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Posts tagged “Michelangelo Antonioni

brevi dai media (57)

  • L’associazione Lumpen, con la collaborazione di Ficarra, Picone, Marco Giusti e Franco Maresco, ha ricordato Franco Franchi a venticinque anni dalla scomparsa, sabato 9 e domenica 10 dicembre, al cinema De Seta, con l’iniziativa ‘Franco Franchi, maschera di Palermo. Nato povero, quarto di tredici figli, Franco Benenato iniziò a lavorare da piccolo, conobbe Salvatore Polara e con lui cominciò a recitare, suonare e cantare per strada; poi conobbe Ciccio Ingrassia e con lui instaurò un sodalizio lunghissimo, foriero di 116 lungometraggi e di una delle esperienze in coppia piú significative nella storia dello spettacolo.
  • Capri, Hollywood – The international Film Fest’, giunto alla ventiduesima edizione, avrà la sua inaugurazione il prossimo 27 dicembre; in tale data Paolo Virzí sarà insignito del ‘Master of Cinematic Art Award’ al termine della proiezione speciale di ‘Ella e John’ con Helen Mirren e Donald Sutherland, mentre Micaela Ramazzotti e Alessandro Borghi riceveranno il Capri Award come “attori italiani dell’anno” per i film ‘Una famiglia’ di Sebastiano Riso e ‘The Place’ di Paolo Genovese.
  • Gli Stati Uniti celebrano anche Michelangelo Antonioni, tuttavia: (more…)

spicchi d’arte tra baffi di storia (14)

  • Dracula torna in televisione, ogni lunedí e mercoledí alle ore 16, a partire dal 9 ottobre, su Rai Scuola (canale 146 DTT). Il personaggio nato dalla creatività di Bram Stoker, che si appoggiò a preesistenti leggende, sviluppato in decine di romanzi, film, spettacoli e cartoni animati, sarà analizzato in sei emozionanti puntate, con il contributo di Fabio Vittorini (docente universitario di Letterature Comparate) ed il supporto di esperti e studiosi, anche attraverso la lettura in lingua originale inglese di alcuni brani e una selezione degli sketch piú originali e divertenti tratti dalle Teche Rai. L’iniziativa, peraltro, ricorre a centovent’anni esatti dalla pubblicazione del primo romanzo ‘Dracula’.
  • Hugh Grant interpreterà nuovamente un personaggio gay. Sarà Jeremy Thorpe, leader politico inglese caduto in rovina per una storia omosessuale antecedente alla depenalizzazione. A trent’anni dal riuscitissimo ‘Maurice’, Hugh Grant torna dunque a vestire i panni di un personaggio omosessuale, in una serie diretta da Stephen Frears, interpretata, oltre che da Grant, anche da Ben Wishaw, realizzata per Netflix.
  • È stato ideato da Paco Lanciano, fisico, docente universitario e collaboratore di Piero Angela, il video (more…)

a volte ritornano (12)

  • ‘Lucifer’, serie televisiva Fox trasposizione dell’omonimo fumetto della Vertigo, è tornata in onda anche in Italia, con la seconda serie. Si può gustare su Mediaset Premium Action (HD e +24), vedere in streaming su Premium Play, sull’app dedicata e su Premium Play on Demand.
  • Secondo molte indiscrezioni e intenzioni per la verità già dichiarate, la televisione italiana potrebbe ospitare nuovamente la ‘Corrida’ di Corrado. Stavolta, però, la condurrebbe Carlo Conti e andrebbe in onda su Rai 1, già dalla prossima primavera. Nel caso, (more…)

cent’anni di michelangelo (antonioni)

Il 29 settembre 1912 nasceva Michelangelo Antonioni; la sua Ferrara celebra il centenario con una targa commemorativa, alcune proiezioni, l’intestazione di una piazza e un evento multimediale,  l’’Antonioni Zoom’

A dicembre avrà luogo un convegno internazionale di studi e la retrospettiva completa dei film e documentari; il 10 marzo 2013 aprirà la grande mostra ‘Antonioni e le arti’, a Palazzo Diamanti.

Laureato in Economia e commercio ma piú uso, evidentemente, all’arte che ai conti, Antonioni frequentò il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e cominciò scrivendo recensioni e lavorando come cineasta con Rossellini, Carnè, Visconti, De Santis.

I suoi primi documentari furono (more…)


the best 50

I saw them, meeting, in August.
846 critics, programmers,
academics, distributors voted and defined the
The Top 50 Greatest Films of All Time.
Si son riuniti, li ho visti, in agosto.
846 tra critici, programmatori,
accademici e distributori
hanno votato e definito l’elenco
dei cinquanta migliori film di tutti i tempi.

 

 

English title

Directoryear

Italian title

votes

1

Vertigo

Alfred Hitchcock, 1958 

La donna che visse due

volte

191

2

Citizen Kane

Orson Welles, 1941 

Quarto potere

157

3

Tokyo Story

Ozu Yasujiro, 1953 

Viaggio a Tokyo

107

4

La Règle du jeu

Jean Renoir, 1939 

La Regola del gioco

100

5

Sunrise: A Song of Two Humans

FW Murnau, 1927

Aurora

93

6

2001: A Space Odyssey

Stanley Kubrick, 1968

2001: Odissea nello spazio

90

7

The Searchers

John Ford, 1956 

Sentieri selvaggi

78

8

Man with a Movie Camera

Dziga Vertov, 1929 

L’uomo con la macchina da presa

68

9

The Passion of Joan of Arc

Carl Dreyer, 1927 

La passione di Giovanna D’Arco

65 

10

 

Federico Fellini, 1963 

 

 64

11

Battleship Potëmkin,

Sergei Eisenstein, 1925 

La corazzata Potëmkin

 63 

12

L’Atalante

Jean Vigo, 1934 

 

 58 

13 

Breathless

Jean-Luc Godard, 1960 

Fino all’ultimo respiro

 57 

14

Apocalypse Now

Francis Ford Coppola, 1979 

 

 53 

15

Late Spring

Ozu Yasujiro, 1949 

Tarda primavera

 50 

16

Au hasard Balthazar,

Robert Bresson, 1966 

 

 49 

17

Seven Samurai

Kurosawa Akira, 1954 

sette samurai

 48 

17

Persona

Ingmar Bergman, 1966 

 

 48 

19

Mirror

Andrei Tarkovsky, 1974

Lo Specchio

47 

19

Singin’ in the Rain

Stanley Donen & Gene Kelly, 1951 

Cantando sotto la pioggia

 46 

21

L’avventura

Michelangelo Antonioni, 1960 

 

 43 

21

Le Mépris

Jean-Luc Godard, 1963 

Il Disprezzo

 43 

21

The Godfather

Francis Ford Coppola, 1972 

Il Padrino

 43 

24

Ordet

Carl Dreyer, 1955 

 

 42 

23

In the Mood for Love

Wong Kar-Wai, 2000 

 

 42 

26

Rashomon,

Kurosawa Akira, 1950 

 

 41 

26

Andrei Rublev

Andrei Tarkovsky, 1966 

 

 41

29

Stalker

Andrei Tarkovsky, 1979 

 

 39 

28                         

Mulholland Drive

David Lynch, 2001 

 

 40 

 

29

Shoah

Claude Lanzmann, 1985 

 

 39 

31

The Godfather Part II

Francis Ford Coppola, 1974 

Il Padrino – parte II

 38 

32

Taxi Driver

Martin Scorsese, 1976

 

 38 

33

Bicycle Thieves

Vittorio De Sica, 1948

Ladri di biciclette

 37

34

The General

Buster Keaton & ClydeBruckman, 1926

Il Generale – come vinsi la guerra

 35 

35

Metropolis

Fritz Lang, 1927

 

34 

35

Psycho

Alfred Hitchcock, 1960 

 

 34 

35

Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce 1080 Bruxelles

Chantal Akerman, 1975 

 

 34 

35

Sátántangó,

Béla Tarr, 1994 

 

 34 

39

The 400 Blows

François Truffaut, 1959 

I 400 colpi

 33 

40

La dolce vita,

Federico Fellini, 1960 

 

 33

41

Journey to Italy

Roberto Rossellini, 1954 

Viaggio in Italia

 32 

42

Pather Panchali

Satyajit Ray, 1955 

Il lamento sul sentiero

 31 

42

Some Like It Hot

Billy Wilder, 1959 

qualcuno piace caldo

 31 

42

Gertrud

Carl Dreyer, 1964 

 

 31 

42

Pierrot le fou

Jean-Luc Godard, 1965 

Il bandito delle 11

 31 

42

Play Time

Jacques Tati, 1967 

 

 31 

42

Close-Up

Abbas Kiarostami, 1990 

 

 31 

48

The Battle of Algiers

Gillo Pontecorvo, 1966 

La battaglia di Algeri

 30 

48

Histoire(s)  du cinéma

Jean-Luc Godard, 1998 

 

 30

50

 City Lights

Charlie Chaplin, 1931 

Luci della città

 29 

50

 Ugetsu monogatari

Mizoguchi Kenji, 1953 

I racconti della luna pallidad’agosto

 29

50

La Jetée

Chris Marker, 1962 

 

 29


Anche libero va bene

Anche libero va bene, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, segna l’esordio alla regia di Kim Rossi Stuart, attore che apprezziamo in modo particolare, per Le chiavi di casa e molto più. Ci sembra esistere in lui quel perfetto connubio tra sensibilità artistica e capacità tecniche che in un attore è di fondamentale importanza.

Abbiamo ricavato da Cinematografo.it le seguenti recensioni:

“Auguriamo a Kim Rossi Stuart di trovarsi un posto nella piccola grande storia delle opere prime perché la sua prima esperienza da regista se lo merita proprio. (…) Con le partecipazioni a ‘Le chiavi di casa’ e ‘Romanzo criminale’ e con questo suo debutto da regista la figura di Kim Rossi Stuart, il cui muoversi controcorrente non cessa di stupire, fa un bel salto in avanti. Tenendo miracolosamente insieme, in equilibrio delicato, un’indole gentile, discreta e taciturna con un fondo – ne sono testimonianza il suo Freddo di ‘Romanzo criminale’ e il suo padre di ‘Anche Libero va bene’ – popolaresco, sanguigno, un po’ minaccioso.” (Paolo D’Agostini, ‘la Repubblica’, 5 maggio 2006)

“A 37 anni, Kim mostra di avere in regola le sue carte professionali. Figlio d’arte, bambino attore in un film di Bolognini, ha fatto in seguito ottime cose sullo schermo (con registi come Antonioni, Benigni, Amelio e Placido) e in tv. Sul palcoscenico si è misurato in un arduo duetto con un gigante della forza di Turi Ferro, poi è stato Amleto e Macbeth. Una carriera in continuo progresso, una maturazione artistica che lo ha portato ad autodirigersi in questo suo primo film. Dove impersona il cameraman Renato, un personaggio ispido e a tratti sgradevole, spesso con le furie nel cuore. Dirigendo se stesso e gli altri, il neoregista ha avuto il coraggio (o vogliamo chiamarla ispirazione?), di dimenticare i trucchi e le astuzie che costituiscono il bagaglio del buon professionista. La decisione vincente, razionale o istintiva, è stata di non fare il cinema, ma di rispecchiare la vita. Perciò i critici unanimi hanno messo in campo il riferimento a Vittorio De Sica, un altro attore passato dietro alla macchina per vocazione alla verità. Ma più di ‘Ladri di biciclette’ bisognava ricordare ‘I bambini ci guardano’, titolo che non stonerebbe su ‘Anche libero va bene’. (…) Accompagnando il protagonista senza mai abbandonarlo, l’autore imbastisce le sequenze più intense quando sottolinea la solitudine di Tommi, il suo doloroso risentimento tra il non comprendere e il non venire compreso, la difficoltà di legare con i compagni, le delusioni di un primo amoretto e la vertigine di un’esistenza a rischio ben raffigurata nelle ripetute fughe sul tetto di casa. Qui il ragazzino Alessandro Morace, scoperto in una scuola della periferia romana, si inserisce con sorprendente semplicità in una tradizione tutta italiana di piccoli protagonisti presi dalla vita; e si sarebbe tentati di presagirgli un futuro simile a quello di Franco Interlenghi, che partito in calzoni corti da ‘Sciuscià’ (1946) è ancora sulla breccia. Rossi Stuart e gli sceneggiatori che hanno collaborato con lui hanno avuto cura di rispettare le ragioni dei singoli personaggi anche quando appaiono aberranti, vedi il caso della madre sciagurata, e a non lasciarsi travolgere da parzialità o tentazioni di facili giudizi morali. Nel felice esito complessivo del film assume un accattivante rilievo la cornice romana tratteggiata dalla bella fotografia di Stefano Falivene.” (Tullio Kezich, ‘Corriere della Sera’, 12 maggio 2006)


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