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animali nello spettacolo

In televisione ci sono molti animali.

Nel senso che molti sono i concetti, gli strumenti e le categorie che richiamano il mondo degli animali, almeno dal punto di vista terminologico.

In televisione c’è sempre l’animale (, ) Valeriano!” ebbi una volta ad esclamare, ricordando ad un collega alcuni concetti di base del mestiere.

La zebra è un particolare effetto che produce linee tratteggiate in movimento nel preview della telecamera, in presenza d’eccesso di bianco.

Non citerò cani, gatti, topi, maialini, tapiri, paperi protagonisti di cartoni animati, film e telefilm. La talpa di un reality, le iene di uno show.

La pulce e la giraffa sono microfoni (il secondo più che altro nel cinema).  Si fa la figura del pesce quando si parla senza audio.
Ancora nel cinema, è la gru che permette di ottenere movimenti di carrello aereo, panoramica e d’ascensore.
Nel giornalismo, si prepara il coccodrillo quando una persona sta per morire o vincere qualcosa ed è utile avere il pezzo già impostato, con vita, morte e miracoli.                              

L’ape ha un curriculum invidiabile.  La stimavano e celebravano già gli antichi, che vedevano in essa l’esemplificazione dell’operosità e della socializzazione “aristotelically correct” a cui una volta tanto si teneva.

Né faranno fatica i lettori di questo blog a ricordare l’ape Maia, sbarazzino imenottero che ha colorato con le sue avventure il mondo interiore d’innumerevoli bimbi, o dell’ape Magà, alla continua ricerca della mamma, tra disavventure e peripezie di vario tipo.

Non meno apesche le protagoniste di una pubblicità attualmente in onda, che reclamizza taluni cereali ricoperti di miele.

Quanto alle vespe, a noi piace ricordare il veicolo a bordo del quale Cary Grant porta a spasso Audrey Hepburn in ‘Vacanze romane’, alla scoperta di Roma e dello spensierato intersecarsi di mondi che cercano la loro libertà.

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