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Posts tagged “visionari

visionari prestati all’agricoltura

I progettisti della Forward Thinking Architecture di Barcellona hanno concepito una sorta di “fattoria galleggiante” che, muovendosi sul mare e usando l’energia del sole, consentirebbe la coltivazione di otto mila tonnellate di verdura all’anno; il concetto di base è quello del “vertical farming”, “un metodo di nuova generazione per l’agricoltura all’interno di serre senza terra, impilate l’una sull’altra con letti di coltura alimentati da acqua arricchita di nutrienti” (Huffington Post).
Anche zio Paperone, nel suo piccolo, ha avuto analoga intuizione, una volta. (more…)


il neorealismo a torino, la visione in calabria

Roma città aperta’, di Roberto Rossellini inaugura oggi a TorinoLo splendore del vero nell’Italia del Dopoguerra’, manifestazione multidisciplinare che si articolerà in sette mesi di eventi, mostre fotografiche, letture, spettacoli teatrali, concerti e incontri dedicati al Neorealismo.

In quel di Cosenza, nella sala del Supercinema Modernissimo, sarà invece proiettato il docufilm ‘Antonio Tenuta- I sogni cominciano con un’elica’, del regista calabrese Massimo Scaglione. La pellicola è dedicata a un imprenditore che meriterebbe di essere meglio conosciuto, quell’Antonio Tenuta, già bancario e professore, che fondò in Calabria, negli anni Settanta, la GIAS S.p.A, azienda operante nella surgelazione dei prodotti ortofrutticoli.

La proiezione, prevista per le ore 18.30, sarà preceduta dal workshopSull’industria del cinema a SUD’, alla quale parteciperanno il regista Scaglione, l’imprenditrice Gloria Tenuta, il presidente Anec Giuseppe Citrigno,  il già Amministratore Delegato di Cinecittà e Direttore Artistico del Festival del Cinema di San Paolo del Brasile Alessandro Battisti, l’avvocato Fabrizio Marte del Fondo Cinema BNL, vari ed eventuali. (more…)


chi vuol esser visionario?

visionario: (…) (significato 4) (fig.) chi (o che) dimostra grande fantasia e creatività: un regista, uno scrittore visionario | (fig.) chi (o che) si rivela lungimirante e quasi profetico (calco sull’ingl. visionary)

vocabolario Zingarelli della lingua italiana, edizione 2014

L’accezione di visionario sopra riportata, la quarta prevista da Zanichelli, è quella che piú mi accende ed è l’unica usata in questo blog.

È un concetto presente piú alla mentalità anglosassone che a quella italiana ma cavalca una tendenza che esiste da anni e che non reca alcun danno, a mio avviso, alla storia e alla dignità del termine.

È scomodata, bisogna ammettere, a ogni morte di Jobs o tutte le volte che si devono riconoscere i meriti di chi ha saputo andare oltre l’ovvio, prevedere il futuro e progettare scenari originali ma fattibili e forieri di miglioramento.


Paschalis e i misteri del video

sulle note di Papyrus e i misteri del Nilo (Alessandra Valeri Manera – Franco  Fasano)

La la la la la la lai Paschalis

La la la la la la la…

La la la la la la lai Paschalis

La la la la la la la… (more…)


Birdman

“E vola sulle accuse della gente / a tutti i suoi retaggi indifferente…”*

an Italian song

Birdman, in my humble opinion, deserves two Oscars at least, for the Best Cinematography and Original Screenplay. Cinematographer Emmanuel Lubezki is said he has been called by the director Iñárritu while he was finishing ‘Gravity’, with the specific request for an entire movie could appear as a continuous shot (⇐Reuters).
He did it. Visionary and original, ‘Birdman shows such an intelligent use of the sequence shot that it is possible to wonder what reason for other filmmakers do not do the same. And please note it is not here to debate about other sequence shots throughout the history of cinema.
Birdman, denasatus, laughs. And flies…

‘Birdman’, a mio modesto avviso, merita almeno due Oscar, per la Miglior Fotografia e Sceneggiatura originale. Si dice che il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki sia stato chiamato dal regista Iñárritu mentre stava finendo ‘Gravity’, con la precisa richiesta di un intero film che sembrasse un’unica ripresa (⇐Reuters).
C’è riuscito. Visionario e originale, ‘Birdman’ rivela un uso cosí intelligente del piano sequenza che è possibile chiedersi per quale motivo altri registi non facciano lo stesso. Né è questa la sede per discutere sugli altri piano-sequenza nella storia del cinema.

Birdman, denasatus, ride. E vola…

*Translation:”he flies over people’s accusations/ indifferent to any preconception” (tbh “retaggio” rather means ‘inheritance’)


che mondo sarebbe senza ferr(er)o?

Michele Ferrero, responsabile dello slancio e del successo internazionale dell’azienda fondata dal padre, ha deciso di lasciarci; non prima, però, d’aver testimoniato, per una vita intera, i valori del lavoro, dell’innovazione, dell’internazionalizzazione, della responsabilità sociale.

Proprio in questi giorni è stata lanciata la corporate tv del gruppo Ferrero: nasce “per diffondere la cultura aziendale, le strategie, i risultati conseguiti e le iniziative dedicate ai collaboratori” ed è auspicata come “strumento efficace e dinamico per mantenere aggiornato il personale su tutte le attività svolte e programmate dall’azienda”; la “progettazione del concept, dell’architettura logica della piattaforma e dell’interface design” è stata curata da Industree Communication Hub che, in collaborazione con la funzione HR e Comunicazione Interna della Ferrero, si occupa anche del palinsesto e dei contenuti (rassegna stampa, notizie Ansa, video, meteo, approfondimenti…).

Per la par condicio tra aziende dolciarie, mi corre inoltre il gradito obbligo di ricordare un’iniziativa della Perugina, azienda che, pur controllata dall’elvetica Nestlè, è sicuramente motivo d’orgoglio del made in Italy alimentare nel mondo.

(more…)


i giardini pensili di Milano (2)

“Il Bosco Verticale” è un complesso di due grattacieli di 80 e 112 metri (rispettivamente 19 e 27 piani), che vanta l’importante valore aggiunto di ospitare ottocento alberi. Sí, ottocento magnifici alberi, tra i tre e i nove metri d’altezza, si spera sempreverdi per regalare ossigeno anche d’inverno. Anche ammesso che non siano magnifici, sono sempre alberi.

Il complesso, che insiste nel quartiere Porta Nuova di Milano, ha vinto ieri l’International Highrise Award 2014; il progettista Stefano Boeri ha commentato:

‘Il premio rappresenta un riconoscimento all’innovazione nell’ambito dell’architettura. Il Bosco Verticale è una nuova idea di grattacielo in cui alberi e umani convivono’ (ANSA)

La necessità di aumentare il numero di alberi e piante a Milano e in tutte le città italiane è una questione della massima importanza, nei confronti della quale, in passato, mi è anche capitato d’esprimermi.

Aggiornamento novembre 2015: il Bosco Verticale si è aggiudicato anche il premio come Migliore Architettura del mondo 2015 assegnato dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat e promosso dall’Illinois Institute of Technology di Chicago, battendo concorrenti come il One World Trade Center di New York.

Rileggi I giardini pensili di Milano

e, giusto per la completezza, I giardini pensili di Chicago


Cinecittà e l’innovazione sociale

14 e 15 novembre 2014, Cinecittà, via Tuscolana 1055, Roma: si gira ‘Social Innovation Around – Idee alla luce del sole’, summit ma anche meeting ma anche kermesse, un po’ convention, magari non leopolda, dell’innovazione sociale.

Aziende, istituzioni, enti internazionali, centri di ricerca, start up, studiosi, appassionati e visionari () saranno tutti insieme a confrontarsi sugli scenari dell’innovazione e del futuro, in un’ottica positiva di sviluppo, crescita, lavoro, welfare.

Organizzato da Sis (Social Innovation Society), patrocinato della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Roma Capitale, dall’Anci, da Roma Provincia Creativa, in partenariato con Angeli Press, Assoimprese, Confassociazioni e Stati Generali dellʼinnovazione, l’evento prevede la presentazione di cinquanta best practices , modelli innovativi e originali di fare impresa e migliorare la società, attraverso il management, la creazione d’impresa, la gestione dei nuovi bandi Europa 2020, il dialogo tra gli attori di un sistema, la formazione e l’addestramento professionale.

L’orizzonte che si vuol tracciare è quello del dialogo Società – Economia; cultura d’impresa, con parole chiave importanti come economia collaborativa, crowdfunding, social sharing, evoluzione del linguaggio artistico, crowdsourcing.

Saranno premiati tre Progetti e tre Idee (su centocinquanta pervenuti) sulla cultura come strumento di evoluzione sociale, nell’ambito del fare impresa, nella valorizzazione del territorio e del linguaggio artistico.

In piú, la stesura di una vera e propria Carta Internazionale dei Diritti Digitali, che sarà presentata alla presenza dell’UNESCO sotto l’egida di Icann, l’organizzazione che si occupa delle tematiche attinenti alla sicurezza e alla stabilità di Internet. 

Ecco il testo della Carta: (more…)


Sasso, Carta, Forbici

Sasso, carta, forbici era un intrattenimento alquanto diffuso una volta tra i bambini ed è in auge ancora oggi, anche nella variante rete, sasso, forbici. Merita la massima considerazione ed è bello che Garret O’Neal, Gang Maria Yi e Bryan Locantore siano riusciti addirittura a ricavarne un film, pure bello.

Basandosi su un meccanismo di gioco che non è certo il caso di ricordare (il sasso batte le forbici, le forbici tagliano la carta, la carta avvolge il sasso, tutti e tre simboleggiati dalla posizione delle dita delle mani), i tre citati si sono incontrati al Ringling College of Art and Design e hanno realizzato il video ‘Broken, Rock, Paper, Scissors‘, dove le tre posizioni diventano personaggi veri e propri, per un prodotto che, chissà, potrebbe divenire il pilot di piú ambiziosi sviluppi. Capita spesso, d’altra parte, che le idee di maggior successo nascano dalla semplicità…

< - linkiesta.it


La vida es sueño. Pero…

I sogni sono importantissimi

ed è giusto combattere duramente

per farli avverare.

Ogni tanto, però,

vanno anche aggiornati.

Dreams are very important 

and it is right to fight hard

to make them come true. 

Sometimes, however,

they are to be updated.


il (possibile) ritorno del Rischiatutto

Il Rischiatutto potrebbe tornare in onda, per la conduzione di Fabio Fazio, Carlo Conti o Pippo Baudo. È quanto alcuni, tra cui il sottoscritto, sperano di poter visionariamente ipotizzare dalle dichiarazioni rilasciate dal primogenito del grande presentatore, Nicolò Bongiorno, nell’ambito della presentazione del libro ‘Tutta colpa di Mike‘, di E. Conti:

Era il format preferito di mio padre, ci sono artisti e produttori che vorrebbero tanto provare a rifarlo. Finché non succede sono soltanto voci, ma è il programma piú interessante da rivedere in tempi prossimi; magari a settembre in occasione del quinquennio dalla morte di Mike, sarebbe perfetto.”

Le ipotesi sulla conduzione sono nate grazie a un sí che Bongiorno junior si è lasciato scappare quando un collaboratore della fondazione Mike ha citato i presentatori sopra riportati, tutti e tre papabili per via della particolare amicizia, della stima professionale o della leale concorrenza. Sarebbe davvero bello se ciò accadesse, perché ‘il Rischiatutto‘ aveva una formula inossidabile, che funzionerebbe anche nell’era di internet (funzionò nella versione di ‘Telemike’ e stava per essere riproposto come ‘RiSKYtutto‘ dalla tv satellitare).

Il video integrale era su Repubblica.it, poi ripreso dalla blogosfera.


Sanremo of the future, #ilpiúgrandeSanremodopoPippoBaudo

In queste ore di drammatica concitazione il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, insieme allo staff dirigenziale di viale Mazzini, è alle prese con una decisione tra le piú delicate, foriera d’inimmaginabili ripercussioni:

chi condurrà Sanremo 2015?

Il dirigente si è già espresso all’indomani dell’ultima edizione affermando che Fazio potrebbe condurre anche l’anno prossimo, che Bonolis è legato a Mediaset e che, in ogni caso, Fiorello surclasserebbe tutti. L’artista siciliano, nato a Catania il 16 maggio 1960, ha dichiarato che vuole ritirarsi dalle scene al compimento dei sessant’anni e, contestualmente, di non essere punto interessato alla conduzione del festival:

“a maggio compio 54 anni, perché devo passare cinque giorni d’inferno?”

Troppe le pressioni, se perfino Fazio se n’è stancato, troppo facile centrare il bersaglio se, come lo stesso Fazio ha proposto, a condurre fossero entrambi i Fiorello Bros., Rosario & Beppe.

(more…)


Planes: what about?

Planes is a pleasant film, without any doubt. One has said it is a spin off, entirely taken by Cars and just moved into the sky and the world of planes rather than auto routes. It is not true: a spin off actually is when the characters (not the protagonists) already were in the previous film and the second one continues in telling their stories.

Planes can seem a sort of reboot, perhaps, cause he actualises the same story of Cars and Turbo and, I admit, moves it in the real story of an agricultural plane born to do something different from what he seemed destined for.

Dusty Crophopper, the star of this film, of course a visionary, is nice and generous; he manages to do his work and to help friends in difficulties, such as the English one that runs the risk to precipitate or the Mexican named “El Chupacabra”  having a 5 evidently put on its rudder (or vertical stabilizer?) that has some pr oblem with love.

Hmm … cars, snails, airplanes … what will be the next level?Wink

planes


una modesta proposta (2)

Sulle note di 'Italia amore mio' (E. Filiberto di Savoia, Ghinazzi, Canonici)
(F. Fazio) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro, 
nell'eleganza e nello stile, coniugati con impegno puro.
Ritengo giuste le ambizioni di un cuore che non si arrende, 
e temo le affermazioni di chi ha studiato poco o niente. 
(P. Curatola) Io credo nella mia cultura, nella mia preparazione, 
per questo non ho paura di esprimere la mia opinione. 
Io sento battere piú forte il cuore di un visionario, 
che oggi sai, afferra un sogno, da sempre nel suo bel diario.
(tenore) Se il Pasquy adesso è qui , è dono del buon Dio e di Fazio, amico mio!
No, io non mi stancherò, di dire Pasquy mio, sei dono del buon Dio! 
(P. Curatola ) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia, 
chiudevo gli occhi e progettavo d'affermarmi senza ipocrisia. 
(F. Fazio) Non volevano farti affermare, anche sapendoti intelligente, 
e questo t'ha fatto soffrire, lo puoi dire chiaramente. 
(tenore) Se il Pasquy adesso è qui, lo dobbiamo al buon Dio e a Fazio, amico mio!
No, io non mi stancherò, di dire Pasquy mio, tu grande idea di Dio! 
(F. Fazio) Io credo meriti rispetto l'onestà di un ideale, 
che un sogno chiuso in un cassetto adesso possa decollare!
(P. Curatola in vece del tenore) Sí, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio!

Olivetti, il mercato e la visione

La poesia, intesa anche come capacità di vedere il mondo al di là delle piccolezze e delle contingenze, non è una colpa. La capacità visionaria nemmeno. In virtú del genio tradizionalmente insito nel DNA degli italiani, è piú che plausibile, peraltro, che il personal computer sia nato da un’italica idea, cosí come è successo per la pizza, il bel canto, il telefono, la radio ed il Pasquale Curatola’s Blog.

Pare, infatti, sia stata l’azienda eporediese Olivetti, per iniziativa dell’ingegner Pier Giorgio Perotto, a partorire la “Programma 101”, macchina che, per prima, consentiva di inserire dati e ricevere elaborazioni senza essere piú ingombrante e costosa di uno strumento da scrivania. La Olivetti la presentò alla fiera di New York del 1965, riscuotendo grandissimi consensi e meritando titoli che la definivano “il primo computer da scrivania del mondo”; l’azienda di Ivrea divenne dunque la prima produttrice europea di macchine per ufficio, la prima al mondo per macchine da calcolo.

La divisione elettronica dell’Olivetti venne ceduta alla General Electrics nel 1996, con una scelta condivisa dai piú e dai piú giustificata con le difficoltà sempre maggiori nella ricerca.

L’azienda negli anni Sessanta era guidata da quell’Adriano Olivetti che è tornato sul piccolo schermo ieri e lunedí, grazie all’interpretazione di Luca Zingaretti, a prosieguo della tradizione biografica tipica della fiction di Rai 1 e a doveroso omaggio a un visionario decisamente in gamba (i meriti manageriali sono evidenti né erano di minor pregio quelli spirituali e umani di un idealista, filantropo e teorizzatore d’idee politiche innovative).

La miniserie, interpretata anche, tra gli altri, da Francesco Pannofino (Dalmasso, della concorrente Itala), Stefania Rocca e Francesca Cavallin, prodotta dalla Casanova di Luca Barbareschi e diretta da quel Michele Soavi che può vantare, accanto ai meriti artistici, d’essere nipote di Adriano Olivetti, ha fatto segnare ascolti decorosissimi, nell’ordine di 6.117.000 telespettatori nella prima puntata (22.92% di share) e 6.345.000 (24.67%) nella seconda.

Unica nota di tristezza, la salute di Luca Barbareschi; il produttore ha dichiarato di non avere alcunché d’incurabile ma di doversi comunque curare, cancellando al contempo gli impegni teatrali con lo Stabile di Genova (in programma c’era ‘Il discorso del re’) e limitandosi, il prossimo 4 novembre, alla presentazione del film ‘Something Good’, sua piú recente produzione. 

Marcello Dudovich, Olivetti, 1921

Marcello Dudovich, Olivetti, 1921
(grazie a Pittori italiani dell’Ottocento)


i viaggi di Jules in una serie

È andata in onda questa mattina in prima TV su Rai 2 la puntata d’esordio della serie ‘Le straordinarie avventure di Jules Verne’ (pare possa accedere anche in futuro, il sabato e la domenica alle otto in punto). 

Serie tra le piú interessanti, realizzata e prodotta da Rai Fiction, Musicartoon e Lux Vide, racconta le gesta che il visionario scrittore Jules Verne, padre di racconti quali ‘Il giro del mondo in ottanta giorni’, ‘Dalla Terra alla Luna’ o ‘Viaggio al centro della Terra’ avrebbe potuto vivere da giovane, andando in giro per il mondo a cercare tesori e scoprire segreti.

A fianco del genio ancora alle prime armi, la bella Amelie, l’amico Artemius e gli animali che nei cartoni animati giocano spesso un importante ruolo nell’agganciare l’attenzione dei piccoli telespettatori.


Turbo: va sano e va lontano!

Chi va piano va sano e va lontano. In piú, può sempre mettere il… Turbo!

Già, perché Turbo è il nome di una simpatica lumaca (o chiocciola?) con una passione che, per un mollusco gasteropode, è affatto originale: le corse di automobilismo! Sogna, il visionario, di partecipare alla mitica ‘Indy 500’, gara che si svolge negli Stati Uniti per il Memorial Day!

Può sembrare il classico sogno impossibile ma, come spesso avviene nei film della DreamWorks, anche il sogno piú ambizioso può diventare realtà, se perseguito con nobile cuore e purezza d’intenti.

Turbo, il film che racconta le gesta di questa simpatica lumachina, uscirà in 3D nelle sale americane il 19 luglio, in quelle italiane il 21 agosto.

Netflix, un portale che all’estero ha un ruolo di primo piano nello streaming, ha inoltre concluso un accordo con la DreamWorks per la realizzazione di un’intera serie tv su questo gasteropode insolitamente veloce; s’intitolerà ‘Turbo: F.A.S.T. (Fast Action Stunt Team)’ e uscirà il prossimo dicembre. I film d’animazione della DreamWorks, peraltro, passeranno in toto a Netflix e non saranno piú trasmessi dalla HBO.

Turbo Dreamworks

Turbo, gasteropode tra i piú visionari, con alcuni Turbo friends


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