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disegno di legge su cinema e audiovisivo

È stato approvato in Consiglio dei Ministri il Disegno di legge sul Cinema, che passerà adesso all’esame delle Camere.
I punti nevralgici sono:
*la costituzione di nuovo fondo Cinema e Audiovisivo che, dal 2017, tenterà di finanziare gli interventi negli ambiti interessati attingendo ad una quota pari all’11-12% del gettito Ires e Iva di chi utilizza contenuti, tv, provider telefonici e distributori cinematografici;
*l’abolizione delle commissioni ministeriali per i finanziamenti e del concetto di “interesse culturale”, sostituite da un sistema d’incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana, elargiti in virtú dei risultati economici, artistici, di diffusione, dei riconoscimenti ottenuti;
*il sostegno, fino al 15% del già citato Fondo Cinema, alle Opere prime e seconde, ai giovani autori, alle Start-up, alle piccole sale, ai festival, alle rassegne di qualità;
*un piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo;
rafforzamento del tax credit, per incentivare la produzione e la distribuzione e favorire l’attrazione d’investimenti esteri;
*tali tax credit, in numero di sei, incentiveranno gli imprenditori fino al 30% (40% ai produttori indipendenti     che distribuiscono il prodotto) e potranno essere fruiti dalle imprese di produzione, post-produzione,      distribuzione, con particolare riguardo a chi programma cinema italiano, le imprese italiane che lavorano per    produzioni straniere, le imprese esterne al settore che investono nel nostro cinema, gli esercenti che gestiscono  le sale;
*l’istituzione, con decreto Mise – MiBact, di una sezione speciale del Fondo di garanzia per piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, con un’assegnazione iniziale di cinque milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo;
*un piano straordinario fino a cento milioni di euro in tre anni per aprire nuove sale cinematografiche o riattivare quelle chiuse;
*l’agevolazione del riconoscimento della dichiarazione d’interesse culturale, con vincolo della destinazione d’uso, anche a sale cinematografiche, sale teatrali, librerie storiche;
*l’istituzione di un Consiglio superiore per il Cinema e l’Audiovisivo, che sostituirebbe la sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo e sarebbe formato da dieci membri d’alta competenza e da rappresentanti delle principali associazioni;
*la concessione di una delega al Governo per regolamentare “in modo stringente l’obbligo trasmissione del cinema italiano” in tv , con “sanzioni concrete per chi non lo fa”;
*la concessione di una delega al Governo per un sistema di classificazione che responsabilizzi produttori e distributori, intervenendo e sanzionando gli abusi ma superando la mentalità della censura di Stato, delle scelte discrezionali e delle commissioni ministeriali per l’attribuzione dei fondi;
*la stesura di un Codice dello Spettacolo, che il Governo s’impegna a chiudere entro l’anno e nel quale confluiranno la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche ed il riassetto di tutti gli ambiti.

ANICA, APT, ANEC e ANEM hanno espresso il “massimo apprezzamento per il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”; in una nota congiunta ripresa dall’agenzia Ansa si legge che “Dopo oltre 25 anni finalmente viene proposta una vera legge di sistema, che appare la più avanzata oggi in Europa. Le imprese sono consapevoli di avere ora la responsabilità di usare questo strumento per la crescita qualitativa e la migliore diffusione di tutti i tipi di prodotto, nel rapporto col mondo del talento italiano, grande potenziale creativo ancora in parte inespresso”.

Fonti: Ansa, attraverso Prima on line

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