Piangiamo in queste ore la scomparsa di Björn Andrésen, attore e musicista svedese, noto ai piú come l’angelico Tadzio di ‘Morte a Venezia’, il film che Luchino Visconti ricavò dall’omonimo romanzo di Thomas Mann.
All’epoca Björn Andrésen aveva solo 15 anni e visse nella sua avvenenza un’arma a doppio taglio dacché il suo aspetto fisico gli cagionò attenzioni che in molti casi gli furono gradite, in molti altri no.
Rifiutò sempre, da Visconti in poi, ruoli che sembrassero ispirati all’omosessualità o che si servissero del suo aspetto fisico in modo feticistico.
In questa sede vogliamo riflettere sul fatto che Björn Andrésen ha deciso di lasciarci nello stesso periodo dell’anno (forse anche lo stesso giorno) in cui si spense la vita di Antinoo, il fanciullo amato dall’imperatore Adriano. Che riemerse, secondo il suo culto, dalle acque del Nilo per essere venerato come un dio.
Nella Giornata mondiale dell’animazione, d’altra parte, non possiamo non ricordare il successo che Björn Andrésen ebbe in Giappone, terra degli anime e dei manga.
Si racconta che il suo viso abbia ispirato Riyoko Ikeda nel definire la fisionomia di Oscar François de Jarjayes, anche nota come Lady Oscar.
È sospetto di molti, inoltre, che siano a lui ispirati anche alcuni personaggi dei Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya): tra gli altri, Hyoga del Cigno (Crystal) e Aphrodite di Pisces.
Molto probabilmente ha influenzato anche:
Urasawa nella progettazione (e nel nome) di Johan;
Miura nella progettazione di Griffith;
Hayao Miyazaki per la fisionomia di Howl.
Forse, qualsiasi personaggio dalla bellezza androgina e sorprendente che abbia mai fatto capolino nei bishounen.
Nel 2021 i registi Kristina Lindström e Kristian Petri gli hanno dedicato un film documentario, ‘Il ragazzo piú bello del mondo’.

Un Björn Andrésen di oggi, mutatis mutandis, è forse il modello Jared Celma.