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to Leopoldo with love

“È il simbolo del famoso quarto d’ora di notorietà,

tutti vogliono provarlo e con il tocco di Allen

tutto questo accade in un modo favolistico e reale al tempo stesso”

Roberto Benigni

Questa è la storia vera di Leopoldo Pisanello e della gran fortuna che l’ha colpito un dì.

Un emerito nessuno, mediocre colletto bianco che viene raggiunto da un improvviso, inspiegabile successo. Diventa l’ospite più richiesto, il prezzemolo di telegiornali e talk show, la vittima preferita dei paparazzi e l’oscuro oggetto del desiderio di tante, bellissime, donne.

Senza alcun merito. Senza la benché minima ombra di un qualche talento o di una pur flebile, recondita, capacità.

Il comico toscano dichiara di aver ricevuto la sceneggiatura “di contrabbando”, per soli dieci minuti, da parte di una persona che ha perfino sottolineato ‘io non ti ho dato niente’.Ma la sua stima di Allen è assoluta:

Allen va sempre oltre la realtà, è l’unica persona al mondo che riesce nei suoi film ad unire Bergman e Groucho Marx, Ingmar Marx o Groucho
Bergman. Fare oggi qua lo spiritoso davanti a lui è come cantare
All’alba vincerò davanti Pavarotti o suonare il piano davanti a Mozart. Sul set
cercavo di capire tutto, anche dove metteva la macchina da presa, dirigeva gli attori con uno sguardo e questo è un grande dono. È una di quelle occasioni in cui si dice sí a prescindere. Allen è un grande del secolo, fra 100 anni rifacendo Midnight in Paris si metterà lui tra i grandi come Matisse. Allen è come una nevicata d’agosto o un’eclissi di luna”.

Abbastanza d’accordo Penelope Cruz:

“Adoro Woody è una personalità speciale, una sorpresa ogni giorno. La sua intelligenza è superiore, pari al suo senso dell’umorismo. Per me è una persona molto importante”.

Anche a me sta abbastanza simpatico. Nel mio piccolo…

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