessa classicista dell’altra volta

Le lauree predisposte, se non abilitanti, all’insegnamento sono state prospettate ma non ancora aperte. Chissà, se esistesse una laurea magistrale mirata all’attività didattica nelle scuole, otterrebbe migliori riscontri: (more…)


che ve ne farete del latinorum? (2)

Il latino ed il greco per come li abbiamo studiati fino ad oggi non interessano a nessuno
una classicista che ho ascoltato di recente

‘Il mio professore di greco pretendeva che conoscessi il greco’
Luca Laurenti

Lo studio del latino e del greco antico è indispensabile. Esso ci consente di uscire dai nostri ambiti professionali per ribadire l’importanza di alcune chiavi di lettura necessarie a comprendere la lingua, la cultura, la simbologia. La cultura classica deve essere finalizzata alla consapevolezza nell’uso della terminologia scientifica e filosofica, alla conoscenza delle categorie mentali che sono nate nel mondo greco-romano (la democrazia, il teatro ecc.), alla consapevolezza delle tecniche e buone prassi che a noi sono pervenute attraverso un processo di stratificazione durato secoli. La stessa mitologia è fondamentale, per capire le metafore usate nel linguaggio quotidiano, la letteratura, la storia dell’arte, l’astronomia, i simboli.
Ad aprile 2017 avrà luogo un seminario, (more…)


ci ha redenti anche quest’anno!

“Chi ci ha riscattato a tanto prezzo non vuole che periscano quelli che si è acquistato.”

sant’Agostino (Serm. 22, 9)

“Ecco il prezzo che ha dato, il suo sangue è stato versato. Nel sacco del suo Corpo portava il nostro prezzo; è stato colpito dalla lancia, il sacco si è aperto e ne è disceso il prezzo di tutta la terra.”

 sant’Agostino (En. in Ps. 21 II, 28)

REDENZIONE <- REDEMPTIO <- RE + EMO: acquisto una seconda volta, ricompro ciò che già mi apparteneva, riscatto.

Crux monetarumFonti originali:

(more…)


compleanno 2014

Based on /sulle note di Quem Pastores laudavere

Original song seems to derive from a carol melody found by R. R. Terry in a MS dated 1410, at Hohenfurth Abbey, Germany, where it is set to Latin words Quem pastores laudavere… Quem pastores was printed in a number of 16th and 17th century song and psalm books, both Protestant and Roman Catholic, and became very popular in Germany.

This one is a reworking for Pasquale Curatola’s birthday.

Quem actores laudavere
quibus angeli dixere,
absit vobis iam timere
natus est paschalis.

Ad quem puffi ambulabant
et puffbaccas ei portabant
immolabant haec sincere
nato regi gloriae.

Exultemus cum magia
In isto die in philosophia
Natum promat voce pia
Laus honor et gloria.

pasquy regi, HODIE nato
ad fatum bonum nobis dato
magno saluto sit illo vere
laus, honor et gloria.


metamorfosi a confronto

L’eco del post ‘Ovidio al posto di Plauto deve ancora cessare e già un nuovo stimolo appare all’orizzonte.

Galeotta una conferenza alla quale ho partecipato di recente, altrettanto interessante rispetto all’opera ovidiana sembra adesso quella di Apuleio, ʻLe Metamorfosi’, anche nota come ‘L’asino d’oro’.

Opera tra le piú scopiazzate nella storia della letteratura, ‘Le Metamorfosi’ di Apuleio è divisa in undici libri perché, sembra, dieci erano i giorni che preparavano all’iniziazione ai culti di Iside e uno era quello conclusivo (per l’antichità è un’eccezione, ché le opere venivano normalmente raccolte in ventiquattro, dodici, sei o quattro volumi).

Il riferimento a Pinocchio sarebbe ovvio, essendo la Fata Turchina una riproposizione della Dea per come si manifestò a Lucio diventato disgraziatamente asino ma innumerevoli sarebbero le suggestioni presenti in altre esperienze letterarie; è interessante notare la scelta dell’animale, perché l’asino (meglio, l’indomabile onagro suo cugino) era stimato come cavalcatura dei re ed acquisí accezione negativa solo in un secondo momento.

Due degli undici libri delle Metamorfosi ospitano, inoltre, la storia di Amore e Psiche, con tutte le peripezie che la fanciulla dovette passare per volere di Venere e con tutte le letture esoteriche che ne possono derivare.

Qui di seguito, l’invocazione di Lucio a Iside, testimonianza di come già gli antichi avessero intuito come le diverse divinità erano solo nomi diversi di un unico dio (rileggi qui e qui):

(more…)


ovidio al posto di plauto

Ovidio è stato uno degli autori latini piú letti e amati nella storia della cultura occidentale, ne andava matto anche Shakespeare. La lettura delle sue Metamorfosi consente una visione d’assieme su buona parte della mitologia antica, l’Ars amatoria o altri suoi scritti sono di sicura bellezza.
La domanda, pertanto, sorge spontanea: perché non mettere la lettura e lo studio di Ovidio come classico al posto di Plauto in terza liceo (i programmi delle altre scuole dove si fa latino al momento non mi sovvengono)?
Con tutto il rispetto per l’autore dei Menaechmi, sembra che le sue problematiche possano essere affrontate in modo esaustivo durante il primo anno di corso, con letture mirate, mentre lo studio del Miles gloriosus in terza liceo sottrae spazio ad argomenti piú interessanti e formativi, che sarebbero utili ad una migliore consapevolezza del mondo antico.

papa Benedetto XVI lascia il pontificato

Il papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, ha annunciato che lascerà il trono di Pietro il prossimo 28 febbraio. Lo ha detto durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

da un’Ansa delle 11.46

Pope Benedict XVI, born Joseph Ratzinger, announced he will leave the throne of Peter next February 28. He said during the consistory for the canonization of the martyrs of Otranto.

Source: Ansa, 11.46 am 

rileggi umorismo vaticano

nonché Habemus papam

per non parlare di  Che humour! (2)


W la scuola! (2)

“La società nasce dalla scuola”

una prof

La preparazione dei cittadini di uno Stato dovrebbe essere la piú omogenea possibile, pur con le dovute specializzazioni. È inammissibile, infatti, che cittadini della stessa nazione sappiano scrivere, leggere, far di conto o ragionare in maniera diversa sol perché hanno frequentato istituti diversi nel ciclo della scuola media superiore.

Poiché, a dispetto della passione massmediale che copre, in effetti, la gran parte dei miei interessi, mi è sempre appartenuta una discreta sensibilità verso il mondo dell’istruzione, mi è riuscita la formulazione di una teoria che, a mio avviso, risolverebbe molti dei problemi che affliggono il mondo nella scuola e, a integrazione di quanto già scritto in W la scuola!, sarebbe articolata nel modo seguente:

  • ripotenziare le scuole elementari, con esami alquanto seri al termine delle tre classi finali;

  • far durare le medie cinque anni, assorbendo gli attuali bienni;

  • cominciare il latino in prima media, sacrificando solo un’oretta di educazione tecnica e di educazione musicale (fatte bene già alle elementari) e, opzionalmente, il greco in quarta media;

  • studiare all’ultimo triennio delle superiori Italiano, Storia, Matematica, Lingue, Economia politica e aziendale, Informatica, Diritto e materie d’indirizzo.

rileggi W la scuola!

e tre modeste proposte


W la scuola!

Le recenti vacanze sono state un ottimo pretesto per mettere un po’ in ordine, tra le altre cose, il mio pensiero pedagogico e didattico. (more…)


happy birthday to me!

CANTICORUM PASCHALI IUBILO

(sulle note di Canticorum iubilo, di Haendel)  

  

Rit. CANTICORUM IUBILO PASCHALI MAGNO PSALLITE! (2 v.)

CANETE OMNES DIVO PASCHALI,
QUIA EST GENIUS MAGNÆ VIRTUTIS!
Rit.
HODIE CELEBRAMUS GENETLIACUM,
TRIGINTA ET UNUM ANNI SUNT ILLUS NOBISCUM EST!
Rit.
PLURILAUREATUS EST PASCHALIS SED SYMPATHICUS
SAGACITAS SUA EST CLARA, HOMO ACUTISSIMUS!
Rit.
LAUDATE PASCHALINUM, INTELLIGENTIAM SUAM,
IN VITA SUA ACCUMULAVIT PLURIMOS HONORES!
Rit.
EXULTATE IN PASCHALI TOTO CORDE
ASTRA SIDERAQUE TOTA IN NOMINE SUO CANENT!
rit.

© Pasquale Curatola 2005


Che ve ne farete del latinorum?

Pare che la pronuncia del latino che ci hanno fatto studiare a scuola, la cosiddetta pronuncia “cattolica” sia erronea, per tutta una serie di motivi. Per esempio non era possibile, anche a rigor di logica, che parole come dux, ducis avessero la c velare al nominativo e palatale al genitivo. Non si pronunciava dux, ducis, ma dux dukis. Perplessità ci sono anche sul famoso dittongo -ae e su altre strutture. Tale sarebbe la cd pronuncia “skientifica“. Altri affermano salomonicamente che tanto la pronuncia effettiva degli antichi romani non la conosceremo mai lo stesso (so di gente che è stata umiliata anche in sede universitaria per aver usato la skientifica).
Chi scrive è uscito dal classico oltre undici anni fa e si tira indietro. I latinisti in ascolto, invece, cosa ne pensano?

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