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Romeo + Juliette

In attesa di aggiornarmi su tutti i film in gara a Cannes e molto altro ancora, ieri sera ho rivisto

(cliccando sulla locandina parte il trailer)

Rilettura ben fatta del capolavoro shakespeariano, il film consente di navigare sull’onda delle emozioni, riapprezzando la potenza semantica del documento letterario anche in un contesto spaziale decisamente diverso.

Come si ricorderà, gli studiosi di letteratura ritengono che Shakespeare abbia attinto a Matteo Bandello, vescovo cattolico e scrittore italiano del Cinquecento, considerato da alcuni il piú importante novelliere del Rinascimento. In realtà, gli studiosi Carol Gesner e J.J. Munro hanno dimostrato come il motivo sia già presente nella letteratura greca antica, nei Babyloniaka di Giamblico e negli Ephesiaka (Racconti efesini intorno ad Abrácome ed Anzia) di Senofonte Efesio, sebbene il riferimento piú illustre, tuttavia, sia probabilmente alle Metamorfosi del mio amato Ovidio (Piramo e Tisbe). 

Una struttura della trama era sufficientemente delineata nella novella di Mariotto e Ganozza di Masuccio Salernitano, composta nel 1476, ambientata a Siena. In tale novella erano già il matrimonio segreto, il frate colluso, la mischia in cui un cittadino di primo piano viene ucciso, l’esilio di Mariotto, il matrimonio forzato di Ganozza, la pozione ed il messaggio fondamentale che si smarrisce. Luigi da Porto nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa, diede alla storia molto della sua forma moderna, rinominando i giovani Romeus e Giulietta e trasportando l’azione da Siena a Verona. L’Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti fu scritta tra il 1512 e il 1524 e fu stampata anonima, nonché postuma, a Venezia nel 1530 circa e nel 1535. Successivamente fu ristampata, con la revisione linguistica di Pietro Bembo, insieme alle Rime, nel 1539. Nei decenni successivi fu trasposta in diverse versioni (da Matteo Bandello, Gerardo Boldieri e Luigi Groto) e liberamente tradotta (da Pierre Boaistuau, Arthur Brooke e William Painter); fu infine drammatizzata per il teatro da William Shakespeare attorno al 1595 e da Félix Lope de Vega y Carpio attorno al 1610.

I nomi delle due famiglie in lotta, in ogni caso, erano noti già nel Trecento, inserite da Dante nella Divina Commedia:

«Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,

Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:

color già tristi, e questi con sospetti!»

(Dante, Purgatorio, vv. 105 -106 -107)

Solo i Montecchi erano originari di Verona, mentre i Capuleti (che in realtà si chiamavano Cappelletti) provenivano da Cremona, anche se si trovano pure a Verona fino agli anni della permanenza di Dante Alighieri.

A Romeo e Giulietta. nel suo piccolo, s’è ispirato anche il vostro blogger preferito, nel fantasy ma anche altrove

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