Get a site

vicende biografiche

the birthday torches

12 fires Saint Seiya
12 fires of the Sanctuary (Saint Seiya)

39…

Someone believes that life begins at forty.

Waiting for verifying for himself,

hopes, the undersigned,

that the twelve torches turning on today,

to switch off in twelve months,

contextually to the important target,

burn as slow as possible.

He was assured the transition from 30 to 40 changes many things…

Qualcuno ritiene che la vita cominci a quarant’anni.

In attesa di verificarlo di persona, auspica, il sottoscritto,

che le dodici fiaccole che si accendono oggi e si spegneranno tra dodici mesi,

contestualmente all’importante traguardo,

ardano con la maggiore lentezza possibile…

Gli è stato assicurato che il passaggio dai trenta ai quaranta cambia molte cose…


Natale in casa Curatola

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio (Child going to arrive)

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio : Child arrived and Magi to His presence

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio : Child arrived and Magi to His presence

© Pasquale Curatola, of course 

PS: Please note that, by posting a Catholic symbol, we do not want to offend any other religion.


Leo, wozz’up?

Dear Leonardo,

on November 11th we will celebrate your 40th birthday and I will be glad to drink a toast in your honor.

A bit of shadow, unfortunately,came through our relationship last summer, and I’m a bit sad about it: (more…)


Italy, Switzerland, Germany

September, before leaving, gave me a little journey in Switzerland and Germany, as a present. Here some pics (30% of the total):

Berlin Station Bear (DE)

Berlin Station Bear (DE)

Magdeburg Gates / Magdeburg Tore (DE)

Magdeburg Gates / Magdeburg Tore (DE)

Berlin Dom (DE)

Berlin Dom (DE)

Berlin Dom 2

Berlin Dom 2 (DE)

Hannover (DE)

Hannover (DE)

Lago Maggiore (IT -CH)

Lago Maggiore (IT -CH)

German Parliament Bundestag

German Parliament Bundestag (DE)

Lago Maggiore 2 (IT -CH)

Lago Maggiore 2 (IT -CH)

Lago Maggiore 3 (IT -CH)

Lago Maggiore 3 (IT – CH)

Thun / Thunersee

Thun/Thunersee (CH)

 


Sanremo of the future, #ilpiúgrandeSanremodopoPippoBaudo

In queste ore di drammatica concitazione il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, insieme allo staff dirigenziale di viale Mazzini, è alle prese con una decisione tra le piú delicate, foriera d’inimmaginabili ripercussioni:

chi condurrà Sanremo 2015?

Il dirigente si è già espresso all’indomani dell’ultima edizione affermando che Fazio potrebbe condurre anche l’anno prossimo, che Bonolis è legato a Mediaset e che, in ogni caso, Fiorello surclasserebbe tutti. L’artista siciliano, nato a Catania il 16 maggio 1960, ha dichiarato che vuole ritirarsi dalle scene al compimento dei sessant’anni e, contestualmente, di non essere punto interessato alla conduzione del festival:

“a maggio compio 54 anni, perché devo passare cinque giorni d’inferno?”

Troppe le pressioni, se perfino Fazio se n’è stancato, troppo facile centrare il bersaglio se, come lo stesso Fazio ha proposto, a condurre fossero entrambi i Fiorello Bros., Rosario & Beppe.

(more…)


manca solo che la fanno papa

Stefania Giannini è veramente una forza della natura.

Chi scrive ha studiato a Perugia negli anni in cui l’auricrinita neoresponsabile del dicastero di viale Trastevere era presidente di corso di Tecnica pubblicitaria prima, di Comunicazione internazionale poi. Sarebbe successivamente diventata rettore, con una carriera fulminante, avendo conseguito il titolo di professore associato tredici anni prima. Vanta molte pubblicazioni e un’ottima attività di ricerca. È stata insignita d’incarichi presso la Commissione Europea, il Ministero degli Affari Esteri, il CRUI, il Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia. È presidente della Società Italiana di Glottologia.

Entrata in politica nel 2013, è stata eletta senatore nelle file di Scelta civica ed è subentrata a Mario Monti lo scorso autunno.

Donna dal carattere forte e dalla dialettica quasi curatoliana, era solita a lezione sciogliere i capelli e parlare di universali linguistici e grammatica generativa con le bionde chiome che fluttuavano flessuose e sembravano echeggiare il petrarchesco sonetto “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”.

Se un ragazzo non frequentante le chiedeva delle precisazioni su argomenti alquanto specifici, ella era in grado di rispondergli in modo particolarmente mirato grazie ad alcuni studi di sociolinguistica seguiti personalmente negli Stati Uniti.

Se una ragazza discuteva una tesi sui sistemi di comunicazione nelle metropolitane, al termine della discussione lei la congedava dicendole: “Signorina, adesso come torna a casa, in metropolitana?”.

Quanto alla carica di ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il suo nome circolava da tempo come quello piú probabile.


il grill(in)o che ride

A poco a poco i banchi della Camera si riempirono. I lord cominciarono ad arrivare. L’ordine del giorno recava il disegno di legge che aumentava di centomila sterline l’appannaggio di George de Danemark, duca di Cumberland, consorte della regina. (…) un brusio in un’aula parlamentare non impedisce alla seduta di procedere, come la polvere su una truppa non ne impedisce la marcia. (…) Gwynplaine si alzò (…): -Silenzio, pari d’Inghilterra! (…) non vedete che vi trovate in una bilancia e che su un piatto sta la vostra potenza e sull’altro la vostra responsabilità? Dio vi giudica. Oh, non ridete. Meditate, piuttosto. L’oscillazione della bilancia divina è il tremore della coscienza. Voi non siete cattivi. Siete uomini come tutti gli altri: né peggiori né migliori.”

V. Hugo, L’Homme qui rit

A me fa ridere chi pensa di capire qualcosa della politica in base a quello che alcuni mezzi di comunicazione lasciano affiorare. Le Istituzioni sono contenitori che acquisiscono significato direttamente proporzionale a chi va ad operarvi e solo vivendo al loro interno si possono capire alcuni meccanismi che altrimenti sfuggirebbero. Nessun operatore dei media, d’altra parte, danneggia se stesso o i propri interessi e può capitare che alcuni casi subiscano processi d’elefantiasi e mettano in secondo piani aspetti ben più interessanti.

La settimana appena trascorsa, simpaticamente legata al compleanno, mi ha consentito di respirare l’aria della Camera, del Senato, degli annessi e dei connessi (oltre al dibattito delle camere, infatti, è da ricordare il lavoro delle commissioni e tutto un pullulare di riunioni, studi, ricerche che sfugge alla gran parte dei media).

Molte emozioni; molte sorprese; qualche delusione, come il verificare che alcuni leggono il giornale mentre il parlamentare fa il suo intervento o formula la sua proposta.

Molta gente gradevole e alacre, molta serenità nei corridoi, molto ardore nell’emiciclo.

A mensa, veniva spontaneo chiedersi in che misura chi serve il Paese sia consapevole di star mangiando con i soldi degli italiani, cosí come ci si può interrogare sulle diarie, sui privilegi, sulle immunità cui solo alcuni hanno saputo rinunciare…


i sessanta di mamma Rai

3 gennaio 1954: nasceva la Rai, Radio televisione italiana;

3 gennaio 19**: nasceva zia Cecilia.

Si tratta, evidentemente di una di quelle coincidenze rilevanti che non di rado hanno costellato il mio destino, come il fatto di essere nato il 3 di febbraio, come Carosello, nel 1976, anno della sentenza della Cassazione che consentí l’emittenza privata locale, di avere vissuto esperienze professionali particolarmente importanti nel 1999 e nel 2009, gli anni in cui Corrado e Mike Bongiorno hanno deciso di lasciarci.

Coincidenze a parte, bisogna davvero fare gli auguri alla nostra televisione che, in sessant’anni, ci ha regalato un’offerta e una varietà tra le migliori del pianeta (‘che tutto il mondo c’invidia‘, direbbe Mike).

Storici, massmediologi e tuttologi si sono spesi e si spendono, in queste ore, a tessere gli elogi e a raccontare questa bella avventura; si ricorda, in particolare quel 3 gennaio ’54, appunto, in cui l’annunciatrice Furia Colombo annunciava la nascita della televisione, con l’inaugurazione dei trasmettitori di Roma e Torino e degli studi di Milano (la città diventata capitale della comunicazione a livello europeo).

Si ricorda anche come la televisione abbia unificato la penisola, che l’unità d’Italia non l’ha fatta (soltanto) Garibaldi ma (anche) Mike Bongiorno coi suoi telequiz, dando a tutto il Paese una lingua unica in sostituzione delle varie parlate locali, stili di vita nazionali non limitati a una singola regione.

Rai‘ significava Radio Audizioni Italiane, sigla che aveva sostituito EIAR che, a sua volta, aveva sostituito URI (realtà esclusivamente radiofoniche); il 10 aprile 1954 assunse la denominazione di Radiotelevisione italiana ma la sigla rimase Rai mentre, caso strano, RTI sarebbe poi stato l’acronimo della realtà concorrente, Reti Televisive Italiane, quindi Mediaset.

All’epoca della sua nascita, la Rai raggiungeva appena metà degli italiani, ne avrebbe illuminati il 97% solo nel 1961; il canone costava 12.500 lire ma quello che era un vero lusso era il televisore, status symbol dell’epoca (modestamente mi raccontano che la gente veniva a casa di mio nonno per guardare la televisione).

Le rivoluzioni successive sarebbero poi state l’arrivo del colore nel ’77, la tv commerciale nazionale nel ’79 (quando è nato mio fratello), la proliferazione delle emittenti, la convergenza digitale e il dialogo col web.

Ops… mi sovviene che alla Rai la concessione sarà confermata nel 2016, quando il sottoscritto compie quarant’anni esatti…


when I am dead, my dearest…

Il 30 di dicembre si può ben affermare che l’anno volge al termine, che sta per morire per dare vita a un altro.

La vita e la morte s’intrecciano in modo indissolubile, come il ciclo delle stagioni raccontato nel mito di Persefone ed è facile capire che la vita abbia dovuto inventare la morte proprio per salvaguardare se stessa.

Se non ci fosse la morte, come farebbe un numero sempre maggiore di esseri viventi a condividere le stesse risorse?

Che senso avrebbe, inoltre, vivere senza limiti, senza dover rendere conto a Qualcuno del proprio operato e senza lasciare spazio ad altri?

Venendo all’attualità recente, sempre con riguardo alla morte degli esseri umani, ha fatto notizia un padre che, avendo perso il figlio ventenne in un incidente, ha fatto ricavare un diamante dalle sue ceneri, grazie ad un procedimento messo a punto da un’azienda svizzera specializzata che riproduce il meccanismo naturale in base al quale i diamanti si formano partendo dal carbonio.

Si è trattato di un’iniziativa che ha consentito ai cari di avere il proprio affetto sempre con sé nel modo forse piú suggestivo.

Mi è sovvenuto d’aver promesso, in altra sede, una codifica del mio rituale funebre ed è forse giunto il momento di dare qualche, pur minima, indicazione, parlando però seriamente.

Essendo donatore d’organi, la speranza è che il cuore, i polmoni, il fegato, i reni e quanto utilizzabile vadano a chi ha bisogno.

Con i tessuti non utilizzabili, chi mi sopravviverà, se lo riterrà opportuno, potrà anche far realizzare un diamante.

A patto, però, che venga venduto all’asta ed il ricavato dato in beneficenza.

In conclusione, un ricordo delle personalità che ci hanno lasciato nel 2013:

 STEFANO BORGONOVO

TONINO ACCOLLA 

ENZO CALIFANO

HUGO CHAVEZ

TOM CLANCY

PUCCIO CORONA

ROBERTO CIOTTI

DON GALLO

GIULIANO GEMMA

GENERALE GIAP

MARGHERITA HACK

ENZO JANNACCI

DORIS LESSING

LITTLE TONY

CARLO LIZZANI

LOU REED

LUCIANO LUTRING

NELSON MANDELA

MARIANGELA MELATO 

PIETRO MENNEA

GIULIO ANDREOTTI

OTTAVIO MISSONI

PETER O’TOOLE

UMBERTO PANINI 

FRANCA RAME

DORIANO ROMBONI

MARGARET THATCHER

LOU SCHEIMER


Paris & Milan (per Natale/ à Noël/ for Christmas…)

Paris

Created with Nokia Smart CamCreated with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

 

 

 

 

 

 

Milan

Created with Nokia Smart CamCreated with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

Created with Nokia Smart Cam

two characters for Expo 2015

 

Created with Nokia Smart Cam

 

 

 

 

 

 

 

 


una modesta proposta (2)

Sulle note di 'Italia amore mio' (E. Filiberto di Savoia, Ghinazzi, Canonici)
(F. Fazio) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro, 
nell'eleganza e nello stile, coniugati con impegno puro.
Ritengo giuste le ambizioni di un cuore che non si arrende, 
e temo le affermazioni di chi ha studiato poco o niente. 
(P. Curatola) Io credo nella mia cultura, nella mia preparazione, 
per questo non ho paura di esprimere la mia opinione. 
Io sento battere piú forte il cuore di un visionario, 
che oggi sai, afferra un sogno, da sempre nel suo bel diario.
(tenore) Se il Pasquy adesso è qui , è dono del buon Dio e di Fazio, amico mio!
No, io non mi stancherò, di dire Pasquy mio, sei dono del buon Dio! 
(P. Curatola ) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia, 
chiudevo gli occhi e progettavo d'affermarmi senza ipocrisia. 
(F. Fazio) Non volevano farti affermare, anche sapendoti intelligente, 
e questo t'ha fatto soffrire, lo puoi dire chiaramente. 
(tenore) Se il Pasquy adesso è qui, lo dobbiamo al buon Dio e a Fazio, amico mio!
No, io non mi stancherò, di dire Pasquy mio, tu grande idea di Dio! 
(F. Fazio) Io credo meriti rispetto l'onestà di un ideale, 
che un sogno chiuso in un cassetto adesso possa decollare!
(P. Curatola in vece del tenore) Sí, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio!

a (pier)silvia

(Pier)Silvia, rimembri ancor

quel tempo della tua vita mortale

quando in ver splendea,

nei pensieri tuoi, profondi e riflessivi,

la cura mia, il salutar

che caramente offrivi?

Speravan le mie

speranze, ed il know how,

al tuo perpetuo vezzo,

allor che, all’opre aziendal fuggendo

indicavi, assai contenta

quell’aureo avvenir che prospettavi.

Era il momento odoroso: e tu solevi

cosí chiosare il tutto.

Io i post leggiadri

talor lasciando e le sudate maglie,

a cagion del camminar mio estremo

(ché di me si spendea la miglior parte),

d’in su lo schermo del computer bello

porgea gli occhi alla posa tua sí dolce,

ed alla man veloce

che disponevasi a guisa di raggiera.

Amavati qual germano,

non viziato e pravo,

ma buono e mite, nobíle ‘n côre.

Lingua mortal non dice

quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,

che speranze, che cori, o Dudi mio!

Quale allor mi apparia

la vita umana e il fato!

(more…)


fumetti e figurine

È di queste ore la notizia dell’accordo tra Disney e Panini, con il conferimento alla società modenese di una licenza di sei anni sulle pubblicazioni come Topolino, Bambi e Winnie the Pooh. Ventidue dipendenti della Disney sono direttamente interessati ed è già stato indetto uno sciopero contro il possibile trasferimento a Modena di chi lavorava presso la sede di Milano.

Il gruppo Panini è formato da una divisione New Media, una divisione Panini Publishing e una di distribuzione fumetti; l’esercizio 2012 si è concluso con vendite per 637 milioni di euro in 110 Paesi, il che rende il gruppo appetibile ad alcuni fondi come Clessidra, Carlyle e Axa con Alpha.

Fatta salva, come non potrà non essere, la qualità e l’attenzione al valore educativo dei contenuti, rimane da vedere quali alchimie verranno a crearsi dal punto di vista industriale  e quali dal punto di vista editoriale, magari album con i paperi e i topi, in alternativa ai calciatori. 

A voler entrare nell’autobiografico, collezionare le figurine dei calciatori a me è sempre sembrato banale; un bimbo della mia raffinatezza e sensibilità doveva distinguersi dal volgo e scegliere qualcosa di piú nobile. Come, ad esempio, le figurine del ‘Libro della giungla’ (che sempre della Panini erano, si badi…).

Le gesta di Mowgli, Baghera, Baloo, Shere Khan raccontate da sir Rudyard Kipling e trasposte sul grande schermo dalla Disney erano decisamente piú accattivanti e costituivano uno dei miei passatempi prediletti quando, settimana dopo settimana, aprivo le buste delle figurine nella speranza di trovare quelle che ancora mancavano.

Quell’album adesso non c’è piú; chissà, forse c’è un paradiso, una magica dimensione dove gli album di figurine riempiti durante la fanciullezza riposano il sonno dell’immortalità e sono pronti ad essere sfogliati nuovamente…


niente paura, c’è Pasquy!

Sulle note di ‘Niente paura, c’è Alfred!’, di A. Valeri Manera – Ninni Carucci
Sai che Pasquy a testa alta sempre camminerà,
è il Pasquy, solo Pasquy!
I valori che ha dentro a tutti trasmetterà!
È il Pasquy, proprio Pasquy!
Agli amici dona felicità
e al mondo la sua creatività!
È un amico per te, è un amico per me,
nulla di piú bello c’è!
 La noia un problema, tu lo sai,
non sarà
se c’è Pasquy, solo Pasquy!
La mancanza di creativo, sai, si risolverà,
grazie a Pasquy, proprio Pasquy!
È simpatico anzichenò,
è un po’ sornione il suo sguardo però
è speciale per me, è speciale per te,
è bello essere Pasqual friends!  (more…)

mille e ancora mille!

Quest’oggi, 10 maggio 2013,

il Pasquale Curatola’s Blog ha raggiunto la quota di mille articoli pubblicati!

Nel ringraziare quanti  hanno letto e apprezzato le sue fatiche ed il proficuo lavoro delle sue manine sante,

il blogger consiglia la rilettura integrale di tutto il sito,

dal 17 maggio 2006 ai giorni nostri.

Grazie!


Vicenza, o cara!

Vicenza è una piacevolissima sorpresa. Talvolta manca, negli itinerari mentali e turistici delle persone, ed è un errore perché la città accoglie il visitatore con un senso d’innata armonia e mitezza che davvero non può non conquistare.

Sarà merito del Palladio che, onorando Pallade, ne progettò il centro storico e la piazza principale attorno alla Basilica, anche detta Palazzo della Ragione (difatti è proprio il senso d’armonia, di senno, d’equilibrio che sembra governare le scelte architettoniche e urbanistiche della città).

Sarà merito dei vicentini, gente garbata, che risponde con dolcezza e disponibilità.

Sarà stato merito, almeno in parte, di Daniele, Pasqual friend di recente acquisizione, con la sua passione per la fotografia ma il mio passaggio da Vicenza è stato davvero valida alternativa a mete piú ovvie.

Che dire, poi, del Teatro Olimpico, secondo molti il piú bello al mondo?

NB: questo articolo non è stato sovvenzionato dalla pro loco di Vicenza
NB (2): neanche Padova scherza, con il suo miscuglio di medioevale e contemporaneo

oh, Pasqual Day!


Oh, Pasqual Day!

based on Oh, Holy Night, by sir Adolphe Adam

 O Pasqual’s friends, the Sun’s already shining;

it is the day of the dear Pasqual birth!
As Pasqual’s friends, you surely must rejoice,

‘cause again he went to each of us!

A thrill of hope, thirty seven years,
are now since he appeared to light the world!

Shine with your hearts, you are the Pasqual’s friends!
O day divine, O day when Pasq was born!
O day, O Pasqual day, O day divine!

It was for sure a very special moment

when Pasqual came to the world!

In the hospital the doctors were awaiting,

before of them professionals were too!
Then he was born to save our television!

and we must know how to obey to him!

Dear Pasqual, now, prepares our future,

he knows what’s need, banality is to avoid.
Listen to him! Always follow his blog!

Listen to him! Always follow his blog!
Truly he taught how to create a schedule

to optimize audiences and costs.

Shows are fine and news more interesting

if you do by heeding him!

Let’s celebrate, o, Pasqual’s dear naissance

which happened on February, the 3rd!

Let’s all within remember name and surname!

Pasqual is with us! O, have joy forever!

His big genius evermore proclaim!

His mastermind evermore proclaim!

PS: I do these things in moments of solitude, it is not megalomania…


Ciao, 2013!

L’anno appena passato ha mantenuto poche delle promesse che attendevano invece solerte risposta.

I ciao che vogliamo rivolgere come portafortuna al bambino 2013, Anno Europeo dei Cittadini, sono legati fondamentalmente ai seguenti passaggi:

  1. l’evoluzione politica che attende il Paese, al termine della necessaria mon(t)archia parlamentare;

  2. l’andamento dell’economia, italiana e non;

  3. il festival di Sanremo, con le dovute curiosità su come si muoveranno i cantanti.

Quanto ai propositi, si camminerà, come sempre, a testa alta.


un drago di ricordo

Grisù, il draghetto pompiere, in un ricordo di Marco Pagot

“Farò il pompiere! Farò il pompiere!”

il draghetto Grisú

Le nuove generazioni forse non conoscono il draghetto Grisú ma, nel suo piccolo, era davvero un grande. Sebbene drago e figlio di drago (il famoso Fumè Draconis), il suo sogno era quello di diventare un pompiere, in barba a quello che, secondo l’interpretazione più ovvia, avrebbe dovuto essere il suo elemento naturale.

L’immagine che segue è un caro ricordo del Master sul Cinema d’animazione che ho frequentato … anni fa.

Lo ha lasciato a me e ai colleghi Marco Pagot, al termine di un interessante modulo su Calimero, In the Beginning e molto altro

Grisù, il draghetto pompiere, in un ricordo di Marco Pagot


les faux amis

Peccherebbe d’imperdonabile ingenuità chi sottovalutasse i rischi e le insidie che possono affiorare nell’approccio ad una lingua diversa dalla propria. Si parla spesso dei false friends dell’inglese ma anche altri idiomi possono riservare imprevedibili sorprese (les faux amis del francese, per esempio).

Estate di qualche anno fa. La mia amica MC era in vacanza con la comune amica AC nel sud della Francia. Le due erano mollemente distese sulla spiaggia e tessevano amabile conversazione con un giovanotto autoctono (si sa, i francesi con le italiane…).

AC non aveva studiato francese e si rivolgeva con fiducia all’amica per le traduzioni, giacché quest’ultima la lingua di Maritain l’aveva affrontata alle medie e alle superiori. 

Tutto andava per il meglio; una bella amicizia stava nascendo e si potevano forse subodorare gli aromi di quel sentimento che talvolta riesce a nascere anche da un fortuito incontro estivo.

–          M…

–          Cosa c’è

–          Digli se è disposto a darmi un bacio…

–          Ma sei sicura?

–          Sí, diglielo, voglio vedere cosa ti risponde!

–          Eh, alors (rivolta a quello) mon amie voudrait savoir qu’est-ce que tu fais si elle te demandes d’etre baisée!

Il ragazzo, lungi dal rispondere verbalmente, divenne fucsia. Con sfumature cremisi.

Un’insidia della lingua di Molière vuole che bacio si dica, in effetti, baiser ma, usato come verbo, acquista nell’uso standard un significato notevolmente piú esplicito! La fanciulla aveva ragionato per come avrebbe potuto fare in italiano ma, evidentemente, qualcosa non aveva funzionato…

Dal satellite, era possibile vedere due ragazze calabresi che si rincorrevano su una spiaggia, a poca distanza l’una dall’altra.

La prima correva, quasi a voler fuggire da qualcuno che la stesse minacciando o avesse intenzioni perniciose nei suoi confronti.

La seconda, brandiva un sandalo con fare minaccioso.


how rich is English?

“English is a vacuum cleaner of other languages”

David Crystal

English is considered as the language with the biggest number of words.

It is not an easy valuation, as told by the same linguists who did it, also considering that, in Virginia Woolf’s language, verbs are not to be conjugate and Finnish has 16 cases of declination. Anyway, everything started many years ago, within an English class.

The teacher:

– My students, what’s the language in the word with the biggest number of words?

Any possible answer went down.

The teacher:

– My students! What else but that one you are studying here? English!

– WHAAAAAAAAAAAAAT? You are making fun of us! In English you do everything thanks to make, get, like and something! somemone said.

– You know, English commonly spoken can seem poor of words but the complete vocabulary, also considering the words coming from the countries of the Commonwealth and from other languages, is around the 1.000.000 of words! And it is a language which increases its lexis at any time! 

The students could not believe; being Italians, perhaps, pride of a language very rich and full of nuances and meanings. But this is the opinion of the linguists of Oxford University, those ones who take care of the Oxford English dictionaries, the most trusted ones in the world…

 

 

L’inglese è considerato come la lingua con il maggior numero di parole.

Non è un computo facile, a detta degli stessi studiosi che lo hanno portato a termine, anche perché bisogna considerare che nella lingua di Virginia Woolf i verbi non si coniugano e che il finlandese ha sedici casi. In ogni modo, tutto cominciò molti anni fa, con un corso d’inglese.

Il prof:

– Studenti miei, qual è secondo voi la lingua col maggior numero di parole al mondo?

Vennero giù tutte le possibili risposte.

Il prof:

–   Studenti miei! Quale altra se non quella che state studiando qui? L’inglese!

–   CHEEEEEEEEEEEEEEEE? Ti stati prendendo giuoco di noi! In inglese fate tutto con make, get, like e simili! disse qualcuno.

– Sapete, l’inglese parlato comunemente può sembrare povero ma il vocabolario completo, anche in considerazione delle parole provenienti dalle Nazioni del Commonwealth e dalle altre lingue,

è attorno al milione di parole! Ed è una lingua che incrementa il suo lessico in ogni momento!

Gli studenti non potevano crederci; come italiani, forse, orgogliosi di una lingua ricchissima e piena di significati e sfumature. Ma è questa l’opinione dei linguisti della Oxford University, quelli che curano i dizionari  Oxford English, i piú accreditati al mondo…

 


non parlarmi, non ti guardo

Alle produzioni interessate:

evitate messaggi subliminali, cari saluti, ammiccamenti e

salamelecchi di vario tipo. 

Si aspetta altro.


la vendemmia sarà tremenda?

Pare che la prossima vendemmia possa non essere particolarmente gratificante

perché è piovuto troppo poco.

Chi  legge questo blog era solito vedere, per l’estate, un messaggio augurale per delle vacanze felici

e un periodo di ristoro spirituale e fisico.

Non di rado, gli aneliti del linguaggio verbale si arricchivano con la poesia della musica e delle sigle dei cartoni animati.

Quest’anno qualche amarezza ha venato il mio estro; si può affermare che alcuni Dubbi hanno ricominciato a bussare e i messaggi subliminali non bastano a zittirli.

È in cantiere e avrà eventualmente luogo entro l’autunno mirata iniziativa.

Quanto alle indiscrezioni sui palinsesti, sembra che il direttore di Canale 5, Massimo Donelli,

abbia chiesto a Bonolis un’altra edizione di ‘Ciao Darwin’

per la primavera del 2013.


i dubbi riprendono

Qualcuno riceveva sempre i miei auguri di compleanno, in passato.

Ma non si capiva in che misura li gradisse perché non rispondeva né agli auguri né alle idee che gli venivano proposte.
Messaggi subliminali sì, bisogna ammettere. Perfino spot e promo ad personam.
Forse per FIDElizzare al massimo, chissà.

L’ufficio stampa non può mandare i comunicati, sebbene si sia fatta garbata richiesta.
Qualcun altro mi è vicino coi social network. Mai un ‘Mi piace’, però, mai un retweet.
Ed il nome, per esteso, rimane impronunciabile.

Luglio, però, m’ha fatto una promessa. Rivoluzionaria.


Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers:

%d bloggers like this: