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#Cannes2016

Per circa trenta minuti il Palais du Festival di Cannes è stato evacuato, “senza fretta” e “per motivi tecnici”. Molto alto è, in queste ore, il livello di sicurezza che si sta predisponendo attorno alla sessantanovesima edizione della rassegna, che prende il via proprio domani. Non che in passato si scherzasse ma le code per gli accrediti si sono rivelate piú lunghe del solito, ci sono perquisizioni, anche a borse e a zaini… il sindaco di Cannes, David Lisnard, ha dichiarato che i controlli saranno possibili anche per le strade. Lo scorso 21 aprile ha avuto luogo anche un’esercitazione completa delle forse dell’ordine, peraltro.
Tutto è tornato alla normalità adesso, si respira l’atmosfera di tutte le grandi vigilie. Come in tutte le grandi vigilie, dunque, è opportuno fare qualche piccola anticipazione.
Come si sa, l’inaugurazione è affidata per la terza volta a Woody Allen (già inauguratore nel 2002 con ‘Hollywood Ending’ e nel 2011 con ‘Midnight in Paris’, nonché quattordici volte presente fuori concorso). Stavolta il film si chiama ‘Café Society’, ambientato nella Hollywood degli anni ’30.
Davvero interessante l’elenco degli autori in gara: Pedro Almodóvar, Olivier Assayas, i fratelli Dardenne, Park Chan-wook, Xavier Dolan, Jim Jarmusch, Nicolas Winding Refn e Sean Penn. 
Tre italici moschettieri anche quest’anno: Paolo Virzí con ‘Fai bei sogni’, Claudio Giovannesi con ‘Fiore’ e Marco Bellocchio con ‘La pazza gioia’. Non in corsa per la Palam d’oro ma alla Quinzaine des réalisateurs.
‘Il silenzio’ di Farnoosh Samadi e Ali Asgari, con Fatma Alakus, Cahide Ozel e Valentina Carnelutti prodotto da Kino Produzioni è l’unico titolo di produzione italiana a difendere il tricolore nella categoria del cortometraggio, primo dal lontano 1997. È la storia di due rifugiate curde.
Il nostro Paese si è comunque candidato alla “palma dell’Eleganza” con un Italian Pavillion, presso l’Hotel Majestic, caratterizzato dal progetto ‘Universo elegante’: oltre settemilacinquecento nastri di tessuto bianco che pendono dall’alto e celebrano la storia del cinema italiano con immagini e luci in continuo movimento. Realizzato dal collettivo artistico NONE, con il contributo della Direzione Generale Cinema, il coordinamento di Luce Cinecittà, la collaborazione dell’Anica, del Ministero dello Sviluppo Economico ed Ice, è ispirato niente meno che alla fisica, a quella “teoria delle Stringhe” secondo la quale l’Universo, in realtà, è composto da nastri d’energia. Le particolarissime Stringhe dell’Italian Pavillion accompagnano il visitatore fin dall’ingresso, lo circondano d’immagini illuminate e suggestioni varie e, nel cuore stesso del Padiglione, gli consentono di percorrere le sequenze cinematografiche più celebri ed eleganti di sempre: Anna Magnani in ‘Roma città aperta’, ‘L’avventura’, di Mchelangelo Antonioni, ‘La dolce vita’ di Fellini ma anche Scola, Monicelli, Risi, Bertolucci, Leone, Genovese, Morante, Marcello, Zurlini, Crialese, Alice Rohrwacher, i fratelli Taviani, Salvatores e Tornatore al ricevimento degli Oscar. Non solo immagini, però! Previsti incontri professionali e informali tra professionisti, addetti ai lavori e talent scout, con attori del calibro di Rai Cinema, APT, La bussola del cinema, Centro Nazionale del Cortometraggio, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cinecittà Studios, Doc.it, Festa del cinema di Roma, Fondazione Ente dello Spettacolo e Cineconomy, Venice Days – Giornate degli Autori, Italian Film Commissions, Creative Europe Desk Italy MEDIA, MIA, UNEFA, Partner commerciali Prosecco La Fenice, Ponte Bonaventura Maschio, Acqua Lauretana, Caffè Aiello, I Bibanesi, Villa Stabbia, Botran, Il Tavoliere delle Puglie, Puglia in Rosé, Mocavero salumi.
Parlando di storia e di Maestri, il 2016 è l’anno del cinquantesimo anniversario del Grand Prix vinto nel 1966 da ‘Signore & Signori’, di Pietro Germi; quale miglior momento per gustarne la versione restaurata dal laboratorio L’Immagine Ritrovata? Sarà presentata dalla Cineteca di Bologna, da Istituto Luce Cinecittà e DEAR International, nell’ambito della sezione Cannes Classics. La Cineteca di Bologna, assieme a Les Films du Camélia e all’Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC), presenterà anche il restauro di ‘Memorias del Subdesarrollo’ (1968), di Tomás Gutiérrez Alea, realizzato anch’esso dal laboratorio L’Immagine Ritrovata. Quest’ultimo presenterà anche i restauri di: ‘Santi-Vina’ (Thavi Na Bangchang, 1954), ‘Valmont’ (Miloš Forman, 1989), ‘Indochine’ (Régis Wargnier, 1992).
Nell’ambito della lodevole iniziativa ‘Producers on the Move’, coordinata per l’Italia da Luce Cinecittà e organizzata da European Film Promotion (EFP), che consente a venti produttori emergenti europei di prendere parte a incontri professionali, ci sarà Emanuele Nespeca (Solaria film srl e Movimento film), produttore di ‘Banat – Il viaggio’, di Adriano Valerio.
La nostra Valeria Golino è uno dei membri della Giuria, presieduta da George Miller e e formata anche da Vanessa Paradis, Kirsten Dunst, Donald Sutherland, Mads Mikkelsen, Laszló Nemes, Arnaud Desplechin e Katayoon Shahabi.
Per quanto riguarda gli altri Paesi, sarà assegnata una Palma d’oro d’onore a Jean-Pierre Léaud; scoperto da François Truffaut, che lo volle nel fondamentale ‘I 400 colpi’ e apparso a Cannes proprio contestualmente alla presentazione di quel film.
Bertrand Tavernier, nel suo piccolo, sarà presente nella sezione CineClassic con un documentario in prima mondiale: ‘Voyage à travers le cinéma français’, sulla storia del cinema d’oltralpe; il documentario, presentato il 16 maggio, sarà poi distribuito in Italia dalla Cinema, di Valerio De Paolis.
Nell’ambito della medesima sezione, oltre al citato ‘Signore & Signori’ in versione restaurata, saranno riproposti anche ‘Un uomo, una donna’, di Claude Lelouche, altrettanto restaurato e altrettanto vincitore di Palma nel ’66 nonché una lezione di cinema tenuta da William Friedkin. Un altro documentario degno d’essere menzionato è ‘the Family Whistle’, di Michele Russo, sulla famiglia Coppola.
Tra le proiezioni speciali ‘Terrore nello spazio'(Mario Bava, 1965), presentato da Fulvio Lucisano, Nicolas Winding Refn e dalla CSC Cineteca Nazionale; questa lo ha restaurato e ricolorato sotto la supervisione di Lamberto Bava. Tre i film d’animazione: ‘The Red Turtle’, (‘L’uomo e la tartaruga’), di Michael Dudok de Wit (Belgio, 2015, 80′); ‘Momotarô, Umi no Shinpei’, di Mitsuyo Seo (Giappone, 1945, 74′); ‘Ma vie de courgette’, di Calude Barras (Svizzera – Francia, 2016, 66′), con le voci di Michel Vuillermoz, Natacha Koutchoumov, Paulin Jaccoud, Brigitte Rosset, Adrien Barazzone, Véronique Montel, Monica Budde,Anne-Laure Brasey.

Cannes 2016

Cannes 2016

Fonti: News Cinecittà, sito ufficiale del festival, MyMovies

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