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l’ignoranza dello zio Sam

Si racconta che negli anni ’60 negli USA andò in onda la pubblicità di uno spettacolo di Orson Welles. Il testo dell’annuncio, dovendo parlare di un programma basato sugli UFO, affermava scherzosamente che gli alieni stessero già invadendo il nostro pianeta. Frotte di americani WASP, creduloni e senza il minimo strumento critico, si precipitarono nelle strade gridando per la paura. Se dovessimo elencare tutti i momenti della storia in cui il popolo stelle e strisce ha manifestato la sua ignoranza non finiremmo più, anche con rilievi molto attuali. Ricordo che all’università un professore di sociologia dedicò un intero modulo (quasi) al confronto tra il modello intellettuale europeo, basato su una consolidata tradizione filosofica e critica, e quello americano, basato su un più ingenuo pragmatismo. Il di lui figlio, negli States per un anno di scuola, si era visto costretto a ristudiare cose già fatte in Italia. L’approccio empirico – prammatico è forse preferibile in alcune aree, schiettamente scientifiche o economiche.

Vogliate adesso gradire un aneddoto personale. Un professore d’inglese proveniente dalla California, che aveva mietuto ben tre delle loro lauree in giro per il mondo, era convinto che la parola inglese NEWS fosse un acronimo dei punti cardinali (North, East, West and South). Gli argomentai che, così come in inglese si dice news, così in italiano colto si può dire “ho ricevuto buone nuove“, in francese “nouvelles“, in spagnolo “nuevas” e che, pertanto, la parola news potesse essere, più banalmente, un plurale cristallizato dell’aggettivo new. D’altra parte nella loro sociologia dei media si afferma, con felice gioco di parole, “news are old“.

Mi guardò con stupore, pallido in viso e con aria smarrita.

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