“non gioco piú, me ne vado” (cit.)

Netflix ha annunciato di non voler alzare l’offerta rispetto a quanto offerto da Paramount per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery.

Per un efficace riepilogo dell’intera disfida tra Netflix e Paramount per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery si può fare riferimento al costantemente aggiornato post Netflix e altri demoni (3) (WBD etc…)

le promesse di David Ellison

Aggiornamento 3 marzo, di nuovo David Ellison:

“Intendiamo unire i due servizi, il che ci porterà oggi a poco più di 200 milioni di abbonati diretti al consumatore.
In Paramount, entro la metà di quest’anno, avremo completato il consolidamento dei nostri tre servizi sotto un unico stack unificato, e potrete vedere che adotteremo un approccio simile a questa piattaforma in futuro. E crediamo che l’offerta combinata, data la quantità di contenuti e le nostre potenzialità tecnologiche, ci metterà davvero in grado di competere con i player più affermati nel settore”.

“Abbiamo l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro e costruire una nuova generazione di media company dell’intrattenimento.
Non si tratta di consolidamento, ma di reinventare il settore. Vogliamo ampliare la nostra portata e rafforzare la nostra capacità di creare le storie e le esperienze più coinvolgenti al mondo”.

L’amministratore delegato di Paramount ha parlato oggi per la prima volta del maxi-accordo da 110 miliardi di dollari, che darà vita a un colosso dei media, con due grandi studi cinematografici (Paramount e Warner Bros.), un intreccio di studi televisivi, due importanti piattaforme di streaming (Hbo Max e Paramount+) e un portafoglio di canali TV che includerà Cbs, Tnt, Cnn, Mtv e Nickelodeon.
Ellison si è inoltre impegnato a mantenere una finestra d’esclusiva cinematografica di 45 giorni prima di distribuire i film in premium video on demand, riecheggiando impegni simili già annunciati da Netflix.

Aggiornamento 27 febbraio 2026: Netflix ha annunciato ufficialmente il proprio rifiuto ad aumentare l’offerta per l’acquisizione degli studi e delle attività di streaming di Warner Bros. Discovery.

Il consiglio d’amministrazione di Warner ha comunicato che l’offerta presentata da Paramount è risultata superiore rispetto all’accordo precedentemente stipulato con Netflix.
L’operazione d’acquisizione da parte di Netflix, pertanto, non è più economicamente sostenibile.

La strategia di Paramount punta a un’integrazione totale di tutte le attività di Warner, includendo nel pacchetto anche reti d’informazione e d’intrattenimento di peso come CNN e Discovery.
Questo sancirebbe l’unione di due degli ultimi cinque grandi studi cinematografici rimasti attivi a Hollywood.

La decisione di Warner Bros. arriva, peraltro, nel giorno della visita alla Casa Bianca del co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos.

Il mercato resta ora in attesa delle prossime mosse formali. E del parere dell’Antitrust…

Aggiornamento 24 febbraio: proprio allo scadere dell'”ultimatum”, Paramount ha formulato una nuova offerta e ha rilanciato. Secondo indiscrezioni, Paramount potrebbe aver messo sul piatto 31 dollari per azione rispetto ai 30 precedenti. La società di David Ellison si è inoltre impegnata a pagare l’eventuale penale da 2,8 miliardi di dollari a Netflix qualora la sua offerta fosse accettata.
Aggiorneremo gli azionisti dopo la revisione. L’accordo con Netflix resta in vigore e il consiglio di amministrazione continua a raccomandarlo“, ha spiegato Warner Bros.
L’offerta è stata recapitata e ora è al vaglio del Consiglio d’amministrazione.
Se la nuova offerta di Paramount dovesse essere accettata, Netflix avrebbe quattro giorni per rispondere.

Aggiornamento 17 febbraio:ieri, fonti americane segnalavano la possibilità che i vertici di WBD fossero disposti a riaprire un tavolo di trattative con l’altro pretendente, Paramount Skydance. Quest’ultimo s’è dichiarato disponibile ad un possibile rialzo, fino a più di cento miliardi di dollari, oltre al pagamento della penale che WBD dovrebbe corrispondere a Netflix in caso di recesso dall’accordo (2,8 miliardi).
Oggi, con un comunicato ufficiale, Netflix annuncia che WBD ha definitivamente formalizzato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 20 marzo. Allo stesso tempo, la stessa Netflix dichiara d’aver concesso a WBD una finestra di sette giorni durante la quale confrontarsi con Paramount e “risolvere completamente e definitivamente la faccenda”:

“Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”.

Aggiornamento 10 febbraio: secondo un documento depositato presso le autorità di regolamentazione, Paramount si dice disposta a pagare una “commissione d’attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà stato concluso, a partire da gennaio 2027. Rileggi Netflix e altri demoni (3)

Nell’ambito della battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, David Ellison, presidente e amministratore delegato di Paramount, ha giocato quest’oggi una mossa sul mercato italiano. 

Ha acquistato, l’Ellison, spazi su alcuni quotidiani nazionali, presentandosi come «produttore e appassionato di cinema e televisione da una vita». (❤)

S’è rivolto, l’Ellison, «alla comunità creativa italiana, agli appassionati di cinema e ai fan della televisione, all’industria nel suo complesso e a tutti coloro che hanno profondamente a cuore il futuro del cinema e delle arti». (❤❤) 

Questi i contenuti:

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Netflix e altri demoni (3) (WBD etc…)

Aggiornamento 3 marzo, David Ellison:

“Intendiamo unire i due servizi, il che ci porterà oggi a poco più di 200 milioni di abbonati diretti al consumatore.

In Paramount, entro la metà di quest’anno, avremo completato il consolidamento dei nostri tre servizi sotto un unico stack unificato, e potrete vedere che adotteremo un approccio simile a questa piattaforma in futuro. E crediamo che l’offerta combinata, data la quantità di contenuti e le nostre potenzialità tecnologiche, ci metterà davvero in grado di competere con i player più affermati nel settore”.

“Abbiamo l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro e costruire una nuova generazione di media company dell’intrattenimento.
Non si tratta di consolidamento, ma di reinventare il settore. Vogliamo ampliare la nostra portata e rafforzare la nostra capacità di creare le storie e le esperienze più coinvolgenti al mondo”.

L’amministratore delegato di Paramount ha parlato oggi per la prima volta del maxi-accordo da 110 miliardi di dollari, che darà vita a un colosso dei media, con due grandi studi cinematografici (Paramount e Warner Bros.), un intreccio di studi televisivi, due importanti piattaforme di streaming (Hbo Max e Paramount+) e un portafoglio di canali TV che includerà Cbs, Tnt, Cnn, Mtv e Nickelodeon.
Ellison si è inoltre impegnato a mantenere una finestra d’esclusiva cinematografica di 45 giorni prima di distribuire i film in premium video on demand, riecheggiando impegni simili già annunciati da Netflix.

Aggiornamento 27 febbraio 2026: Netflix ha annunciato ufficialmente il proprio rifiuto ad aumentare l’offerta per l’acquisizione degli studi e delle attività di streaming di Warner Bros. Discovery.

Il consiglio d’amministrazione di Warner ha comunicato che l’offerta presentata da Paramount è risultata superiore rispetto all’accordo precedentemente stipulato con Netflix.
L’operazione d’acquisizione da parte di Netflix, pertanto, non è piú economicamente sostenibile.

La strategia di Paramount punta a un’integrazione totale di tutte le attività di Warner, includendo nel pacchetto anche reti d’informazione e d’intrattenimento di peso come CNN e Discovery.
Questo sancirebbe l’unione di due degli ultimi cinque grandi studi cinematografici rimasti attivi a Hollywood.

La decisione di Warner Bros. arriva, peraltro, nel giorno della visita alla Casa Bianca del co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos. 

Il mercato resta ora in attesa delle prossime mosse formali. E del parere dell’Antitrust…
Aggiornamento 24 febbraio: proprio allo scadere dell’“ultimatum”, Paramount ha formulato una nuova offerta e ha rilanciato. Secondo indiscrezioni, Paramount potrebbe aver messo sul piatto 31 dollari per azione rispetto ai 30 precedenti.
La società di David Ellison si è inoltre impegnata a pagare l’eventuale penale da 2,8 miliardi di dollari a Netflix qualora la sua offerta fosse accettata.

Aggiorneremo gli azionisti dopo la revisione. L’accordo con Netflix resta in vigore ed il consiglio di amministrazione continua a raccomandarlo“, ha spiegato Warner Bros.
L’offerta è stata recapitata ed è ora al vaglio del Consiglio d’amministrazione. Se la nuova offerta di Paramount dovesse essere accettata, Netflix avrebbe quattro giorni per rispondere.

Aggiornamento 17 febbraio: ieri, fonti americane segnalavano la possibilità che i vertici di Warner Bros. Discovery fossero disposti a riaprire un tavolo di trattative con l’altro pretendente, Paramount Skydance. Quest’ultimo s’è dichiarato disponibile ad un possibile rialzo, fino a più di cento miliardi di dollari, oltre al pagamento della penale che WBD dovrebbe corrispondere a Netflix in caso di recesso dall’accordo (2,8 miliardi).
Oggi, con un comunicato ufficiale, Netflix annuncia che WBD ha definitivamente formalizzato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 20 marzo. Allo stesso tempo, la stessa Netflix dichiara d’aver concesso a WBD una finestra di sette giorni durante la quale confrontarsi con Paramount e “risolvere completamente e definitivamente la faccenda”:

“Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”.

Aggiornamento 10 febbraio: secondo un documento depositato presso le autorità di regolamentazione, Paramount si dice disposta a pagare una “commissione d’attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà stato concluso, a partire da gennaio 2027.
Intervistato dal Wall Street Journal, Gerry Cardinale, fondatore, proprietario e “capo” di RedBird Capital Partners (che sostiene l’offerta di Paramount per Warner) ha dichiarato: “Se non otterremo l’approvazione delle autorità di regolamentazione entro la fine di quest’anno, pagheremo 650 milioni di dollari ogni trimestre successivo fino all’ottenimento dell’approvazione”.
Paramount accetterebbe, dunque, una maxi-penale da 2,8 miliardi di dollari che Warner Bros. eventualmente dovrebbe al contendente prescelto, Netflix.
In Italia, la notizia è stata ripresa da Adnkronos.

Aggiornamento 5 febbraio: David Ellison (Paramount) ha scritto una lettera aperta, ripresa da molte testate italiane. Nei giorni scorsi, Paramount aveva prorogato al 20 di questo mese la scadenza entro cui gli azionisti WBD possono aderire alla sua controfferta (od “offerta ostile”).

Aggiornamento 20 gennaio 2026: come anticipato dall’agenzia Bloomberg, e come da noi riportato (vedi sotto), Netflix e Warner Bros Discovery hanno annunciato di voler porre in essere un’operazione interamente in contanti.

La nuova struttura, che mantiene invariato il valore di 27,75 dollari per azione WBD, garantisce maggiore certezza per gli azionisti e accelera il percorso verso il voto, previsto ora entro aprile 2026. Warner Bros. Discovery ha già depositato presso la SEC il proxy statement preliminare necessario all’avvio del processo.
L’operazione sarà finanziata da Netflix attraverso liquidità disponibile, linee di credito e finanziamenti già garantiti. Secondo le due società, la scelta dell’all-cash semplifica la transazione, elimina la variabilità legata al mercato e consente di procedere più rapidamente verso l’approvazione.
Prima della chiusura, WBD scorporerà Warner Bros. e Discovery Global in due società quotate separate, un processo che dovrebbe completarsi entro sei-nove mesi.
L’accordo modificato è stato approvato all’unanimità dai consigli d’amministrazione delle due aziende, ma resta soggetto alle autorizzazioni regolamentari negli Stati Uniti e in Europa, oltre al voto degli azionisti WBD.
La chiusura è prevista tra 12 e 18 mesi dalla firma iniziale.
Le due società stanno collaborando con le autorità antitrust, inclusi il Dipartimento di Giustizia statunitense e la Commissione Europea, per garantire un percorso di approvazione trasparente e senza ostacoli.

Aggiornamento 14 gennaio: secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg (che cita alcune fonti), Netflix starebbe lavorando alla revisione dei termini della sua offerta per Warner Bros. e starebbe valutando la possibilità di una transazione tutta in contanti. L’obiettivo sarebbe quello d’accelerare la vendita di Warner Bros. fra l’opposizione della politica e la controfferta di Paramount Skydance.
Aggiornamento 13 gennaio: Paramount Skydance ha fatto causa a Warner Bros. Discovery, con il preciso obiettivo di ottenere i dettagli finanziari dell’offerta formulata da Netflix.
Il già citato David Ellison (fondatore di Skydance Media e amministratore delegato di Paramount) ha dunque intentato una causa presso la cancelleria del tribunale del Delaware affinché la corte “inviti WBD a dare informazioni agli azionisti, in modo che compiano una decisione informata”.
L’accusa è che David Zaslav (CEO e presidente di Warner Bros. Discovery) e gli altri membri del consiglio d’amministrazione abbiamo contravvenuto ai loro obblighi di comunicazione non fornendo “informazioni complete, accurate e veritiere”.
Non compiamo queste azioni a cuor leggero – ha però aggiunto Ellison. Sia chiaro che il nostro obiettivo rimane avere un dialogo costruttivo con il consiglio d’amministrazione di WBD per raggiungere un accordo che sia nel migliore interesse degli azionisti”.
La controparte ha definito “priva di fondamento
la causa di Paramount, sottolineando che un’eventuale nuova proposta dovrà in ogni caso superare i 30 dollari ad azione proposti finora.
Aggiornamento 9 gennaio:
stando a quanto riporta la testata Deadline (Ted Johnson), in una lettera depositata mercoledí scorso presso una sottocommissione antitrust della Camera dei Rappresentanti, il responsabile legale di Paramount, Makan Delrahim, ha scritto ai legislatori che la fusione Netflix-WBD era “presumibilmente illegale“, in quanto avrebbe «consolidato ulteriormente la sua posizione dominante nello streaming video on demand».
Molto dipenderà da come il governo definirà in ultima analisi il mercato relativo, ovvero se Netflix competerà in un mondo ristretto di streaming in abbonamento per contenuti premium o in un panorama molto piú ampio che include YouTube e i social media.

Makan Delrahim ha affermato che la definizione piú ampia di mercato era “contorta e assurda”, qualcosa che “nessun legislatore serio accetterebbe mai“. Ha scritto che tale definizione «afferma, ad esempio, che i video gratuiti generati dagli utenti su YouTube e TikTok dovrebbero essere considerati un sostituto adeguato per i contenuti premium disponibili su Netflix o HBO Max». Secondo Delrahim,«questo è ciò che alcuni chiamano “antitrust psichedelico” – non ha alcun fondamento nella realtà del mercato o giuridica».
Delrahim ha sostenuto che Netflix aveva precedentemente respinto l’idea che YouTube fosse un concorrente, citando documenti di deposito titoli in cui «si confrontava con i concorrenti effettivi nello streaming video on demand».
Makan Delrahim ha guidato la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia durante il primo mandato di Donald Trump.
Ad una richiesta immediata di commento un portavoce di Netflix non ha risposto.
Il mese scorso, Warner Bros. Discovery ha stipulato un accordo con Netflix; quest’ultima ha acquistato lo studio e le attività di streaming, i canali via cavo WBD sono stati scorporati in una società separata.

Aggiornamento 8 gennaio 2026: Paramount conferma la sua controfferta da 30 dollari per azione per Warner Bros. Discovery, anche dopo la seconda bocciatura. Arriva ad affermare, anzi, che le proprietà via cavo di CNN e Discovery (che Netflix non desidera), valgano effettivamente meno di niente, sulla base di una valutazione azionaria di Versant Media (VSNT.O), recentemente quotata in borsa, uno spin-off di Comcast che include attività digitali e canali televisivi, come CNBC.
WBD continua a ritenere l’offerta inadeguata, con troppi rischi per gli azionisti. L’accordo con Netflix, al contrario, non richiede finanziamenti azionari ed è garantito da 59 miliardi di dollari di debito da banche tra cui Wells Fargo, BNP Paribas e HSBC Holdings.
Samuel Di Piazza, presidente di WBD, ha tuttavia dichiarato che l’azienda è aperta a un accordo se Paramount riuscirà a “mettere sul tavolo qualcosa di convincente”.
Oltretutto, non tutti gli azionisti Wbd sono concordi sul rifiutare la corte degli Ellison: Pentwater Capital, il settimo azionista, ha sostenuto che il consiglio sta commettendo un errore nel non collaborare con Paramount. (Fonte: Reuters)
Aggiornamento 7 gennaio 2026: Warner Bros. Discovery ha respinto la controfferta da 108 miliardi di dollari proposta da Paramount, definendola “inadeguata”.

Rimane in essere l’offerta di Netflix, il cui consiglio d’amministrazione, da par sua, ha ribadito ufficialmente il proprio “pieno sostegno” all’accordo di fusione con Warner Bros. Discovery, già annunciato il 5 dicembre 2025, e ha raccomandato agli azionisti di WBD di respingere eventuali proposte alternative o riviste emerse successivamente al 22 dicembre ultimo scorso. Secondo Ted Sarandos & Greg Peters,i co-CEO di Netflix, la fusione “metterebbe insieme competenze complementari e una visione comune sullo storytelling, creando una piattaforma piú forte per i creatori e contribuendo a un ecosistema dell’intrattenimento più competitivo e sostenibile.” (⇐Variety)

Aggiornamento 30 dicembre: secondo un lancio dell’agenzia Reuters, che riprende CNBC, Warner Bros. Discovery dovrebbe respingere l’offerta di Paramount Skydance (PSKY.O), nonostante i 108 miliardi di dollari e la garanzia personale del miliardario Larry Ellison.
Warner Bros. e Paramount Skydance hanno rifiutato di commentare la notizia.

Aggiornamento 22 dicembre: Larry Ellison, cofondatore di Oracle nonché azionista di maggioranza (e padre dell’amministratore delegato) di Paramount, ha dato una “garanzia personale irrevocabile” per il finanziamento da 40,4 miliardi di dollari, come parte della controfferta da 108 miliardi. Spera in questo modo di convincere gli azionisti di Warner Bros. Discovery ad accettare l’offerta. Paramount ha inoltre fatto sapere di avere aumentato da 5 a 5,8 miliardi la commissione che pagherebbe a Warner Bros. Discovery qualora l’offerta non andasse a buon fine, per esempio per la mancata approvazione delle autorità di controllo.

Aggiornamento 17 dicembre: Ted Sarandos e Greg Peters, co-CEO di Netflix, sono stati accolti dall’amministratore delegato di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, al lotto Warner Bros. di Burbank.

La visita è avvenuta lo stesso giorno in cui il consiglio d’amministrazione di Warner Bros. Discovery ha ribadito ufficialmente la propria raccomandazione agli azionisti: respingere l’offerta di Paramount Skydance e approvare invece l’accordo di fusione con Netflix.

Aggiornamento 15 dicembre: in una lettera inviata agli azionisti, Greg Peters e Ted Sarandos, co-amministratori delegati di Netflix, hanno scritto che le nozze fra Netflix e Warner Bros sarebbero una “vittoria per l’industria dell’intrattenimento, non la fine”.
I due manager hanno ribadito il loro impegno a far uscire nelle sale cinematografiche i film di Warner:

“Non abbiamo dato la priorità alle sale in passato perché non erano parte delle attività di Netflix. Quando l’accordo con Warner sarà chiuso entreremo nel business delle uscite nelle sale”.

Nella missiva, Peters e Sarandos si sono detti fiduciosi sul via libera delle autorità all’unione con WBD, argomentando che l’accordo sia necessario per competere con il dominio di YouTube.

“Una volta insieme la nostra quota di visualizzazioni sarà dell’8-9% negli Stati Uniti, sotto il 13% di YouTube. Paramount e Warner insieme avrebbero il 14%”, hanno aggiunto riferendosi all’offerta lanciata dal conglomerato guidato dagli Ellison.

Stando alle dichiarazioni d’intenti, il modello theatrical dello studio verrà non solo preservato, ma valorizzato come asset strategico.

Netflix prospetta una sorta di “complementarità”: Warner Bros. porterebbe in dote una divisione cinematografica di successo, alcuni tra i piú importanti studi televisivi al mondo ed il marchio HBO, definito «lo standard della televisione di prestigio» mentre Netflix contribuirebbe con innovazione tecnologica, portata globale e una piattaforma di streaming leader in oltre 190 Paesi.

Aggiornamento 8 dicembre: tre giorni dopo l’annuncio dell’accordo tra Warner Bros. e Netflix, Paramount Skydance lancia un’offerta in contanti da 30 dollari ad azione per acquistare il gruppo Warner Bros. Discovery, che valuta sé stesso 108,4 miliardi di dollari.

L’offerta di Paramount per l’intera WBD, quindi anche per i canali televisivi come CNN, sottolinea il gruppo in una nota, “vale 18 miliardi di dollari in contanti in più rispetto all’offerta di Netflix”.

Non so se avete saputo ma la piú recente rivoluzione nel contesto internazionale dei media è stata l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix.

Qual è adesso la classifica delle realtà entertainment piú importanti al mondo? Quali le prospettive per i film in sala e le altre forme di distribuzione?

Continue reading “Netflix e altri demoni (3) (WBD etc…)”

viacomcbs, fusione tra le piú opportune

È stata favorevolmente accolta, a livello internazionale, la nascita di ViacomCBS, fusione tra due realtà che hanno già condiviso parte della loro storia, sono state gestite entrambe dalla famiglia Redstone e si trovano adesso a proseguire insieme.
Romanticismi a parte, l’ultima mega-fusione nel panorama americano dei media segna la nascita di un’azienda valutata 28 miliardi di dollari di valore finanziario, forse anche di piú a considerare gli asset che vengono a incontrarsi: Viacom conferisce una ventina di canali via cavo tra i quali Mtv, Nickelodeon, Comedy Central, Continue reading “viacomcbs, fusione tra le piú opportune”

brevi dai media (61)

Aggiornamenti:

  • secondo il New York Post, ripreso in Italia da Ansa.it, nel sequel di ‘Frozen’, previsto per il 2019, Elsa potrebbe avere una compagna dello stesso stesso. Elementi saffici sono stati percepiti anche nel primo film e noi, nel nostro piccolo, avevamo previsto qualcosa; ovviamente l’aggettivo ‘saffici’ è usato in accordo all’uso comune, senza filologico scrupolo per la poesia ‘A me pare uguale agli Dèi’ o altre sfumature della poetessa di Lesbo…
  • Sky e Netflix hanno annunciato una nuova grande collaborazione per raggruppare l’intero servizio Netflix all’interno di un nuovo pacchetto d’abbonamento Sky TV. Questa partnership, prima al mondo nel suo genere, offrirà a milioni di clienti Sky accesso diretto a Netflix attraverso la piattaforma Sky Q.
  • Il Ceo di The Walt Disney Company, Robert A. Iger, dopo aver incontrato il presidente francese Macron, ha annunciato che la Disney investirà due miliardi di euro per ampliare Disney Paris, trasformando il Parc Walt Disney Studios per includere tre nuove aree tematiche dedicate a Marvel, La Regina delle Nevi (‘Frozen’) e ‘Star Wars’. I lavori cominceranno nel 2021. Nel frattempo, in Italia potremo ammirare Topolino, Paperino, Minnie, Pippo, Sebastian e le Figlie del Re Tritone da ‘La Sirenetta’, i briganti della taverna di ‘Rapunzel’, i servitori de ‘La Bella e la Bestia’, Anna ed Elsa di ‘Frozen’ nelle loro evoluzioni sul ghiaccio; prodotto da Feld Entertainment, presentato da Applauso in collaborazione con The Base, ‘Disney on Ice presenta Le Fiabe Incantate’ sarà in Italia per sedici spettacoli, a Milano (Mediolanum Forum) dal 29 novembre al 2 dicembre, a Roma (Palalottomatica) dal 6 al 9 dicembre. Con precipuo riguardo a ‘Frozen’, peraltro, bisogna ricordare che esso è anche un musical di Broadway, con apertura ufficiale prevista a marzo; i responsabili della promozione stanno diffondendo, per il momento, le canzoni dello spettacolo, che si aggiungono a quelle che abbiamo già ascoltato nel film. La prima canzone diffusa su YouTube è stata ‘Monster’, un assolo in cui Elsa si chiede se sia davvero un mostro, cosa si possa fare per far terminare l’inverno o se, addirittura, non sia opportuno togliersi la vita. Il tutto mentre quel vigliacco di Hans sta arrivando con le guardie!
  • La Paramount è una delle case cinematografiche piú importanti degli Stati Uniti, molto attiva anche in Italia; ‘The Italian Jobs: Paramount Pictures e l’Italia’ è il documentario nel quale tale attenzione è raccontata e dimostrata, in un lungometraggio scritto e diretto da Marco Spagnoli, prodotto da Ascent Film, da un’idea di Luca Cadua per Kenturio, realizzato in collaborazione con Cinecittà Luce e Centro Sperimentale di Cinematografia. Prima produzione orginale del brand, è in concorso al David di Donatello 2018 nella categoria Miglior Documentario e Finalista nella Selezione 2018 ai Nastri d’Argento. È stato trasmesso in prima visione assoluta su Paramount Channel, il canale visibile sul tasto 27 del digitale terrestre e sul 27 di Tivùsat, in occasione del suo secondo compleanno.
  • Quanto ai David, assegnati il prossimo 21 marzo, Continue reading “brevi dai media (61)”

brevi dai media (14)

Il Policlinico Gemelli di Roma e MediCinema Italia Onlus hanno creato un progetto interessante, un protocollo che, a livello nazionale, porta la cultura in ospedale a scopo terapeutico. È il grande cinema ad essere protagonista, dato che MediCinema allestisce vere e proprie sale di proiezione nelle strutture ospedaliere, per i pazienti e per i loro familiari. C’è, in particolare, una sala in fase d’allestimento, tra ottavo e nono piano del Gemelli, che sarà in grado di ospitare centotrenta persone, anche non autosufficienti, a letto o sulla sedia a rotelle. Ci sono due progetti già in cantiere, inoltre, presso l’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI) e, sempre nel milanese, presso l’Ospedale Niguarda. È in corso una maratona radiotelevisiva in Rai, che sostiene l’iniziativa ed è possibile contribuire da casa chiamando entro la mezzanotte di domani, 11 gennaio, da telefono fisso o da cellulare il numero 45599. (⇐ Prima on line; analoga iniziativa sembra essere la magia del cinema negli ospedali)
Federico Fellini è sempre alla ribalta e Sylvain Chomet, regista francese quattro volte candidato all’Oscar, ha ben pensato di trasformare i diari, gli schizzi e gli scritti inediti del Maestro riminese in un film. Per la precisione si tratterà di un road movie d’animazione intitolato ‘The Thousand Miles’, prodotto da Demian Gregory e sceneggiato da quest’ultimo proprio insieme a Chomet. Quanto allo Chomet, ci piace ricordare che tra le sue cinematografiche fatiche figurano titoli quali, ad esempio, ‘Appuntamento a Belleville’ e ‘L’Illusionista’. (⇐Ansa attraverso ⇐Variety).
La storia vera di Michael Burry, che, nel 2005, scommise contro quello che si sarebbe rivelato lo scandalo dei subprime, già raccontata nel romanzo di Michael Lewis edito da Rizzoli, è diventata un film, ‘La grande scommessa’. Nelle sale italiane dal 7 gennaio, candidato a quattro Golden Globe, il film è interpretato da Christian Bale con Brad Pitt, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei, Selena Gomez, Margot Robbie. (⇐ Ansa)
In questo periodo il numero 8 è d’attualità non solo per le trepidanti attese dell’ottavo lavoro di Quentin Tarantino (‘The Hateful Height’, appunto) ma anche per i destini che attendono il canale posizionato all’ottavo tasto dei telecomandi della televisione italiana. Mtv è diventata Mtv8, ha avviato una metamorfosi nella grafica e nella fisionomia (restyling, rebranding) e ha un sito che è stato registrato da Sky Italia come www.tv8.it, senza quella lettera M che, in effetti, ha una sua storia.
Nelle prossime settimane, Sky Tg24 lascerà la posizione 27 per spostarsi al 50, nello spazio che LaEffe sta per abbandonare e che insiste nell’area news del digitale terrestre (infatti al 48 c’è Rai News 24 e al 51 TgCOM 24. La posizione 27 sarà occupata dalla Viacom con il cinematografico Paramount Channel. (⇐Italia Oggi, ⇐Milano Finanza)
Anche William Shakespeare è sempre attuale e, nell’anno in cui ricorrono i quattrocento dalla morte, il British Council ha organizzato un interessante calendario di eventi e iniziative, tra cu il lancio dell’hashtag #Shakespearelives. (⇐Ansa)
Il Festival del Giornalismo 2016 avrà luogo a Perugia, dal 6 al 10 aprile. Previsti oltre duecento eventi, incontri-dibattito, serate teatrali, interviste, workshop, presentazioni di libri, e cinquecento speaker provenienti da tutto il mondo. (⇐Ansa)
La Cineteca di Bologna, invece, riporta in sala a partire da lunedí ‘The Great Dictator’ (‘Il grande dittatore’), capolavoro di Charlie Chaplin basato su Hitler ma teso a condannare ogni forma di dittatura. Ovviamente, la Cineteca di Bologna il film lo presenta nel suo stile, restaurato; la proiezione avverrà in lingua originale, con sottotitoli e nel DVD ci sarà anche il documentario ‘Chaplin ritrovato: Il grande dittatore’. (⇐Ansa)
Ecco, per concludere, le candidature ai BAFTA Awards 2016, gli “Oscar britannici”, che saranno assegnati il prossimo 14 febbraio presso la Royal Opera House di Londra: Continue reading “brevi dai media (14)”

puffi, peter pan e ben hur

Contestualmente alla Giornata mondiale dei Puffi 2015, sono stati annunciati i doppiatori americani de ‘I Puffi 3’ (o ‘Get Smurfy’, come sembra vogliano chiamarlo): Mandy Patinkin presterà le sue corde vocali alla saggezza di Grande Puffo, Demi Lovato cederà la sua ugola al vezzoso chiacchiericcio di Puffetta mentre il cattivo Gargamella farà uso delle tonsille di Rainn Wilson.

L’uscita prevista nelle sale americane, confermata nel sito ufficiale della Sony Pictures, è il 31 marzo 2017; deve pertanto ritenersi spostata a data da destinarsi quella italiana del 17 settembre, precedentemente annunciata.

Il film sarà diretto da Kelly Asbury, prodotto da Jordan Kerner e co-prodotto da Mary Ellen Bauder; pare si tratterà di un’avventura completamente nuova, né prequelsequel ed è speranza mia come d’altri che i simpatici ometti blu stavolta siano lasciati nel loro mondo incantato, anche riprodotti in CGI, senza personaggi umani e action movie.

Uscirà a breve, in Italia e negli Stati Uniti, ‘Pan’, ennesima rivisitazione delle avventure del magico fanciullo  nato dalla fantasia di J.M. Barrie, per la regia di Joe Wright.

Nel cast Hugh Jackman, Continue reading “puffi, peter pan e ben hur”

prossimamente, a Cinecittà

Sembrano tornati gli antichi fulgori della Hollywood sul Tevere; si tende ad attribuire  il merito alla nuova politica sul tax credit contenuta nel decreto ‘Art Bonus’ , che ha aumentato da 110 a 115 milioni di euro il fondo per le agevolazioni fiscali al cinema ed ha innalzato  il limite massimo del credito d’imposta da 5 milioni a film a 10 milioni a impresa, per la produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando mano d’opera italiana, film o parti di film stranieri.

È possibile che anche altri fattori facciano da concausa; in ogni caso, pare che 150 milioni di euro stiano girando da via Tuscolana, provenienti da major del calibro di Metro Goldwyn Mayer e Paramount.

Le produzioni che stanno per vedere la luce  a Cinecittà e respirare nei medesimi viali percorsi da Fellini e Monicelli sono le seguenti:

star trek: into the darkness

It will be called ‘Into Darkness: Star Trek’ and will be the twelfth episode of the great epic became a cult for a generation (it is said that, after the first suspension of the program, the viewers sent a million letters protest to CBS).

Dr. Spock, the fido Sulu and the other members of the Enterprise crew are going to return to the big screen, and then the producer Bryan Burk, who presented the first twenty-eight minutes of the film at the UCI Cinema Pioltello *, assured:

” We have not taken for granted the success of the first film. 

With this new episode we wanted to go even further than that.

Most action, more drama, more special effects.”

* (Ah, be born in Pioltello!)

 

 

 

 

 

 

 

 

S’intitolerà ‘Into Darkness: Star Trek’ e sarà il dodicesimo episodio di quella grande epopea diventata un cult per un’intera generazione (si racconta che, dopo la prima sospensione del programma, i telespettatori abbiano mandato un milione di lettere di protesta alla CBS).

Il dottor Spok, il fido Sulu e gli altri membri dell’equipaggio dell’Enterprise stanno per tornare sul grande schermo, dunque ed il produttore Bryan Burk, che ha presentato i primi ventotto minuti del film alla UCI Cinema di Pioltello*, ha assicurato:

”Non abbiamo dato per scontato il successo del primo film. Con questo nuovo episodio volevamo spingerci ancora piú in là. Maggior azione, maggior drama, maggiori effetti speciali.”

* (ah, nascere a Pioltello!)