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passata è la festa…

Quest’anno non ho formulato ai Pasqual friends e ai lettori del blog i tradizionali auguri di buona Pasqua. In alternativa, desidero postare oggi una riflessione che riguarda la detta ricorrenza ma la declina sulle problematiche del presente.

Sarebbe bello se la Pasqua diventasse una festa fissa (o, almeno, più stabile di oggi)!

 

Come ognun sa, santaromanachiesa prosegue una tradizione secondo la quale la resurrezione di Cristo deve essere celebrata nella domenica successiva al primo plenilunio di primavera (in una data che pertanto può oscillare dal 22 marzo al 25 aprile).

Diverso è il criterio della Pasqua ebraica ma, ai fini di questo post, ha minore rilevanza.

Un’alternativ a tale computo potrebbe essere la seguente. Visto che accreditati studi fissano la morte del Nazareno al 7 aprile dell’anno 30, si potrebbe scegliere, ad esempio, la prima domenica del quarto mese dell’anno.
Tale cambiamento

  1. sarebbe bello dal punto di vista spirituale;
  2. sarebbe bello dal punto di vista scientifico;
  3. sarebbe un vantaggio per l’economia, visto che le vacanze non sarebbero più fluttuanti;
  4. sarebbe un vantaggio per chi opera nel turismo;
  5. nelle scuole eviterebbe quei ponti perniciosi che danneggiano l’apprendimento;
  6. farebbe bene al mercato dei gelati, che comincerebbero ad essere consumati prima, (se Pasqua cade troppo tardi, la gente comincia ad aver voglia di gelato solo a sopragiunta saturazione di colombe, uova e pastiere).

Non so quanto questa mia istanza sia accoglibile. Un dubbio, però, lo coverò sempre:
cosa c’è di spirituale in dolci, viaggi e scampagnate?
Va detto che quest’anno Giove Pluvio, forse geloso della Divinità che lo ha soppiantato, non è stato particolarmente magnanimo con gli Italiani…

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