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mister D e… la musica sacra

Mr D. aveva un suo pensiero, decisamente  originale, nei confronti di tutti i brani musicali che vengono composti per accompagnare le liturgie.
Va detto che Mr D., pagando il pesante fio della sua pazzia, aveva effetivamente dedicato la vita alla musica, i suoi pareri non erano quelli di uno sprovveduto. Egli discettava con sicumera di Rachmaninov e Scriabin, conosceva a menadito Brahms e Tchaicovski, per lui Dvo
řak e Mahler non avevano segreti.
Riguardo alla musica che si esegue nelle chiese, si esprimeva con malcelato disgusto. Ad esempio considerava “musichetta da quattro soldi, fatta solo per guadagnarci sopra”, quella scritta da un affermato compositore di musiche e canti per le liturgie cattoliche.
Che ci sia un giro commerciale dietro la religione è evidente, basta andare in una libreria gestita dalle Paoline…

2 Responses

  1. Agnese

    Una cosa è scrivere canti per animare la liturgia e un’altra è comporre musica sinfonica o da camera o operistica o ancora pop folk ecc. La musica per animare la messa può essere considerata un pò come la summa di tutte queste cose perchè è specchio dei tempi e delle esigenze dei suoi fruitori (e dei concili che si sono susseguiti)…se alle messe di Mozart o Verdi o alla grande musica dei grandi del passato cominciamo ad accostare impropriamente i nostri canti non ne usciamo più vivi…sono cose diverse. Rispondendo a quelli che inoltre accusano molti compositori di canti liturgici di copiare o quanto meno di ispirarsi ad altri compositori più illustri del passato rispondo che nessuno si è mai scandalizzato del Padre Nostro Sound of Silent o di Blowing in the wind…quindi perchè Vivaldi o Bach ci dovrebbero turbare? basta che la gente sia coinvolta, che canti tutta l’assemlea e tutti abbiano la gioia di seguire e imparare presto un canto,se riusciamo a capire lo spirito dell’animazione liturgica…
    comunque W padre Buttazzo forever! mi firmo?

    11/01/2011 at 09:02

  2. Pasquale Curatola

    Agnese, conoscevo già il tuo pensiero a proposito, ma ho scritto il post per raccogliere anche altre idee.
    Padre Buttazzo, mi racontavi, è l’unico che esclude tassativamente ogni forma di commercializzazione di brani liturgici… Gli fa davvero onore! Coloro che mettono sullo stesso piano il fatto che Bach & co. componessero su commissione con il fatto che anche oggi giri del denaro dietro le composizioni liturgiche li capisco poco…

    11/01/2011 at 09:03

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