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anche La7, nel suo piccolo… (4)

“Siamo reduci da una stagione televisiva da record assoluto da quando La7 esiste, da 17 anni”

Urbano Cairo, alla presentazione dei palinsesti di La7

“Squadra che vince non si cambia” è una delle formule piú trite della prosa giornalistica ma sarebbe sintesi tra le piú efficaci per il palinsesto 2018 -2019 di La7, annunciato quest’oggi a Milano. La programmazione 20172018 di La7 è stata vincente su tutti i fronti, conquistando un decoroso 3,58% di share nel totale giornata (+24%) e un 5,11% in prima serata (+ 37% rispetto all’anno scorso). A maggio, in prima serata, La7 è stata terza rete.
“Sei anni di Floritudine” sembrerebbe un’altra approssimazione ma, complici gli ascolti del buon Giovanni e della sua trasmissione ‘diMartedì’, il contratto che lo vede legato a Urbano Cairo sarà prolungato fino al 2024. A maggio ha fatto il 10%…

Confermatissimo anche Massimo Giletti, con il quale “La7 ha triplicato gli ascolti della domenica”. Anche per il sabaudo si prospetta un discorso di lungo periodo, un rinnovo quinquennale è già pronto sul tavolo di Urbano Cairo, per sua stessa affermazione.
Interpellato sul giornale on line che Enrico Mentana ha detto di voler lanciare per impiegare giornalisti precari o disoccupati, il responsabile del settimo tasto del telecomando ha detto: “Né Rcs né La7 possono risolvere da sole il problema della disoccupazione dei giornalisti in Italia e nemmeno Enrico Mentana può farlo. Però ha posto un tema anche a chi ci governa. Con Mentana ho parlato e mi ha detto ‘ho fatto questo post, ma so che sei tu il mio editore, quindi qualsiasi cosa farò io la faccio con te’”.
Con la Gabanelli si sarebbe ancora in fase molto embrionale. Confermati senza indugi, invece, Lilli Gruber (‘Otto e mezzo’), Myrta Merlino (‘L’aria che tira’), Andrea Purgatori (‘Atlantide’), Corrado Formigli (‘Piazzapulita’), Zoro (‘Propaganda Live’).
Andrea Salerno, direttore di rete, ha dichiarato che il palinsesto ha meno di un anno di vita e non servirebbe stravolgerlo.
Quanto agli aspetti finanziari, Cairo ha ricordato “Dal 2014 l’ultima riga del bilancio consolidato di La7 è positiva. Abbiamo invertito la rotta di un’emittente che perdeva 100 milioni senza intaccare autorevolezza e qualità. C’è sempre uno sfasamento temporale tra i risultati degli ascolti e la ricaduta sulla raccolta, vediamo in autunno”.
La tv generalista, secondo Cairo, non è morta: “Se il 60% degli italiani guarda ancora in maniera continua la tv generalista non mi sembra una cosa vera; vero è che l’arrivo di nuovi canali sul DTT ha tolto ascolti, ma stiamo parlando di reti che fanno l’1, l’1,5% di share”.
Né si esclude che La7 possa avere un nuovo canale: “Il progetto non è certamente morto, siamo sempre attenti e cerchiamo sempre di cogliere opportunità per sviluppare nuovi giornali, e dal punto di vista televisivo avendo noi un multiplex con alcuni megabyte disponibili, stiamo vedendo che tipo di opportunità si possono cogliere (…) lo spazio si è ristretto. Per fare un canale devi essere sicuro di raccogliere pubblicità perché viviamo di quello”.
Radio in fundo, Cairo è “sempre stato interessato, ma al momento non ci sono possibilità e sono contento così!”.

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